Arte e Cultura

Claudio Chiavari: racconti di viaggi, sogni e parole

A Casa Sanremo Writers con Claudio Chiavari, autore fiorentino e romano d’adozione, e la sua avventura letteraria ispirata da viaggi, sogni e una vita dedicata all’aiuto sociale

Claudio Chiavari, fiorentino d’origine e romano d’adozione, ha trasformato la sua vita in un’avventura tra le pagine dei libri, i viaggi e i sogni condivisi con suo marito e due affettuosi cani. Cresciuto sotto l’ala protettrice di un oratorio salesiano, ha sviluppato la passione per l’aiuto sociale, alternando la sua solarità a momenti di riflessione, tipici del suo segno zodiacale, il Cancro.

L’incontro con la letteratura durante gli anni del Ginnasio ha segnato il suo destino. Ignazio Silone e il suo “Fontamara” sono diventati compagni di viaggio insostituibili, così come le poetiche note di Giacomo Leopardi, recitate nei luoghi che hanno ispirato il grande poeta. Durante il liceo, Claudio Chiavari ha iniziato a scrivere un diario quotidiano, uno specchio delle sue riflessioni e del suo percorso di crescita. L’amore per la lettura si è poi trasformato in una pagina Facebook, “Leggerefabene,” divenuta luogo di condivisione per oltre 10.000 appassionati lettori.

Il 2019 è stato l’anno dell’esordio letterario con “Cinque canzoni e una Bonus Track”, seguito nel 2021 con “Oltre il limite delle proprie possibilità”. Nel 2023 esce “Per i sogni non ci sono segreti”, un diario atipico frutto del suo pellegrinaggio sulla via Francigena. L’impegno sociale si è concretizzato nel volontariato “a distanza” presso l’Ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova.

Claudio Chiavari, con il suo stile coinvolgente, ha ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi letterari, tra cui la menzione d’onore al “Winning the book.” Il 2024 si apre con un prestigioso invito a Casa Sanremo Writers con “Per i sogni non ci sono segreti,” confermando la sua presenza nella scena letteraria contemporanea.

Ecco una breve intervista in esclusiva per SenzaBarcode a Claudio Chiavari

Qual è il brano di Vasco Rossi che ti ha ispirato maggiormente e in che modo ha influenzato la tua vita?

Non è semplice scegliere un brano del Blasco che mi possa aver ispirato maggiormente. Però, ce ne sono tre che mi hanno ispirato e influenzato maggiormente: “Dillo alla luna” per la mia produzione letteraria, “Ti voglio bene” per la leggerezza necessaria nella vita e “Un senso” per il coraggio di essere me stesso.

Come descriveresti il tuo approccio alla scrittura creativa durante i viaggi e nelle diverse tappe della tua vita?

Amo descrivere tutto ciò di “non umano” che incontro durante i miei viaggi (da un monumento, a una strada, passando per un paesaggio o un semplice cespuglio) e amo dargli anche la parola. Perché sono loro che mi parlano e mi fanno apprezzare (o disprezzare) i luoghi che visito nei miei viaggi.

Cosa ti ha spinto a intraprendere il Cammino di Santiago e come ha inciso sulla tua visione del mondo e della scrittura?

Ero alla fine della mia adolescenza e mi affacciavo al mondo dei grandi. Nel 1988 Giovanni Paolo II celebrò la Giornata Mondiale dei Giovani a Santiago di Compostela. Io non ci andai, ma il vedere le immagini alla televisione mi ha lasciato il germe di essere un giorno anche io parte dell’enorme condivisione che quei ragazzi e quelle ragazze trasmettevano. È così, dopo 23 anni, ho condiviso con altre migliaia di viandanti il mio primo Cammino, ovviamente laico perché ormai la mia frequentazione religiosa si era molto affievolita. Ed è proprio la condivisione che mi ha spinto a scrivere del mio ultimo Cammino, quello della via Francigena, fatto a giugno del 2020.

Condividi un aneddoto divertente o commovente legato ai tuoi fedeli cani e al ruolo che giocano nella tua ispirazione artistica.

Kyra, la meticcia che vive con noi da ormai nove anni, notò la mia commozione quando chiusi la stesura definitiva del mio primo romanzo. Si stava realizzando un sogno che avevo dentro da troppo dentro e quindi, dopo aver chiuso il computer, mi buttai sul divano in preda a un pianto liberatorio per la commozione che mi stava invadendo. Kyra, che era accucciata sul suo cuscino, saltò sul divano vicino a me e appoggiò il suo muso sulle mie gambe: voleva essere presente alla mia gioia.

Nana, la piccoletta e streghetta che è entrata nella nostra famiglia meno di due anni fa, ha portato quella vivacità che si stava affievolendo in casa. In particolare, quando la mattina rientriamo in casa dopo il giro al parco, sgambetta mentre la pulisco perché vuole subito andare a svegliare Andrea, mio marito, incominciando a saltargli in testa, girandogli intorno per svariati minuti e leccandolo finché non riceve le meritate coccole.
In quasi tutti i miei scritti c’è la presenza di un amico a quattro zampe, che assume spesso il ruolo del “Grillo Parlante” di collodiana memoria.

SenzaBarcode Redazione

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