Cronaca

Che fine ha fatto il gioco fisico?

I numeri della crisi: qual è la situazione del gioco in Italia? Che fine ha fatto il gioco fisico? I dati allarmanti dopo l’istituzione della zona bianca.

Sono circa 330 i giorni che hanno visto le saracinesche del mondo del gioco d’azzardo chiuse. Si tratta di una delle disposizioni anti-Covid che più hanno paralizzato una filiera che è importante tanto per i giocatori, tanto per l’Erario.

A cavallo tra le due ondate di Covid, solo per pochi giorni i luoghi del gioco fisico sono rimasti aperti. Poi tutto chiuso, con perdite immani per le agenzie, le sale e le stesse casse dello stato. Il fatturato, inutile anche sottolinearlo, ha avuto un crollo verticale che avrà degli impatti anche per il futuro. Così il ramo online ha preso il sopravvento, con una serie di strategie adottate dai casino come i bonus senza deposito, che hanno aumentato non solo le entrate ma anche i clienti, essendo uno degli incentivi più popolari per i nuovi giocatori.


I numeri della crisi: qual è la situazione del gioco in Italia?

Dunque gli operatori stanno investendo sull’online massicciamente, ma il gioco d’agenzia va recuperato prima di tutto, per salvaguardare non solo una florida filiera ma anche numerosi posti di lavoro in bilico. Con l’istituzione della zona bianca, il mondo del gioco fisico ha tornato a sperare. Le prime riaperture sono avvenute ed altre ci saranno nelle prossime settimane.

Intanto Sardegna, Molise e Friuli hanno aperto le danze il 31 maggio; hanno fatto seguito Liguria, Umbria, Veneto e Abruzzo dal 7 giugno. Da lunedì ufficialmente entreranno Trento, Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia ed Emilia-Romagna. Infine, per l’ultima settimana di giugno secondo le stime tutte le restanti regioni saranno in zona bianca. Tutto ciò per merito anche della campagna vaccinale, ormai accelerata.

Eppure, nonostante la bella notizia, le statistiche sono meno incoraggianti. Il 10% delle sale da gioco e scommesse non ha riaperto. A causa dei colpi della pandemia ed il tutto nelle prime tre regioni “bianche” sopracitate. Un dato allarmante che potrebbe innalzarsi nelle prossime settimane. Riaprire, dunque, non significa ricominciare. In molti riapriranno ancora ma con situazioni precarie alle spalle.

Riprendere, con protocolli rigidi e difficoltà di natura economica, potrebbe non significare subito guadagno. La sensazione è che i prossimi mesi saranno decisivi: l’ultimo semestre dell’anno dirà quale futuro, se futuro si può definire, avrà il mondo del gambling fisico. A cui è toccato un paradosso: motore di traino fino a fine 2019 ed ultima ruota del carro, causa Covid-19, dopo il primo semestre del 2021.

SenzaBarcode Redazione

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