Truman, la bomba atomica nel destino

Harry S. Truman nasce a Lamar, nel Missouri, l’8 maggio del 1884, da una famiglia di agricoltori.

Fin da piccolo lavora nell’azienda agricola di famiglia e, al contempo, compie con profitto gli studi, anche se non arriva alla laurea. Il suo sogno sarebbe quello di iscriversi all’Accademia Militare, ma non viene accettato perché fortemente miope. All’entrata in guerra degli States nella Prima Guerra Mondiale Truman si arruola come volontario e si dimostra ufficiale capace e carismatico.

Al ritorno a casa, dopo alcune fallite esperienze lavorative, si avvicina al Partito Democratico e nel 1922 viene eletto Giudice distrettuale della Contea di Jackson, per poi ricoprire il ruolo di Presidente della Corte nel 1926 e nel 1930. La sua abilità e le sue capacità organizzative gli valgono nel 1933 un posto importante nella Civil Works Administration, uno dei molti progetti lavorativi ideati da Roosevelt per il suo New Deal, mentre nel 1934 viene eletto come Senatore del Missouri, Nel marzo del 1941, Roosevelt sceglie Truman come presidente di una speciale commissione incaricata di verificare e correggere gli sprechi e le inefficienze della macchina bellica statunitense,

L’ottimo lavoro svolto gli vale, nel 1944, la candidatura come Vicepresidente al fianco di Roosevelt, che vince

Tuttavia, appena 82 giorni dopo l’insediamento, Roosevelt muore per un’emorragia cerebrale e Truman giura come Presidente in un momento decisivo della Seconda Guerra Mondiale: la Germania nazista è praticamente sconfitta e poche settimane dopo l’insediamento di Truman si arrende, ma nel Pacifico la guerra contro il Giappone continua con incredibile violenza. Per evitare ulteriori perdite, ma al contempo per offrire un’impressionante dimostrazione di forza all’Unione Sovietica, Truman autorizza infine l’uso di due armi nucleari contro le città di Hiroshima e Nagasaki. In seguito all’impressionante devastazione, il Giappone firma la resa.

Subito dopo la fine del conflitto i rapporti con l’Unione Sovietica diventano sempre più tesi, e, nel 1948, i sovietici impongono un blocco totale di Berlino, per forzare anglo-americani e francesi ad abbandonare la città. Truman ribatte autorizzando un ponte aereo, vale a dire un continuo rifornimento di beni di prima necessità alla popolazione attraverso aerei di trasporto, che durerà oltre un anno e mezzo, portando finalmente al termine del blocco. In risposta alla mossa di Stalin, il Presidente americano enuncia la cosiddetta Dottrina Truman, sostenendo che sia indispensabile attivarsi nella lotta globale al comunismo, ovunque esso minacci di attecchire.

Anche il celeberrimo Piano Marshall, che contempla aiuti economici ai Paesi europei per aiutare la loro ripresa, va letto in chiave antisovietica, volto com’è a sottrarre tali Stati alla possibile influenza di Mosca. Non è un caso che nel 1949 diversi Paesi europei beneficiari del Piano Marshall entrino a far parte della NATO, un’alleanza difensiva in chiave chiaramente antisovietica. Da notare, inoltre, che nel 1947 Truman aveva fatto approvare il National Security Act, che aveva accorpato i dipartimenti della marina e delle forze armate nel Dipartimento della Difesa e, cosa ancor più importante, aveva istituito la CIA.

La guerra fredda insomma è iniziata

Nel 1948, nonostante le previsioni della vigilia lo diano per sconfitto, Truman viene a sorpresa riconfermato per un secondo mandato. Riesce in particolare a vincere presentando un ambizioso programma di riforme detto Fair Deal; molte tuttavia non verranno portate a compimento, alcune perché probabilmente troppo ambiziose per i tempi, altre a causa dell’opposizione del Congresso. Truman coglie comunque alcuni successi importanti, dando ad esempio impulso alla legislazione sui diritti civili ed emanando un ordine esecutivo con cui vieta la segregazione razziale all’interno delle forze armate e dell’amministrazione pubblica.

Nel 1950, tuttavia, il suo nome viene ancora legato in maniera indelebile a vicende belliche a causa della drammatica guerra che scoppia fra la Corea del Nord comunista ed il Sud alleato degli USA. La guerra si concluderà nel 1953, dopo la fine del secondo mandato di Truman, con il ritorno allo status quo ante, la definizione del 38° parallelo quale confine fra le due Coree e l’apertura di una questione che si trascina ancora ai giorni nostri senza una soluzione.

Sempre nel 1950, in risposta all’avanzata delle truppe cinesi in Vietnam

allora ancora territorio coloniale francese, Truman autorizza l’invio di risorse finanziarie e personale militare in Indocina, iniziando un impegno volto al contrasto del comunismo anche in quest’area che, anni dopo, condurrà gli Stati Uniti ad impegnarsi in prima persona nella tristemente celebre Guerra del Vietnam.

La fine del secondo mandato di Truman è inquinata da accuse di corruzione che colpiscono alcuni suoi collaboratori ed amici, quindi il Presidente decide di non ricandidarsi. Si ritira a vita privata e negli anni si terrà complessivamente lontano dai riflettori. Il 5 dicembre del 1972, infine, a causa delle complicazioni di una polmonite, muore all’età di 88 anni.

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Andrea Barricelli

Andrea Barricelli è nato nel 1990 a Roma, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, gestisce dal 2020 un podcast dedicato alla prima sulla Webradio Senzabarcode. Per quanto riguarda la seconda, invece, ha pubblicato un'irriverente parodia dell'Iliade, denominata “Troiade”, con Rupe Mutevole Edizioni, nonché “Dominio e Ribellione” e “Equilibrio e Cambiamento”, editi da CTL Editore nella collana editoriale SenzaBarcode.

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