James Madison, teorico dell’equilibrio

James Madison nasce a Port Conway, in Virginia, il 16 marzo 1751. A causa di una salute piuttosto cagionevole, non frequenta le scuole pubbliche e viene dunque istruito da vari precettori privati.

Si dimostra comunque molto abile ed intelligente, tanto da laurearsi in materie giuridiche all’età di venti anni, nel 1771, in quella che è oggi l’Università di Princeton.  Benché all’inizio pensi ad una carriera nelle gerarchie ecclesiastiche, James Madison, si butta invece in politica e, nel 1776, viene eletto nel Parlamento della Virginia, dove diviene amico di Thomas Jefferson e ne condivide gli ideali politici.

Eletto nel 1779 nel Congresso continentale, James Madison si dimostra uomo scaltro e dalla notevole fermezza: ad esempio, in contrasto con il Parlamento del suo Stato, si fa promotore della concessione di maggiori poteri al Congresso, facendo ad esempio sì che solo quest’ultimo possa stampare moneta.

Nel 1783 James Madison fa ritorno al Parlamento della Virginia e, assieme a Jefferson, si batte per la proclamazione della totale libertà di culto, di cui è convinto sostenitore

Nel 1787 si riunisce la Convenzione di Filadelfia per giungere all’approvazione della prima Costituzione della Nazione e Madison, insigne giurista, redige il piano della Virginia, nonché buona parte dei cosiddetti Federalist Papers, una raccolta di saggi con il compito di convincere i singoli Parlamenti a ratificare la neonata Costituzione. Fra i più importanti concetti contenuti nei suoi scritti vi è quello relativo ai cosiddetti “checks and balances”, vale a dire i “controlli e contrappesi” indispensabili per garantire il corretto equilibrio fra poteri dello Stato, un teorema che a tutt’oggi permea la Costituzione americana.

Nel 1790, intanto, è assieme a Jefferson fra i fondatori del Partito Democratico-Repubblicano e, nel 1794, si sposa con Dolley Payne Todd, vedova ventiseienne con cui vivrà un lungo e felice matrimonio, nonostante la notevole differenza di età. Se il mandato di John Adams vede Madison ritirarsi momentaneamente dalla vita politica, il nostro buon amico fa ritorno sotto la Presidenza di Jefferson, del quale diviene Segretario di Stato. E’ lui, ad esempio, a curare su mandato del Presidente l’acquisto della Louisiana francese, territorio vastissimo che consente agli Stati Uniti, praticamente, di raddoppiare la propria estensione.

Eletto Presidente nel 1808, nel 1812 James Madison deve fronteggiare una nuova guerra con l’Inghilterra, che si trascina con alterne fortune per due anni, fino alla pace

Riesce comunque a farsi eleggere per un secondo mandato per la sua politica coerente con l’operato di Jefferson, con particolare riguardo al tentativo di mantenere basse le tasse e ridurre il debito pubblico. Se nel 1812 aveva annesso agli Stati Uniti l’attuale Louisiana, da non confondere con la Louisiana francese di cui abbiamo parlato prima, nel 1816 annette l’Indiana e nel 1817 il Mississippi. Un altro importante atto della seconda Presidenza Madison riguarda l’istituzione della prima tariffa doganale dal chiaro intento protezionistico nella storia degli Stati Uniti.

Una volta terminato anche il secondo mandato, come i suoi illustri predecessori sceglie di ritirarsi a vita privata, rifiutando l’ipotesi di candidarsi ad un terzo mandato, tornando alle sue piantagioni in Virginia. Nel 1826, alla morte di Jefferson, Madison diviene rettore dell’Università della Virginia, fondata proprio dal suo predecessore ed amico. A quanto pare, nei suoi ultimi anni Madison, che per inciso durante la presidenza si è impoverito e non arricchito, è ossessionato dall’idea di non aver fatto abbastanza per il suo popolo e terrorizzato dall’idea lasciata di sé ai posteri, al punto da giungere addirittura a modificare alcuni suoi scritti vecchi di anni.

Muore infine il 28 giugno 1836, all’età ragguardevole di 85 anni. La sua ossessione di lasciare un buon ricordo ai posteri, a quanto pare, è stata coronata dal successo, se si pensa che lo storico americano Garry Willis ha detto di lui: Nessun uomo poté fare tutto per il paese, nemmeno Washington. Madison fece più di tutti, e fece alcune cose meglio di qualsiasi altro.

Ascolta James Madison, difensore della Costituzione

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli è nato nel 1990 a Roma, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, gestisce dal 2020 un podcast dedicato alla prima sulla Webradio Senzabarcode. Per quanto riguarda la seconda, invece, ha pubblicato un'irriverente parodia dell'Iliade, denominata “Troiade”, con Rupe Mutevole Edizioni, nonché “Dominio e Ribellione” e “Equilibrio e Cambiamento”, editi da CTL Editore nella collana editoriale SenzaBarcode.

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