Norma, normativa e normalità

Stessa radice, significati diversi per norma, normativa e normalità. L’appuntamento mensile con Dizionario alla mano.

Con il termine Norma si intende molto spesso una legge, una regola che culturalmente e socialmente viene accettata e quindi formalizzata. Ovunque andiamo ed in qualunque contesto ci troviamo dobbiamo seguire delle norme e rispettare delle regole. Il tempo di Covid ha accentuato molto il discorso normativo dandogli ancora più forza e ragione di esistere.

Le normative sono l’insieme delle norme relative ad una determinata disciplina o contesto.

La norma quindi produce una serie di significati e di esperienze normative dalle quali non si può prescindere. La normativa quindi deriva dalla norma in quanto conseguenza di esperienza e percezione della stessa.

La norma può assumere caratteri di normativa ideale.

In antropologia ed in sociologia si parla di bias cognitivi che derivano dalla conoscenza di norme acquisite ed applicate in quasi totale automazione.

La normalità è la consuetudine che viene interpretata come regolarità o ordine.

In Antropologia e in sociologia la normalità è molto variabile in base alle culture di riferimento, alla storia del territorio e alle usanze proprie della popolazione. La normalità quindi è un concetto che definirei fluido. Che dipende in primis dal potere sociale esistente in un dato territorio e il suo popolo.

Jonathan Swift nel suo I Viaggi di Gulliver illustra perfettamente il concetto di normalità. Il tono sarcastico con cui Swift racconta il viaggio avventuroso di Gulliver era una velata critica ai romanzieri dell’epoca che descrivevano come normale essere l’uomo che conquista altri popoli. Gulliver invece si ritrova in mondi dove la normalità viene continuamente ribaltata e l’uomo non è più padrone.

Il riferimento al concetto di normalità legato al potere ritorna continuamente nella filosofia e sociologia  moderna cercando di ridimensionare o cambiare il paradigma della parola stessa

Emanuela Fatilli

Emanuela Fatilli nata a Busto Arsizio dove tutt'ora vive, nel 1973 é sposata e madre di due figli Giovanni e Giacomo. Lavora presso l'ospedale di Magenta dal 1996 in qualità di Tecnico di Radiologia. Ha pubblicato il suo primo libro, " La casa infestata che non c'era l'albergo aperto", nell'ottobre del 2018 per la casa editrice milanese "Excogita ". Da settembre 2019 collabora con la WebRadio SenzaBarcode come speaker e autore per il programma Disabilità e Benessere.

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