Cronaca

Dire Donna Oggi, cosa significa?

Dire Donna Oggi, uno spazio per parlare, confrontarsi e cercare soluzioni al divario che ancora persiste e di quei diritti ad oggi non riconosciuti a tutte le donne. Intervista all’onorevole Gianna Gancia.

Sono passati 76 anni dal 1 febbraio 1945 quando il decreto legislativo luogotenenziale numero 23 conferisce alle donne, che hanno compiuto 21 anni, il diritto di voto. A pensarci bene è solo una manciata di tempo, ma se pensiamo che il delitto d’onore viene abrogato solo nell’agosto del 1981 abbiamo il quadro della situazione italiana.

Codice Penale, art. 587
Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.

Oggi le cose sono di certo notevolmente cambiate, ma nelle pieghe del nostro quotidiano esistono ancora differenza più o meno evidenti? 
Il progetto Dire Donna Oggi è uno spazio di dibattito sui diritti realmente riconosciuti oggi alle donne. Ci sono in programma diversi webinar per trattare questo tema, del quale probabilmente si parla sempre troppo poco, analizzando da più punti di vista. Per cercare attraverso riflessioni e confronti proposte tangibili per combattere le disuguaglianze di genere.

Abbiamo raggiunto l’onorevole Gianna Gancia europarlamentare della Lega, promotrice del progetto

Oggi le cose sono di certo notevolmente cambiate, ma nelle pieghe del nostro quotidiano esistono ancora differenze più o meno evidenti?

Assolutamente sì, e non è solo la mia opinione, ma sono i numeri a dirlo. Basti pensare che solo il 7% delle donne occupa posizioni manageriali e nei CDA in Italia. Ma guardiamo anche alla politica, dove quasi tutti i partiti sono guidati da uomini, e dove io stessa ho dovuto subire per anni, e in alcuni casi ancora oggi, il patronimico di Lady Calderoli.

Guardiamo in faccia la realtà e diciamoci che la nostra società è ancora profondamente maschilista. Da questa considerazione nasce il progetto Dire Donna Oggi.

Onorevole Gancia può illustrare questo progetto, ma soprattutto spiegarci perché ritiene necessario un luogo di confronto che, ancora nel 2021, ha al centro del dibattito  i diritti e le differenze di genere?

Il progetto Dire Donna Oggi nasce da una conversazione tra amiche, una sera a cena a Roma. Nasce con lo scopo di dare risposte concrete alla disuguaglianza di genere in tutte le sue forme, un problema ancora aperto e di estrema attualità nelle società europee. Nella mia vita mi sono sempre occupata di promuovere attività volte a far comprendere le difficoltà che nella società attuale le donne affrontano ogni giorno.

Perciò ho voluto fortemente Dire Donna Oggi, uno spazio per parlare insieme del divario che ancora esiste e di quei diritti ad oggi non riconosciuti a tutte le donne. Da qui l’idea di organizzare dei webinar in cui ogni tema trattato sarà analizzato e approfondito per offrire spunti di riflessione, ma soprattutto avanzare proposte tangibili per combattere le disuguaglianze di genere.

Cercheremo, insieme ad esperti delle varie tematiche, di dare risposte e fornire approfondimenti per rimanere sempre ancorati alla realtà che purtroppo ancora oggi penalizza noi donne.

Tutte le informazioni sono consultabili sulla nostra pagina Facebook Dire Donna Oggi
Consiglio di ascoltare integralmente anche l'interessante intervista all'Onorevole Gancia che trovate a fondo pagina.

Per rispondere alla sua seconda domanda, mai come nel 2021 penso che questo tipo di progetti mostrino tutta la loro urgenza. Insieme all’odioso fenomeno della violenza di genere, non è più tollerabile un’imbarazzante gender pay gap nel mondo del lavoro, che ci mette agli ultimi posti nella classifica mondiale. Abbiamo davanti la Strategia Europea per la parità di genere che fissa obiettivi chiari al 2025. La questione aperta degli orfani di femminicidio: la legge c’è, ma diverse famiglie che si sono fatte carico dei bambini rimasti soli lamentano che è molto difficile e farraginoso accedere a questi fondi che per loro invece sono vitali.

Abbiamo da affrontare tutte queste tematiche e soprattutto dobbiamo avanzare proposte, fornire soluzioni.

Avete in programma diversi webinar, il primo quello del 25 febbraio ha come titolo “Violenza di genere”. Questo apre il dibattito veramente a più punti di vista. Chi sono i relatori  di questo primo appuntamento e chi, in linea di massima, parteciperà ai vostri incontri ?

Durante il webinar, avremo il piacere di invitare le tante persone coinvolte in questa battaglia a riflettere, insieme, sul tema e sulle diverse implicazioni che la violenza ha sulla donna. Perché la pandemia di Covid non è stata solo una piaga sanitaria, ma anche sociale, che ha colpito profondamente situazioni già disagiate di donne obbligate tra le non sempre sicure mura domestiche.

Questo sarà solo il primo di una serie di incontri che ci avvicineranno a tematiche sociali, lavorative, psicologiche, dove sono coinvolti soggetti a rischio come donne e minori. Tutti potranno partecipare dando il loro contributo, anche in termini di testimonianza. Si potrà inoltre lasciare delle domande o delle osservazioni che verranno poi lette e discusse con i relatori.

Il primo webinar giovedì 25 febbraio alle ore 11 sul tema della violenza di genere

Per il primo incontro avremo come ospite Parvinder Aoulakh, vittima di violenza, ma la cui voce oggi è esempio di coraggio e riscatto. Ma anche la testimonianza di Souad Sbai, giornalista e scrittrice, già presidente di Acmid Donne Onlus e del Centro Alti Studi Avverroè. A mediare questi contributi ci sarà un presentatore che si occuperà anche di gestire gli eventuali interventi dal pubblico e le domande. È importante esserci, tutti, per comprendere e gettare le basi per una nuova rete di solidarietà.

Lei è una donna presente nel panorama politico italiano ed europeo, da diverso tempo. Credo che possa essere considerata protagonista e in prima persona delle difficili battaglie che ancora oggi le donne sono costrette a compiere in ogni luogo di lavoro, politica inclusa.  Quali sono secondo lei le reali motivazioni che portano la società a questo retaggio culturale? Paura delle donne o incapacità a fidarsi realmente delle loro capacità? 

Nonostante continui progressi dal punto di vista dello sviluppo culturale e sociale, ancora esistono differenze e paure. Credo che la donna, sul lavoro come in molti altri contesti sociali, rappresenti come uno specchio emotivo dell’uomo. Grazie ad una sensibilità diversa, lo mette di fronte a sentimenti, stati d’animo che possono sembrare sinonimo di debolezza.

Certe battaglie non si combattono più sul piano fisico, ma su quello emotivo, intellettuale e empatico. Bisogna imparare a valorizzare le differenze e apprezzare le diverse identità, esaltando le differenze reciproche.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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