Di Marco Ziliani, Piazza Vittoria

Nel nostro altro appuntamento del 10 giugno a Nella stanza dell’altro, la Musica il protagonista è Marco Ziliani, con il suo nuovo singolo dal titolo Piazza Vittoria, per l’etichetta PrimalBox, distribuzione Artist First.

Ma chi è questo giovane? Marco Ziliani nasce a Riva del Garda l’11 aprile 1995. Inizia a 12 anni a calcare i palchi dei locali del Trentino Alto Adige, terra alla quale è molto legato. Nel 2014 scelto da Morgan, insieme alla band The Wise, partecipa all’ottava edizione di X Factor live e si qualifica per i bootcamp. Marco dal 2017 è il batterista e backing vocal del gruppo Usual con cui ha all’attivo un EP, Just Feel Alrigh (pubblicato da PrimalBox).

La musica è il lavoro di tutti i giorni di Ziliani: risale al 2016 la sua prima esperienza di tecnico audio al Circolo Magnolia di Milano, per poi essere per due anni il fonico al Bloom di Mezzago MI. Parallelamente inizia l’esperienza da tecnico backliner, girando l’Italia con i tour di Cosmo, Calibro 35, Carl Brave e Calcutta.

Il venticinquenne è anche polistrumentista, autore e compositore. È invece nel 2018 che ha origine il progetto da solista Ziliani, pubblicando il singolo Bar Franca, dedicato all’omonimo bar di Arco TN, punto di ritrovo di Marco e della sua compagnia. In poco tempo la canzone raccoglie i 100000 ascolti soltanto su Spotify, con il favore e la critica positiva del pubblico di tutta la penisola.     

In occasione dell’uscita in streaming e in digital download, il 29 maggio, di Piazza Vittoria ho intervistato Marco Ziliani a proposito proprio della detta canzone che nelle sue dichiarate intenzioni, musicalmente, richiama il mondo funky moderno mentre, per quanto riguarda la melodia e il testo, ha il sapore dell’indie pop del momento.

Il cantante trentino è un gran fan del funky 70’

September degli Earth Wind and Fire è la colonna sonora di quando si sveglia, ed è il funky quindi la chiave del suo nuovo singolo. “A dire il vero volevo fare un brano blues, ma non ci sono riuscito ed è nata Piazza Vittoria” confessa Ziliani.

Quando gli domando come si descriverebbe, Marco mi risponde che come persona si reputa un tranquillo ragazzo di provincia che ha sempre ascoltato musica e giocato a calcio nel campetto del paese. Come artista non saprebbe dire, perché vedere tale parola vicino al suo nome gli fa impressione. Non si ritiene ancora un artista bensì è uno che prova a cercare dell’ironia anche nelle storie un po’ più tristi.

Gnac-Gnac è invece l’aggettivo più adatto per il brano Piazza Vittoria. Gnac-Gnac che è la ritmica di chitarra che ha provato a descrivere a Thias, quando erano nella fase di arrangiamento del pezzo.

Passo a chiedergli se c’è qualche cantante e musicista al quale si ispira. Fa il backliner, monta e smonta gli strumenti e se ne prende cura, perciò è a stretto contatto con gli artisti italiani. Ognuno di loro gli ha lasciato qualcosa. Marco è comunque un grande ammiratore di Rino Gaetano e Cesare Cremonini ed apprezza tanto i Parcels, Duft Punk e Metronomy.

Predilige poi i falsetti e si rifà altresì a questi. È un super fan delle voci armonizzate, Beatles, Crosby Still Nash, Young e Beach Boys. “Sebbene viene fuori poco dalle mie canzoni, l’alternative e il british mi entusiasmano tantissimo. Jet, Artic Monkeys, Strokes, Blur, Tame impala, Kings of Leon, Radiohead, Franz Ferdinand sono stati essenziali per la mia adolescenza”, confessa Marco.

Focalizzandoci su Piazza Vittoria, fa riferimento ad una giornata trascorsa da Ziliani con una ragazza di Genova

Nel tornare a casa, in treno, Marco ricevette dalla ragazza un messaggio di rifiuto e la canzone Telefonami tra vent’anni di Lucio Dalla. Da lì l’idea di scrivere il testo.

Marco ha affermato inoltre che a volte un luogo ha un significato più importante rispetto a quello che è davvero. Piazza Vittoria è al centro del suo paese e non viene mai chiamata con il suo nome, poiché basta dire in dialetto vedem li al bar o il en piaza. Per la prima volta tuttavia si è ricordato il nome di un posto che dà per scontato, in quanto parte della sua routine. Piazza Vittoria è pur una piazza di Genova e in ciò ha visto una connessione tra due luoghi che nella realtà sono parecchio distanti.

Quando gli domando se mi racconta del suo percorso artistico, se è stato un suo desiderio approcciare da piccolo alla musica o è un figlio d’arte, o se qualcuno l’ha scoperto, Ziliani risponde che sua madre canta in un coro gospel e in quello della chiesa, suo zio strimpella il mandolino e suo nonno suonava la chitarra per divertimento.

A 3 anni Marco percuoteva le padelle della nonna come se fossero una batteria, e adorava la canzone Lemon Tree dei Fool’s G Garden. “Più crescevo e più cercavo altri modi per inventarmi una batteria fino che, a 7 anni, i miei genitori finalmente me ne hanno presa una. È ancora con me, dopo 18 anni” rivela.

Dai 7 anni è iniziata subito la voglia di creare band. La primissima con suo cugino, chitarrista. Poco dopo nella band anche Michi Zeit, il migliore amico di Marco, fondando i The Cousins. Michi è il tastierista/chitarrista del progetto Ziliani mentre il cugino gestisce un albergo e per questo non è nel progetto.

La svolta è arrivata ai 12 anni, quando due ragazzi più grandi di Marco di dieci anni cercano un batterista e gli chiedono di suonare con loro. Ha persino suonato per anni con il suo insegnante di educazione fisica delle superiori. Con lui, Ziliani si è accollato il nomignolo little drummer boy. Adesso, al di là del progetto in cui canta, suona la batteria con gli Usual che è una band della zona, composta pure da Mathias che è il ragazzo che produce i brani di Marco.

Parlando di Morgan mi dice che “Morgan è Morgan; un artista immenso, con una passione per la musica e per l’arte sovraumana”. Vederlo suonare il piano è una delle cose che non potrà mai dimenticare.

Prosegue ammettendo che a X Factor non si sentiva nel suo habitat però vi ha conosciuto un autore con il quale qualche volta si vede. Ma fondamentale è stato incontrare il fonico di palco dell’epoca, Johnny, che, assieme a Samphy, sono i fondatori di PrimalBox. Sono loro che hanno portato Ziliani dentro questo mondo sia come tecnico, sia come musicista.

Infine Marco mi saluta con l’idea di far uscire tutte le canzoni che ha scritto nell’ultimo anno in un disco, magari con un altro singolo a precederlo. Il suo desiderio più grande è suonare al Forum di Milano, ma il suo sogno nel cassetto quello di scrivere l’inno del Brescia Calcio, conoscere Carlo Mazzone e Roberto Baggio. Sì, è un tifosissimo del Brescia!

Giulia Quaranta Provenzano

GQP è nata l’11 luglio del 1989, ad Imperia. Terminato il Liceo Scientifico G.P. Vieusseux di Porto Maurizio IM, la giovane si iscrive all’UNIGE e nel 2011 consegue la Laurea triennale in Filosofia mentre nel 2014 quella magistrale in Metodologie Filosofiche. Appassionata e costantemente dedita già dall’età di 6 anni alla fotografia, Giulia nel 2018 inizia ad essere protagonista di mostre Collettive e Personali ed ottiene altresì il Diploma quale Critica di arti visive e letteraria. Prolifica poetessa, ha scritto inoltre alcuni brevi romanzi, racconti e saggi editi con il CEI, Aletti Editore, Pegasus Edition ed Articoli Liberi. È nel 2019 che l’entusiasta e vulcanica artista per vocazione e missione – consulente assicurativa invece per professione, intraprende un corso attoriale intensivo con il noto Giuseppe Morrone, punto zero grazie al quale finalmente accarezzata una più profonda e totale, inedita, consapevolezza in maieutico stupore. Per curiosità e domande, scrivere a [email protected]

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