Bergamini e norma anti abbandono bimbi

On. Deborah Bergamini, FI, su seggiolini anti abbandono “attuazione confusionaria della norma frutto di un cortocircuito legislativo gravissimo”.

“È una situazione che nasce da un corto circuito legislativo che, voglio dirlo senza polemica, secondo me mette insieme un po’ di incompetenza è anche un po’ di superficialità”. Così l’onorevole Deborah Bergamini di Forza Italia intervenuta sulla WebRadio SenzaBarcode. La norma riguardo ai seggiolini anti abbandono è sicuramente un atto di civiltà che però da subito è stata circondata da confusione e pochissima informazione.

“L’iter di questa legge parte nel 2015 nel Parlamento italiano su iniziativa del mio movimento politico, Forza Italia, e, dopo un lungo iter tra accelerazioni e rallentamenti, diventa legge nell’estate del 2018.” Doveva essere imperativo l’avvio prima dell’estate, così da evitare eventuali tragedie che, come è noto, hanno più probabilità di accadere nei mesi caldi. È evidente che non si è stati in grado di rispettare questa scadenza, dato che l’entrata in vigore è datata 7 novembre 2019.

Cortocircuiti, disordini, superficialità e probabilmente “qualche incrocio che non ha funzionato bene tra il Ministero dei Trasporti e il Ministero dell’Interno, entrambi hanno competenza su questa materia, fatto sta che questa legge doveva essere pubblicata il primo luglio di quest’anno e, siccome ci sono 120 giorni perché entri effettivamente in vigore, quei 120 giorni sono passati e ci siamo trovati dall’oggi all’indomani senza alcuna preparazione con la legge che dal 7 novembre è diventata operativa immediatamente…”

La confusione è stata veramente tanta, non solo tra le famiglie con bambini al di sotto dei 4 anni, ma anche tra i costruttori di dispositivi anti abbandono, abbiamo intervistato Gianfranco Piermartiri a proposito di questo regolamento.

L’onorevole Deborah Bergamini, Vicepresidente della IX commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) e vicepresidente della delegazione parlamentare presso l’assemblea del Consiglio d’Europa (CdE)

ci spiega che erano già previsti e stanziati fondi destinati all’informazione per l’attuazione di una campagna per dare ai cittadini tutti gli strumenti necessari a decidere come era per loro meglio agire. Anche su questa campagna c’è stato, qualche bug: le notizie sono state poche e poco chiare.

“Da legislatore mi sento in dovere di chiedere scusa, anche se sono all’opposizione, perché effettivamente è stato un grande pasticcio…” continua onorevole Deborah Bergamini.

La notizia positiva è che il 13 novembre scorso, durante la commissione trasporti, approfittando dell’esame sul decreto fiscale che necessita l’approvazione entro la fine dell’anno, è stata inserita, dal gruppo di Forza Italia, come condizione affinché venisse approvato, il rinvio delle sanzioni previste in caso di inadempimento di questa norma. La proroga, che dovrebbe essere come minimo di 4 mesi, consentirebbe alle famiglie di mettersi in regola, ai produttori di omologare i dispositivi, e far scattare il contributo di €30 già previsto nella finanziaria.

“C’è un dovere morale del governo di assumersi l’incarico di fare anche una forte campagna di sensibilizzazione e di informazione. È un lavoro di prevenzione che funziona ed è altrettanto efficace che unisce un paese e che fa diventare priorità un elemento che altrimenti è priorità solo quando si verificano tragedie immani come quelle a cui abbiamo assistito negli ultimi anni”.



Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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