Troiade e La luce e la notte. Autori SenzaBarcode

Dalla collana SenzaBarcode edita da Rupe Mutevole Andrea Barricelli e Germano Zampa, presentano in anteprima Troiade e La luce e la notte.

L’anteprima di Troiade e La luce e la notte, a cura del direttore di liberi.tv, Gianni Colacione, si terrà venerdì 4 ottobre dalle 18:30 in via Romanello da Forlì 7, nell’ambito della presentazione dell’offerta culturale dell’associazione SenzaBarcode e i festeggia del settimo compleanno.

“Era difficile trovare due libri così profondamente diversi e perfettamente in linea con la collana SenzaBarcode edita dalla casa editrice di Cristina del Torchio, Rupe Mutevole”. Dichiara Sheyla Bobba, responsabile della collana e sempre alla ricerca di nuovi autori di talento da pubblicare.
“Conoscevo già la penna di Andrea Barricelli con il suo precedente lavoro “Dominio”., edito da Il seme bianco e che avevo presentato nell’ambito della rassegna letteraria #6SenzaBarcode. È un talento vero, non solo per il suo perfetto italiano, ma anche per la capacità di trattare con intelligenza e passione racconti fantastici, divertenti e profondamente diversi l’uno dall’altro. Da un devastante conflitto nucleare futuristico, alla parodia esilarante pubblicata nella nostra collana.

Germano Zampa, invece, riporta alla mente l’immagine di un pennino, punta… penna e calamaio … e fa sognare. Una scrittura che lascia trasparire la profonda cultura ed intelligenza dell’autore che, con la sua prima opera “La luce e la notte”, seduce e cattura il lettore”.
L’anteprima è parte integrante della presentazione dell’offerta culturale dell’associazione Che venerdì 4 ottobre dalle 18:30 presso Eroi del pensiero in via Romanello da Forlì 7, a roma, festeggia anche i suoi primi 7 anni di attività. A presentare i due autori Gianni Colazione, direttore di liberi.tv, nuovamente media Partners di SenzaBarcode. Nell’occasione sarà possibile presentare per la valutazione manoscritti e opere inedite, oppure si possono inviare alla mail [email protected]

Troiade di Andrea Barricelli

Cantami, o diva, del Pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Zeus l’alto consiglio s’adempia), da quando primamente disgiunse aspra contesa il re de’ prodi Atride e il divo Achille. E qual de’ numi inimicolli? Il fi…

Aho e abbasta! Ma chi ce l’ha mannato qui ‘sto cacacazzi? Ari-portatelo all’ospizio da ‘ndo vie-ne, lui e st’orbo der cefalo!

Come avrete già capito, il qui presente scritto non è l’Iliade, il glorioso poema epico composto, secondo la tradizione, da Omero. Anzi, a dire la verità il poveretto (per chi non l’avesse compreso, l’orbo der cefalo) stava anche tentando di declamare la sua opera immortale, ma uno sgradevole personaggio è intervenuto ad interromperlo con fare sgarbato. A questo punto voi vi chiederete di chi si tratti e, naturalmente, è nostro (e usiamolo ‘sto plurale maiestatis, va) interesse rendervi edotti. Tuttavia, prima di poterlo fare, è necessario fare un breve excursus sul luogo ove tale increscioso episodio si è appena svolto. La scena è la grandiosa città di Troia, così denominata non per strane etimologie indeuropee, bensì per motivi molto più pragmatici, dato che definirla bordello sarebbe equivalso a chiamare Fort Knox banco dei pegni.

La luce e la notte di Germano Zampa

Il racconto del quinto mercante venne detto in maniera antifrasticamente responsoríale nel tempo stesso in cui il quarto narrava il proprio. C’era infatti il timore che il giorno s’avvicinasse, il giorno chiaro e senza ombre, senza più narratori e senza racconti, senza tortore, senza singhiozzare di pavoni, senza il gocciolio che ripercuote le lamiere con un basso continuo di complicata e nobile tristezza barocca, senza che poi le parole rotolino come perle o semi di melograno e si raccolgano nel cielo celeste o giada di un piatto cinese con un paesaggio a prospettico: dalla montagna azzurra “che è sempre la più lontana” ai monti “più vicini”, bianchi per la nebbia come lische di pesce, sino alla vasca con i pesci filosofi.

L’uditorio non divise la propria attenzione tra un racconto e l’altro ma la sovrappose, l’attenzione, a entrambe le storie che furono quindi dette e ascoltate insieme. Del resto, i Lupi Giardinieri, non sono forse i Maestri del Gioco? Ai Lupi Giardinieri, lupi dall’affilato volto di Anubi, vennero dati in custodia: il Giardino, l’arte della Retorica e l’arte suprema, che da quella deriva, della Variati° Continua (lessicale e musicale): fuga del tutto collaterale, un fiorire da un lato del tronco secondario del tronco terziario del secondo tronco del quarto tronco secondario del tronco principale. Noi c’eravamo in mezza!

SenzaBarcode Redazione

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