Due capodogli, mamma e figlio, morti a causa di una rete

Il 19 giugno, al largo dell’isola di Palmarola, Marevivo ha segnalato la presenza delle carcasse di due capodogli, deceduti a causa di una rete da pesca. 

Mercoledì 19 giugno, Marevivo ha segnalato alla sala operativa di Circomare Ponza la presenza di una carcassa di cetaceo alla deriva, a largo dell’Isola di Palmarola. La Guardia Costiera, guidata dal comandante Rosa D’Arienzo, ha disposto prontamente l’impiego di un dipendente mezzo navale. Giunto sul posto, il comandante della motovedetta, Fabio Odorico, ha potuto constatare che i capodogli erano due, mamma e figlio. I due corpi sono stati ritrovati a circa otto miglia dalla costa dell’Isola di Palmarola.

Dai primi rilevamenti è emerso che si tratta di un capodoglio di oltre sei metri di lunghezza. Di un peso difficilmente quantificabile, a causa dell’avanzato stato di decomposizione, basti pensare che della coda è rimasto solo l’osso. I due corpi erano semisommersi e alla deriva. L’ipotesi è che la mamma sia morta per liberare il figlio dalla rete e che alla fine sia rimasta impigliata anche lei. La rete da pesca, lunga circa 2 metri, infatti, era strappata ed in parte impigliata nella bocca della madre che ha cercato di strapparla. Mentre nel sacco era aggrovigliato il corpo del piccolo esemplare.

“Ringraziamo l’intervento della Guardia Costiera, con cui Marevivo collabora attivamente da anni, che ha svolto un’eccellente lavoro”

“Il dramma di questa mamma è un dramma di tutti noi.” Dichiara la presidente di Marevivo Rosalba Giugni. “La morte di due giganti del mare è già di per sé una perdita per il nostro patrimonio ecosistemico, ma sapere che questi cetacei sono morti a causa dell’uomo e in circostanze tanto strazianti rende l’accaduto ancora più grave. Non dobbiamo cambiare solo i nostri comportamenti, ma il nostro sistema di valori per capire e sentire davvero che il male che facciamo all’ambiente, lo facciamo a noi stessi.”

L’Ufficio Circondariale marittimo di Ponza ha provveduto ad informare del ritrovamento tutti gli enti preposti alla protezione di tali esemplari. Ed ha emesso un avviso ai naviganti per la sicurezza della navigazione poiché capodogli di tali dimensioni possono rappresentare un pericolo. È possibile scaricare il video cliccando su questo link.

Il capodoglio

Il capodoglio (Physeter macrocephalus, Linnaeus 1758) è il più grande di tutti gli Odontoceti, mammiferi marini dotati di denti. Può essere lungo fino a 18 metri, ha il capo enorme, si nutre prevalentemente di calamari. Può restare immerso più di 2 ore e raggiunge la profondità di 4000metri. I capodogli vivono in gruppo, ma nel Mediterraneo sono stati avvistati esemplari isolati. La gestazione dura 15-16 mesi, l’allattamento dura diversi anni anche se comincia a nutrirsi di altro dal primo anno di vita. È protetto dalla Convenzione di Barcellona e dall’Accordo di Monaco sui cetacei.

Giuseppina Gazzella

Classe 1984, marchigiana di nascita, cittadina del mondo per natura. Scrive e canta con la consapevolezza, la voglia e la pretesa di fare meglio ogni giorno, e di crescere sempre, perché sentirsi arrivati equivale all’essere morti.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: