Comitato dei sindaci del sisma del centro Italia

Nasce oggi, 29 febbraio 2012, il comitato dei sindaci del sisma del centro Italia. Prima azione: richiesta di incontro al premier Conte.

Si sono incontrati al Crowne Plaza Rome, tanti i sindaci intervenuti dalle zone del cratere. Oltre 70 le adesioni al comitato dei sindaci del sisma del centro Italia, al quale, certamente, si uniranno altri dei 138 comuni colpiti dal terribile sisma. Si vociferava sulla costituzione di questo comitato già da diverso tempo, a conti fatti sono passati oltre due anni.

Qui non è cambiato niente, è tutto fermo, è tutto morto” sono parole che mi sono state ripetute più volte in questi anni da persone che conoscono Amatrice, Accumoli, Norcia ma anche Fermo e altre città coinvolte. Sciocca sentire sentire il sindaco di Amatrice, fa restare senza fiato lo sguardo dei presenti che abbassano gli occhi in silenzio. “Sono aumentati i suicidi, l’uso di psicofarmaci, la gente non ne può più”.

Ed è così, 15 suicidi alla fine del 2018

lo si evince dai molti articoli di giornale confinati, purtroppo, alla sola stampa locale. Con la nostra poca voce, anche noi ne avevamo parlato. È una vergogna del nostro Paese, dei nostri governanti. Non è la solita retorica del “piove governo ladro“, fa il paio con i detenuti che si uccidono nelle carceri, ma si sa che questa è roba che fa notizia solo per Rita Bernardini, Radio Radicale e il Partito Radicale. Così il suicidio di persone sconvolte dalla vita completamente distrutta, e resa ancora più penosa dall’inerzia, non deve e non può fare notizia. Perché non si devono mai sottolineare le mancanze

Ma per fortuna ci sono i sindaci

Io sono grata ai sindaci che quest’oggi si sono ritrovati e hanno deciso di costituire questo comitato, sono grata alle persone che oggi sorridevano perché avevano la speranza di incidere. “Loro devono fare i compiti, non li correggiamo”, è una delle frasi che più invoca la dignità. A pronunciarla uno dei presenti e lo ha detto quasi sottovoce quasi a se stesso. Ma ha risuonato chiaramente nel pensiero di tutti.

Un documento delle problematiche

Un documento per indicare i tanti problemi che incontrano tutti i comuni. Oltre ai suicidi, l’aumento delle persone bisognose di sostegno psicologico, di aiuti alla ricostruzione, c’è anche chi deve fare la dialisi. C’è chi deve fare la chemioterapia e non riesce a raggiungere un ospedale adeguato a queste cure. E poi le proposte per risolverli.

Il Sindaco di Amatrice Filippo Palombini fa appello al senso di unità “Se abbiamo capito che non dobbiamo continuare a farci dividere, oggi dobbiamo dare un segnale, siamo una voce unica, noi siamo il territorio. Chiediamo che non facciano più norme dall’alto, nomine dall’alto, vogliamo essere sentiti per scrivere insieme le regole” e prosegue “della ricostruzione devono occuparsi gli enti territoriali,  Comuni e Regioni, che sono le istituzioni a più diretto contatto con i cittadini”.

Il Sindaco di Preci, Pietro Bellini racconta: “il mio territorio è distrutto. Io ho accettato l’invito perché mi è venuto dal cuore di dire sì. Nel 1997 ho gestito la ricostruzione de terremoto umbro-marchigiano. E vi posso dire che il disagio nello gestire questo sisma mi fa venire una rabbia che non vi posso raccontare”.

Tribunale delle libertà Marco Pannella

Il 24 febbraio scorso la presidente vicaria del Tribunale delle libertà Marco Pannella, l’avvocato Elisabetta Rampelli, è intervenuta all’ottavo congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento Trasnazionele Traspartito, ricordando, ancora una volta, l’immobilità dello Stato. Ha consegnato anche la sentenza che il Tribunale ha emesso, dopo aver chiamato a giudizio lo Stato italiano in Senato il 15 novembre. Questa sentenza è ad oggi l’unico documento che analizza nel dettaglio tutte le responsabilità, ciò che è stato fatto e specialmente ciò che neppure è stato cominciato.

La mia speranza è che il Primo Ministro non si limiti ad incontrare gli amministratori per una simbolica “pacca sulla spalla”, ma che si impegni in azioni complete. Oggi circa 70 comuni, di 4 regioni ( Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria), hanno intrapreso un percorso che non finirà sotto le macerie. Una strada del tutto disinteressata alla prossima tornata elettorale, comunale o europea. La loro forza sta nell’essere le prime vittime del terremoto.

E questo garantirà la perseveranza e la determinazione

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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