Filiera Agroalimentare, presentati 48 corsi gratuiti

L’assessore Bravi presenta 48 corsi di formazione gratuiti per disoccupati; la sfida è quella di innovare le competenze nella filiera agroalimentare.

Dall’apicoltore al maestro di bottega enogastronomo. Dal coltivatore di piante officinali al maniscalco. Dal coltivatore di vigne, tartufi, olivi al produttore di latte e formaggi. Senza dimenticare la birra artigianale, la norcineria, la gelateria, la pasta, la floricoltura, i vivai. Gli allevamenti e tutte quelle figure in grado di valorizzare le produzioni tipiche marchigiane attraverso un buon marketing e l’organizzazione di eventi e manifestazioni. E’ la proposta formativa di 48 corsi gratuiti in partenza nell’ambito della filiera agroalimentare, destinata ai disoccupati e finanziata con il Fondo Sociale Europeo per 2.010.000 di euro, presentata ieri ad Ancona ad una platea di oltre 200 persone interessate dall’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro Loretta Bravi.

Per alcuni corsi le iscrizioni sono già aperte e gli altri partiranno entro marzo

Per avere tutte le informazioni sui corsi nell’ambito della filiera agroalimentare, basta accedere al sito delle Regione Marche. “Innovare le competenze partendo dalle tradizioni tipiche locali, favorire la formazione di imprenditoria giovanile e il passaggio generazionale nelle imprese.” Ha spiegato l’assessore. “Sono i nostri obiettivi. Le Marche sono una Regione a forte vocazione agricola. Vantano una tradizione agroalimentare ampia, radicata e di grande qualità. Un’eccellenza riconosciuta ormai a livello internazionale, che è anche un importante volano per il turismo.

Secondo uno studio Nomisma nel 2018, il sistema agroalimentare marchigiano vale 2 miliardi di euro. Conta su 43mila imprese (il 28% del totale regionale), 70mila occupati (11%). E produce un valore aggiunto nell’economia regionale quasi doppio rispetto alla media nazionale. 12% contro 7%. Quindi, salvaguardare e valorizzare la biodiversità oggi, significa tutelare e valorizzare un patrimonio genetico, economico, sociale e culturale di straordinario valore. Fatto di pratiche, competenze, esperienze contadine ed artigiane non sempre scritte, ma ricche e complesse. Un “saper fare” che va tramandato perché la sfida è proprio questa: innovare dentro la tradizione.”

Dei 48 corsi, 30 sono finalizzati al rilascio di qualifiche o specializzazioni ricomprese nel tabulato regionale

Con stage fino ad un massimo del 30% delle ore totali. E 18 sono percorsi formativi di aggiornamento che mirano a trasmettere le conoscenze e le competenze necessarie per facilitare l’inserimento lavorativo dei disoccupati nel settore agroalimentare. Sono richieste figure con competenze tecniche agronomiche, ma anche conoscenze manageriali, di mercato, ambientali e sociali. Per ciascuna tipologia di figura professionale sono state individuate le sedi di realizzazione dei corsi. Nei comuni della Provincia di Pesaro-Urbino ci sono 12 corsi di formazione. I comuni della Provincia di Ancona hanno 12 corsi di formazione, mentre quelli della Provincia di Macerata ne hanno 9. Nove anche in Provincia di Fermo e 10 ad Ascoli Piceno.

Redazione Marche

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