Spettro della privatizzazione su Farmacap

Conversazione con Enzo Salvitti, rappresentante sindacale USI e dipendente Farmacap. Una petizione per salvare le Farmacie in Comune.

Le Farmacie comunali di Roma sono, ancora, in sofferenza. Pensavano che l’arrivo di Angelo Stefanori avesse, finalmente, dato un po’ di serenità a Farmacap, invece nulla. Nuvole grige si scagliano sulla rete delle Farmacie in Comune. Nuove turbolenze, con la minaccia della privatizzazione, non fanno dormire la notte.

Eppure

Eppure il servizio che si riceve nelle farmacie Farmacap è supportato, in primis, dai cittadini. Sono le persone che abitano a Roma che vogliono continuare a ricevere queste attenzioni e tutele. Un operatore che aiuta a prenotare le visite o una persona, lì in carne ed ossa, che gli spieghi – con termini semplici e pazienza – l’uso corretto dei farmaci. Potersi affidare alla teleassistenza nella farmacia di quartiere, quella che si frequenta da sempre, o ancora un sostegno psicologico, che accogli e compagna l’utente in quella che non è mai una gita di piacere.

45 farmacie, 10 sportelli sociali e 300 assistenti, Farmacap è nei territori di Roma. Da Finocchio al Tufello, passando dalla Bufalotta per arrivare a Val Melaina. Saremo ingenui noi di SenzaBarcode, ma continuiamo a pensare che ce ne vorrebbero di più.

“Si è discusso di ipotesi di privatizzazione”

ci spiega Enzo Salvitti che raggiungiamo telefonicamente appena dopo aver firmato la petizione. Tecnicamente l’interlocutore politico è “l’Assessore alle Politiche Sociali e Salute Laura Baldassarre. Poi, ovviamente, c’è l’Assessore al Bilancio Gianni Lemmetti … C’è stata recentemente una commissione congiunta, l’otto febbraio, su Farmacap. A noi sindacati e lavoratori non è stata data parola, ma la promessa di una nuova commissione in cui dire la nostra. Non si sono trovate soluzioni, si è discusso di ipotesi di privatizzazioni… “.

Bisogna fare un passo indietro, fino al 24 dicembre 2018, quando la Giunta approva una delibera che prevede la possibilità di una trasformazione societaria.

“Noi, ovviamente, siamo fortemente contrari a questa ipotesi” sottolinea il rappresentante USI “non si capisce il motivo per qui non possa funzionare un’azienda pubblica, ma invece debba essere privatizzata facendo un regalo ai settori privati”.

Qui per firmare la petizione

In aprile 2017 avevamo intervistato l’avvocato Stefanori, nominato commissario straordinario da Virginia Raggi

ci aspettavamo un po’ di ordine dopo le dimissioni del DG Laing. Invece anche Stefanori lascia, circa tre settimane fa. La testa, politicamente, del Commissario è stata fortemente richiesta dai consiglieri comunali del Pd Valeria Baglio e Marco Palumbo. Lui lascerà dicendo che “ha troppo da fare con il suo lavoro da avvocato”. Fatto sta, come spiega Salvitti , Farmacap è allo sbaraglio “attualmente l’azienda è senza vertice. Come rappresentanti sindacali, e come lavoratori, vorremmo che fosse ripristinato il funzionamento dell’Azienda”. Un Consiglio d’Amministrazione come primo passo – nominato con una certa urgenza – perché Farmacap ha le carte in regola per funzionare, ma bisogna mettere la macchina in condizione di muoversi.

“Noi ringraziameno innaanzitutto i cittadini che sono stati i promotori di questa petizione per salvare le Farmacie in Comune” ribadisce Enzo Salvitti.

Vien da pensare che qualcuno ha fatto i conti senza l’oste:

servizi pubblici per la cittadinanza e che funzionano, ma a chi può interessare renderli privati?

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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