Fondi Ue, Bonaccini difende la politica di coesione

Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a Palazzo Chigi, suggerisce al Governo di difendere la politica di coesione dell’Ue.

“Difendere la politica di coesione in Europa. Agire attraverso la concertazione con le Regioni e puntare sulla semplificazione per migliorare la performance del sistema Italia rispetto alla capacità di programmazione e spesa dei fondi strutturali.” Sono queste, in sintesi, le indicazioni che il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha voluto suggerire al Governo in occasione di un confronto su tali temi a Palazzo Chigi con il ministro Barbara Lezzi e il ministro Erika Stefani.

“Se le indicazioni del Governo saranno chiare, le Regioni sono pronte a svolgere fino in fondo la loro parte in un quadro di leale collaborazione istituzionale, ma occorrono certe condizioni. La prima è che l’esecutivo intervenga sul bilancio Ue poco ambizioso che incide su politica di coesione e politica agricola per lo sviluppo rurale. Politiche di spesa tradizionali sviluppate sui territori che stanno aiutando questo paese ad uscire dalla crisi. In tutte le fasi del negoziato occorre difendere la natura strutturale del fondo sociale europeo come componente ineliminabile della politica di coesione. Inoltre dobbiamo insistere – ha proseguito Bonaccini – per chiarire che il rapporto tra politica di coesione e semestre europeo deve comunque ruotare attorno da obiettivi coerenti con la politica di coesione. Senza inficiare certezza e stabilità alla programmazione.”

Il presidente della Conferenza delle Regioni ha chiesto chiarezza anche sulla questione del co-finanziamento nazionale

“Ottenere lo scorporo del cofinanziamento dal patto di stabilità interno deve essere una priorità. Ciò consentirebbe di liberare i bilanci regionali dal paradosso di avere risorse e non potere spenderle. Noi siamo disponibili a fare tutto il possibile per monitorare l’azione del sistema Italia – sia sull’attuazione dei Por (programmi operativi regionali) che dei Pon (programmi operativi nazionali) – e per incidere sulle regole per facilitare la spesa. A questo proposito ho proposto al Governo l’’istituzione di un gruppo di contatto ristretto con le Regioni per seguire il negoziato europeo.

Redazione Marche

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