Rottamazione macchinette intrattenimento

Le nuove procedure di rottamazione degli apparecchi di intrattenimento mettono in difficoltà gli operatori del settore.

Dal primo maggio scorso sono state avviate le procedure per la dismissione degli apparecchi da intrattenimento e relativo obbligo di rottamazione, la grande novità introdotta dal Legislatore che sta mettendo in difficoltà diversi operatori considerando che il processo tecnico e amministrativo è ancora in fase di rodaggio e che si sta perfezionando proprio in queste ore.

Il direttore del Consorzio nazionale Ecoped, Giuliano Maddalena, leader nella gestione dello smaltimento di rifiuti elettronici, in una recente intervista ai microfoni di Gioco News, ha spiegato in cosa consiste il processo di rottamazione e ciò che dovrebbero fare, in concreto, gli addetti ai lavori della filiera degli apparecchi.

Cosa prevede la norma sulla rottamazione

Il decreto pubblicato nelle scorse settimane dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativo allo smaltimento delle macchine da gioco dismesse dagli operatori in seguito al processo di riduzione, introduce “l’onere della gestione del ‘fine vita’ degli apparecchi, per tutte le macchine da gioco dismesse per le quali sia venuta meno l’efficacia dei relativi titoli autorizzatori rilasciati da Adm per dismissione, anche dovuta a revoca o decadenza dei nulla osta, e che siano stati privati dei dispositivi di controllo di Adm. Allo scopo di evitare possibili utilizzi illeciti. Con tanto di scadenza temporale fissata entro il termine di 6 mesi dalla cessazione di efficacia dei relativi titoli autorizzatori. Offrendo anche un’alternativa allo smaltimento e alla distruzione, prevista nella cessione e trasferimento della macchina dismessa ai produttori di apparecchi di gioco o all’estero, ma dietro a precise regole e all’individuazione di precise responsabilità e, quindi, sotto a rigide sanzioni. Per una nuova procedura da gestire per le imprese di gestione titolari degli apparecchi che finiscono nei locali (e ritornano nei magazzini), la quale, tuttavia, può (e deve) essere vista come un processo virtuoso, in grado di fornire un valore aggiunto alla filiera, a livello industriale e professionale”.

Considerando la norma sulla rottamazione delle apparecchiature, che non interesserà il settore delle slot machine online, Maddalena ritiene che da un punto di vista tecnico il decreto inquadra bene le regole di azione attorno alle quali dovrà essere eseguita la rottamazione ed offre un’attuazione pratica piuttosto dettagliata della volontà del Legislatore di ridurre il numero delle macchine, spiegando come fare a gestire correttamente il rifiuto.

“Non ho dubbi rispetto al valore industriale di questo processo, di cui ci occupiamo da anni in altri settori, poiché si tratta di un iter che offre garanzie all’esterno e certifica la qualità di una filiera. Che diventa ancora più importante in un settore come quello del gioco, in cui si trattano macchine con profilo fiscale, che rende ancor più necessario e opportuno fare le cose nel migliore dei modi”, ha aggiunto.

Illustrando i vantaggi per cui un operatore debba rivolgersi a un consorzio, il direttore di Ecoped spiega che il consorzio è uno strumento pensato “per mettere gli operatori nelle condizioni di poter adempiere agli obblighi di gestione dei beni a fine vita in maniera sicura ed efficace, rispetto a un processo generalmente piuttosto complesso e anche ricco di possibili insidie”. Il consorzio solleva l’operatore dalle incertezze e offre quindi una garanzia non solo di qualità di servizi ma anche di perfetto adempimento delle norme. Essendo lo stesso ad occuparsi del ritiro dell’apparecchio da rottamare, il gestore avrà la certezza del totale rispetto di tutti gli adempimenti, sgravandosi la piena responsabilità rispetto al processo di smaltimento.

Avviare un processo virtuoso grazie alla rottamazione

Secondo Maddalena è possibile avviare un processo virtuoso anche nel settore degli apparecchi da intrattenimento così come avviene per altre apparecchiature elettriche.

“Rottamiamo da dieci anni gli elettrodomestici che sono delle apparecchiature elettriche esattamente analoghe a quelle da intrattenimento e lo facciamo attraverso una filiera controllata. In un processo virtuoso per definizione, che permette di avere certezza di tutte le fasi del processo, dal ritiro del prodotto a tutte le fasi successive. Normalmente il gestore non ha il controllo né la visione di quello che avviene dopo il ritiro del suo rifiuta, ma ne ha comunque una parte di responsabilità, anche se spesso sfugge questo concetto”.

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