Furto ai danni di Giuseppina Gazzella, di SenzaBarcode Marche

Giuseppina Gazzella, responsabile della redazione Marche di SenzaBarcode, e cantante dei Borea e dei Vandrago, ha subito un furto nel weekend appena trascorso.

Il risveglio del lunedì è sempre più amaro degli altri, ma lo è stato particolarmente per Giuseppina Gazzella, che ha scoperto di aver subito un furto nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 gennaio. Giuseppina, oltre ad essere responsabile della Redazione Marche di SenzaBarcode, è cantautrice dei Borea e cantante solista dei Vandrago. E proprio nella sala prove dei due gruppi, sita a Monte Urano, in provincia di Fermo, che si è consumato il furto.

Ad accorgersi che ci fosse qualcosa di strano è stato il batterista dei Vandrago, che ha trovato il cancello dello stabile gravemente danneggiato

Subito dopo si è accorto che anche la porta del locale aveva avuto la stessa sorte. Raggiunto subito da Giuseppina Gazzella, ha constatato insieme a lei che purtroppo i ladri erano riusciti ad entrare all’interno.

“Quale scenario vi siete trovati di fronte quando avete aperto la porta del locale?”

“Quello che abbiamo provato aprendo la porta è stato indescrivibile – inizia a raccontare Giuseppina Gazzella – la sensazione di devastazione che si ha dentro in questi casi non si può spiegare. La prima cosa che abbiamo visto è che parte della nostra attrezzatura si trovava accatastata vicino al portone di ingresso, pronta per essere caricata. La paura di ciò che avremmo trovato nella sala è cresciuta anche perché l’occhio ci è caduto subito su due casse che risultavano seriamente danneggiate.”

“Che senso ha danneggiare qualcosa che una volta rubato si dovrebbe rivendere?”

“Non erano professionisti, è stato subito palese che fosse così – spiega Giuseppina Gazzella – e non sono stati quindi in grado di capire come togliere i cavi professionali attaccati alle casse. Così, per portarle via, hanno tirato e strappato i connettori, danneggiando gravemente il blocco degli attacchi audio.”

“Che cosa avete trovato nella sala prove”

“Varcare quella soglia non è stato facile, ma assolutamente necessario. La paura era di trovarla vuota, e che quelli che avevamo visto vicino al portone fossero solo i pochi pezzi che non erano riusciti a caricare. Magari per mancanza di spazio. Appena entrati in saletta, ho notato subito che mancava la custodia di una chitarra. Ho la memoria fotografica – specifica Giuseppina Gazzella – e il buco lasciato dalla custodia mi è subito saltato agli occhi. Volgendo lo sguardo ho subito capito due cose. Che erano dovuti scappare e che se avessero avuto tempo avrebbero portato via tutto.”

“Da cosa lo hai capito?”

“Un’asta delle casse, e una parte della batteria, erano state buttate a terra, come se in quel punto, all’improvviso qualcuno fosse dovuto scappare. Sembrava proprio lo scenario di una fuga. Dall’altra parte invece, altra attrezzatura era in preparazione per essere portata via. Non è stato usato nessun riguardo, nessuna accortezza. Fa male.”

Lo sguardo di Giusy, come la chiamiamo in redazione, è basso, facile intuire la profondità della ferita. L’intromissione di estranei tra le proprie cose è sempre una violenza, che tocca nell’intimo di ognuno di noi.

“Vedere le tue passioni, i tuoi sacrifici, le ore passate a capire dove posizionare una nota per farla suonare insieme alla tua anima, buttate e pestate in quel modo, è terribile. Questa gente entra, e in un attimo distrugge anni di lavoro, fregandosene del dolore che provocano.”

“Un musicista – continua Giuseppina Gazzella – ha un rapporto viscerale con il suo strumento. Che sia un microfono, una tastiera o una chitarra. Senza distinzioni. Lo strumento è una parte del musicista. Ieri sera, con gli altri ragazzi del gruppo, di cui fa parte anche Niki Romagnoli, mio marito, ci siamo visti. Abbiamo igienizzato ogni cosa.”

“Togliere impronte e tracce di sconosciuti era vitale per noi, come lo era passare del tempo insieme. Perché siamo amici, oltre che colleghi”

“Stare insieme ci ha fatto bene. Ieri, durante la giornata, ci siamo sentiti in continuazione, per sostenerci. Anche questa è la magia della musica. Per ora l’attrezzatura è in un deposito, per poter sistemare al meglio il locale, prima di risuonarci.”

“Vuoi ringraziare qualcuno?”

“Oltre ai miei fantastici compagni di viaggio, vorrei ringraziare SenzaBarcode per aver dato voce non solo alla cronaca – prosegue Giuseppina Gazzella – ma anche ai miei sentimenti. E i Carabinieri della caserma di Monte Urano, che sono stati davvero disponibili e ci hanno dato dei consigli molto utili.”

“Anche nelle avversità, le persone forti riescono a trovare del buono da cui ripartire”

SenzaBarcode Redazione

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