“Lavoratori o merce di scambio. No a clausole di gradimento”

Clausole di gradimento ed il lavoratore usato come merce di scambio. Dal vice segretario nazionale di AssoTutela, Mauro Carfagna richiesta chiarimenti a Italpol.

Da pochissimo tempo sono entrate a far parte della consuetudine negli appalti, le cosiddette clausole di gradimento. Queste clausole che delineano in maniera forte le indicazioni sul personale da impiegare nella commessa, in tal modo che la commissionaria sia legata mani e piedi alla committente che attraverso le stesse manipola la commessa a suo piacimento e probabilmente può dare anche indicazione all’assunzione o meno di taluni dipendenti piuttosto che altri.

Tutto al limite della legalità e del raggiro a danno dei dipendenti che, in lotte antiche, hanno fatto piccoli passi in avanti per tutelare oggi una dignità che torna ad essere calpestata. Migliaia di aziende stanno adoperando questa metodologia, una fra tutte sembrerebbe la Società Italpol che alla richiesta di chiarimenti rimane vaga e totalmente schierata alla committenza. Ci chiediamo se il prezzo che pagano i lavoratori sia un prezzo equo o un un prezzo che va sotterrare per sempre le lotte dei lavoratori morti per i diritti.

Tutto questo è inammissibili e non potremo che chiedere lumi alla procura se tale indirizzo sia lecito o meno. Inoltre ci chiediamo come mai una Società come Italpol che mette in mobilita probabilmente entro fine anno molte guardie possa essere così serena da far trapelare una notizia (da verificare) come quella d’investimenti nel mondo del calcio…ci chiediamo, ma la crisi è solo per i lavoratori?

Cosi in una nota il vice segretario nazionale Mauro Carfagna del sindacato autonomo AssoTutela.

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