Pokemon go mania, alla conquista di Pikachu

Pokemon go, gioco interattivo virtuale che da pochi giorni spopola in Italia diventando un evento sociale di dimensioni sferiche -Pokè-.

L’Italia è assediata dai Pokemon, piccoli –esseri viventi– nati  dalla mente di un disegnatore giapponese Satoshi Tajiri  intorno alla fine degli anni 90′.

I piccoli animaletti dotati di poteri esclusivi, alcuni inerenti alle forze naturali, acqua, fuoco, elettricità e aria, si insinuano nascondendosi nel nostro Paese. Realmente non vi è stata nessuna invasione aliena, ma virtualmente la presenza dei Pokemon esiste, grazie al nuovo gioco Pokemon go scaricabile sul cellulare. Ed eccoli lì, presenti nei parchi, per strada, uffici e anche nel bagno di casa propria, in attesa che qualcuno riesca a catturarli  rinchiudendoli nella famosa sfera Pokè.

Il gioco è accattivante, rispecchia fedelmente il cartone animato, tutti diventano allenatori come il protagonista Ash, la sfida è nel catturare più Pokemon possibile, magari Pikachu, da tenere nel proprio vivaio per poi farli combattere nelle palestre virtualmente segnalate dal telefono.

Tutti pazzi per i Pokemon

Che il gioco abbia inizio, la foga è tanta, la possibilità di catturare un Pokemon invoglia ragazzi e adulti a cercare nei luoghi più impensati sia in compagnia che soli.  Ci si ritrova a correre in  strada,  sgomitando per acchiappare il piccolo ospite alieno, cercando di battere sul tempo lo sconosciuto avversario. Tutti immersi nel gioco, con lo sguardo fisso sullo schermo del telefono in attesa di vedere l’animaletto sbucare da qualche parte.

Il gioco ha spopolato in pochissimo tempo, la Pokemon go mania ha colpito molti dei nostri concittadini che vivono ormai in un mondo parallelo, virtuale, allontanandosi definitivamente da ciò che più li angoscia, la vita reale. Tutto ha una sua logica emotiva. Meglio  dilettarsi in un gioco virtuale, dove il protagonista e possibile vincitore di una delle sfide puoi essere tu, piuttosto che affrontare i troppi e cavillosi problemi reali che ognuno di noi deve farsi carico per poi risolvere.

Dunque si parte per l’avventura, tenendo il telefono ben saldo nelle mani, ignorando la persona che condivide il nostro spazio reale, lasciandola accanto a noi  nella sua solitudine, vera tangibile, mentre virtualmente interagiamo con questo mondo –fichissimo– illusorio del Pokemon go.

 

Laura Ligia

Donna e mamma lavoratrice, impegnata nel sociale, appassionata della vita. Allieva Academy SenzaBarcode

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