Camminare sulle acque grazie a Christo

Un milione di visitatori. Per Christo si è mobilitato anche Street View. Il mulo umano con torretta a 360 gradi attraversa la Grande Opera sul lago d’Iseo.

Google Street view Iseo

Mentre la mappatura di Google ha inizio, treni di turisti continuano ad arrivare. Con il loro calpestio hanno consumato con largo anticipo la lunga strada gialla. Pensavano di raggiungere Oz? O semplicemente volevano poter dire ai loro nipoti: quando Christo ci fece camminare sulle acque, io c’ero. Io c’ero, non mi ci hanno mandato. Ho seguito il flusso di mia spontanea volontà. Questa scelta, interminabili file comprese, è la dimostrazione del mio libero arbitrio.

Da bambino mi divertivo a tracciare col pennarello strade e strettoie per formiche. Mi sono sempre chiesto se fosse l’odore alcolico a imbrigliarle. Oppure gradivano avere dall’alto una traccia da seguire?

Vedere il brulichio di tanta gente sui floating piers di Christo è stato come per le Madeleines di Proust. Mi ha riportato all’infanzia e alle formiche.

La mano di un artista mago traccia una linea sul lago e noi la seguiamo. C’erano tutti i rappresentanti della nostra variegata umanità. Un paio si sono meritati anche un paio di veline: un uomo con un cartello al collo “Cerca moglie” e un altro che ha corso sulla passerella tutto nudo. Non c’erano invece i madonnari. Forse perché il materiale con cui è rivestito il polietilene galleggiante è una fibra tecnica e non si presta.

Christo è fra i maggiori rappresentanti della Land Art

Porta Pinciana a Roma impacchettata da ChristoLui impacchetta monumenti e paesaggi. Circondò Miami con una cintura di polipropilene viola. Stese quaranta chilometri di teloni di nylon a nord di S.Francisco. Imballò Pont Neuf a Parigi e il Reichstag di Berlino.

Nel 1974 fu la volta di Porta Pinciana a Roma. Io ero piccolo. Non ho ricordi. I miei genitori non mi ci portarono. Forse non trovarono il tempo. Come molti, erano troppo occupati a garantirci una vita decente con il loro lavoro. Ma posso immaginare le esclamazioni di tanti altri romani poco avvezzi, per natura,  a farsi sorprendere. Ricordo che Porta Pinciana è a poche centinaia di metri dalla casa di Alberto Sordi, quello del “maccarone, m’hai provocato…” Chissà se all’epoca l’Albertone nazionale avrà gradito.

 Una semplice regola

Merda d'artista di Piero Manzoni
Una delle 90 scatolette contenenti una parte dell’autore

L’arte moderna segue una semplice regola. Non importa quanto sia banale o discutibile un’idea. Vince chi arriva primo. La Merda d’artista di Piero Manzoni ne è una dimostrazione efficace. È stato il primo nel 1961 a inscatolare, in 90 lattine sigillate e numerate,  i suoi escrementi. E questa idea geniale è entrata nella storia dell’arte. Nessun altro artista si è sognato poi di realizzare conserve simili. Nell’arte moderna non c’è podio o galleria per i secondi.

Dopo Christo non sarà possibile attendersi un secondo avvento. I monumenti ancora in piedi nel prossimo secolo resteranno sgombri da chilometri quadrati di materiale plastico. Io ringrazio Christo per essere stato il primo e, voce fuori dal coro, sono appagato e lieto che rimanga l’unico.

Questo non significa che la sua non sia Arte. Anzi, essendo tale, è giusto che abbia provocato reazioni, nel bene e nel male. Ogni opera consente un legittimo diritto di critica. E accresce il suo valore in misura direttamente proporzionale allo scandalo provocato. Ogni singola scatoletta di cacca è oggi quotata intorno ai 70.000 euro.

Nota per gli animalisti: da che ricordo, nessuna formica è stata maltrattata all’epoca dei miei esperimenti. Erano sempre loro a decidere di non oltrepassare quell’innocua linea nera.

Dunque manifestavano il loro libero arbitrio.

Alessandro Simonini Direttore Accademia Arti Sceniche Olistage

Autore, regista, insegnante di recitazione e tecniche di comunicazione. Tra le sue allieve anche una giovanissima Paola Cortellesi. A Roma dirige l'accademia OliStage e collabora con il Centro Studi Musical di Franco Miseria come responsabile del corso di recitazione.

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