Almaviva, 3mila a rischio, legge Cominardi e visita Giachetti

Almaviva Contact, a rischio 2988 dipendenti tra Roma, Napoli e Palermo. In una nota l’azienda “senza iniziative correttive contro la crisi del settore è insostenibile continuare l’attività alle condizioni attuali”.

Abbiamo imparato a conoscere l’Azienda Almaviva Contact quando perse la commessa dello 060606 chiama Roma, vinta dalla Holding  Abramo che ha portato il servizio d’informazioni -sulla vita e il territorio della Capitale- a Crotone e con un ribasso di circa il 30%. Oggi rischiano il licenziamento quasi 3 mila persone 1670 a Palermo, 918 a Roma e 400 a Napoli, l’emorragia è causata dalla delocalizzazione e dalle gare al massimo ribasso, pratica al quale Almaviva ha scelto di non ricorrere.

Il 1 aprile Almaviva ed i sindacati si sono incontrati “per il primo esame congiunto previsto dalla procedura di riduzione del personale avviata il 21 marzo scorso” la nota continua “L’Azienda ha illustrato le misure contenute nel piano di riorganizzazione aziendale alla luce della estrema gravità della situazione, determinata dalla crisi strutturale del settore italiano dei call center, segnato da perduranti fenomeni distorsivi, condizionato da un quadro normativo incerto e da costante elusione delle regole. L’urgenza degli interventi risponde alla necessità di affrontare l’accertata insostenibilità delle attività dell’Azienda alle condizioni attuali e con i soli strumenti fino ad oggi disponibili, compreso l’ormai pluriennale ricorso agli ammortizzatori sociali”…

Lorena Roscetti, dipendente Almaviva

Intervistata da SenzaBarcode nel weekend, e da sempre in prima fila per difendere i lavoratori del contact center,  Lorena ha commentato la visita del candidato sindaco dem Roberto Giachetti:

“Noi abbiamo bisogno di una soluzione al problema, non di spot elettorale. Giachetti siede in parlamento potrebbe velocizzare la calendarizzazione della legge a firma Cominardi che è ferma in commissione lavoro. Invece ha preferito lo spot nominando noi che siamo una grande realtà invece che i colleghi di Uptime e Gepin che sono realtà sconosciute ai più, per questo pretendo le sue scuse sia nei confronti di tutti i miei colleghi e sia nei confronti dei colleghi di Gepin e Uptime”.

Lorena infatti ritiene che all’incontro non vi erano rappresentanti di Almaviva ma solo delle due aziende più piccole e continua

“I sindacati confederati ovvero la triplice -CGIL, CISL, UIL ndr- hanno firmato accordi aziendali che ci hanno tolto diritti e dimezzato salario. Da dicembre siamo inquadrati come terziario e non più industria. Nel nostro contratto di solidarietà viene defalcato il 50% dello stipendio in base alla percentuale di CDS che ora in azienda tocca i massimi livelli consentiti il 45%”.

Calendarizzata proposta di legge

Pochi minuti fa l’onorevole Claudio Cominardi del MoVimento 5 Stelle ci ha comunicato che giovedì p.v. è stata calendarizzata in commissione lavoro la proposta di legge d’iniziativa dei deputati Cominardi, Lombardi, Di Battista, Tripiedi, Ciprini, Chimienti, Baldassarre e Baroni presentata il 20 gennaio 2015 con l’obbiettivo di migliorare le norme vigenti in termini di qualità, delocalizzazione e controllo sulle gare e i ribassi, inoltre si occupa di garantire agli utenti la scelta di avere un servizio erogato da lavoratori nel territorio nazionale e quindi di trattare i dati sensibili all’interno dell’Italia.

La proposta di legge viene così presentata:

Modifiche all’articolo 24-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, in materia di sostegno dell’occupazione nelle attività svolte da call center, e all’articolo 83 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in materia di criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa nell’affidamento di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture

Teresa Bellanova, viceministro allo sviluppo economico, ha convocato le parti sociali per il 12 aprile con Gepim che ha recentemente perso la commessa di Poste Italiane mettendo alla porta 350 dipendenti in 132 sedi della capitale, ed il 13 aprile per affrontare la vertenza Almaviva.

I sindacati chiedono che il premier Matteo Renzi intervenga e che Poste Italiane -in riferimento a Gepim- si assuma delle responsabilità, i lavoratori chiedono rispetto. Le gare esistono e per ogni vincitore c’è almeno un perdente, ma devono essere rispettati i parametri contro la delocalizzazione e le percentuali di ribasso, oltre ad ostacolare in tutti i modi i favoritismi.

Vigilare sui bandi, sembra un mantra, ma risolverebbe non pochi problemi.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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