Elezioni Roma, su ACEA autogol del PD

In attesa di capire cosa farà da grande il centrodestra, a Roma il PD nasconde il programma e colleziona un autogol su ACEA.

Le dinamiche che muovono i partiti del centrodestra sono imperscrutabili, concentrati solo sulla leadership si muovono in modo del tutto incomprensibile all’elettore, ma l’apertura in queste ore di Bertolaso a Marchini conferma quanto abbiamo già scritto: importante e non rimanere all’ultimo posto se proprio non si trova l’autista a cui pagare il biglietto per viaggiare uniti. Nonostante tutto la Meloni è valutata al 20% e pur se distante dagli altri concorrenti può aspirare ancora al ballottaggio che al momento rimane alla portata del renziano Roberto Giachetti e della pentastellata Virginia Raggi. Ed è tra questi due sfidanti che sono iniziate le prime vere schermaglie. Parte tutto da una dichiarazione della candidata a cinque stelle su ACEA che provoca l’attacco non certo disinteressato de Il Messaggero, o meglio del suo editore Caltagirone, a cui segue Giachetti nella foga di colpire l’avversaria.

ACEA, il PD fa autogol

Virginia Raggi fa quello che fino ad ora non ha fatto Roberto Giachetti, da candidata sindaco esprime la propria opinione illustrando proposte sulla gestione di una società di cui il comune di Roma è azionista di maggioranza, il che per il candidato non è solo un diritto ma quasi un dovere come ci ricorda Massimo Bordin su Il Foglio. L’aspetto che più mi interessa evidenziare è quello elettorale e non la vicenda azionaria, che non può essere certo rappresentata dal giornale di Caltagirone azionista di minoranza. L’errore di valutazione del PD sta nel non aver compreso che alla lunga questa polemica lanciata dalla candidata pentastellata porterà a dei vantaggi elettorali concreti per il M5s. Virginia Raggi sarà considerata avversaria di Caltagirone, ovvero uno dei maggiori rappresentanti di quei poteri forti di cui tanto si parla nella Capitale, tra i più grandi costruttori edili è quello che in gergo viene chiamato “palazzinaro”, e su Roma ha la maggior parte dei suoi interessi non solo nell’edilizia.

Il fronte si apre a sinistra

La Raggi fornisce un’interpretazione del voto referendario sull’acqua che sarà anche opinabile, ma cattura l’interesse di una larga fetta di elettorato che al ballottaggio potrebbe tornare utile. E’ un elettorato contrario alle privatizzazioni, sensibile a temi come l’acqua pubblica e vede come fumo negli occhi il PD renziano ed i poteri economici che a Roma hanno dominato negli ultimi lustri. E’ iniziata la contesa dell’elettore che al primo turno non voterà nessuno dei due candidati, ma potrebbe votare al ballottaggio piuttosto che andare al mare. A sinistra non lo farà per Giachetti, soprattutto dopo la polemica ACEA-Caltagirone. La campagna elettorale si combatte già sul terreno del ballottaggio in attesa che il centrodestra decida cosa fare.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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