Istanbul: capitale del trapianto di capelli

Negli ultimi anni si va affermando una nuova tipologia di turismo. Meta preferita: la Turchia. Principale – se non esclusiva – tipologia di turista: uomo, calvo o con principio di calvizie.

Provenienza geografica del turista: prevalentemente paesi del Golfo. Obiettivo: una nuova chioma, forte e fluente. No relax, no divertimento. Al mare di Bodrum, infatti, sono sempre più numerosi i turisti che preferiscono una delle 350 cliniche specializzate in trapianto dei capelli di Istanbul. È proprio la capitale turca, infatti, una delle mete preferite da chi sceglie di investire tempo e risparmi in un trapianto di capelli. Gli ultimi dati, pubblicati recentemente dalla rivista Wired, sono da capogiro. Un miliardo di dollari investito per avere una nuova testa.

Istanbul, capitale del trapianto di capelli

Stupiscono e fanno riflettere i dati relativi alla sola città di Istanbul. Qui, nelle cliniche della capitale, ogni mese sono circa 5 mila i pazienti che si sottopongono al trapianto, provenienti per lo più dai Paesi del Golfo. Perché la Turchia? Per i costi competitivi. Si sa che uno dei principali freni al ricorso alla chirurgia per risolvere il problema della calvizie è, spesso, l’elevato costo dell’intervento. In Turchia, invece, la procedura di estrazione delle unità folicolari costa tra i 1.500 e i 1.800 euro: dieci volte meno che negli Stati Uniti. Certo, non tutto si risolve con un’unica seduta. Tanti sono i pazienti che ritornano per infoltire le zone della testa più colpite dalla calvizie. In tutto, il trapianto di capelli prevede l’impianto di circa 4 mila bulbi follicolari presi dalla nuca del paziente. Non sono solo mediorientali gli interessati a questa tipologia di turismo. Anche tra gli italiani, infatti, si va diffondendo la tendenza a partire verso la Turchia per ricorrere alle prestazioni dei chirurghi. A dimostrarlo sono i numerosi siti internet, in italiano, che pubblicizzano questa tipologia di intervento, offerta media: 2.600 euro per l’impianto di 6.000 bulbi piliferi.

La chirurgia, a volte, non basta

Non sempre, però, il trapianto rappresenta la migliore risposta alla calvizie, o all’alopecia androgenetica che colpisce un numero sempre maggiore di uomini e donne. Questo perché l’intervento non è diretto alle cause del problema ma solo a “tamponare” le sue conseguenze. Ecco, quindi, un altro limite a questa soluzione, che resta – c’è da dire – tra le più diffuse e, rispetto ad altre, parzialmente efficaci. Costi elevati, recidiva e necessità di lunghe e numerose sedute sono tra i principali dissuasori per molte persone affette da questo problema. Come alternativa al trapianto di capelli si sta affermando sempre più la medicina rigenerativa, un procedimento allo studio e in esecuzione presso i laboratori Hair Clinic, società leader nella cura della calvizie.

La risposta della medicina rigenerativa

Per contrastare e curare calvizie e alopecia un ruolo di primo piano è svolto dai  “fattori di crescita” contenuti nel Plasma Ricco di Piastrine. Queste piastrine rilasciano sostanze capaci di riparare i tessuti danneggiati, stimolando altre cellule. La funzione rigenerativa è svolta dalle “citochine” contenute nelle cellule, che si sono affermate come hcrp – Citochine Rich Plasma, l’evoluzione del classico PRP HT e parte integrante della prima fase del Protocollo di Medicina rigenerativa. Grazie a microiniezioni localizzate e strutturate sulla base di un’innovativa tecnologia di separazione dei fattori di crescita, le citochine vengono utilizzate in modo mirato, accrescendo i risultati. Come integrazione vengono utilizzati anche la Hair Carboxy Therapy e l’Acido Ialuronico Cross-Linkato. Questo processo favorisce la massima rigenerazione cellulare, promuovendo al tempo stesso il blocco dell’invecchiamento cellulare e regolando progressivamente il ciclo di vita del follicolo. Il processo si articola, complessivamente, in cinque fasi e ogni seduto dura circa due ore. A differenza del trapianto non è invasivo e consente di raggiungere risultati migliori e duraturi.

Carmine Di Donato

Sin da piccolo ho avuto passione per l’informatica, e crescendo ho sviluppato una gran predisposizione per il disegno, ma anche per la natura, tanto che mi sono laureato in Scienze e Tecnologie per l’ambiente. Le mie più grandi passioni oggi? Scrivere, i Social Network e lo Sport. Seguitemi su: Twitter: @car_didonato o Google +: carminedidonato

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