Trasferimento Green Network in Albania. Petizione NO delocalizzazione

Riceviamo da Simone Bartolini, Responsabile Nazionele Ugl Telecomunicazioni per Almaviva Contact, in merito al probabile trasferimenti in Albania di Green Network. Petizione contro la delocalizzazione.

In questi giorni il mondo del lavoro dei call center, è in forte fibrillazione. E’ notizia di questi giorni che Green Network sembra voler trasferire in Albania, a breve termine e totalmente, il servizio di assistenza clienti, attualmente gestito da 170 persone di una nota azienda di outsourcing, leader nel settore. Come O.S. abbiamo inviato una lettera al Presidente Piero Saulli e alla Dottoressa Sabrina Corbo, Amministratore Delegato, per chiedere urgenti chiarimenti in merito a questa informativa, che se confermata, metterebbe i lavoratori, che attualmente garantiscono il servizio dedicato al numero verde presso l’attuale fornitore, in grave rischio occupazionale.

La motivazione di questa operazione, sembrerebbe dettata da uno sconto del 70% sul costo del lavoro, che il fornitore albanese, ha offerto al Committente. E’ evidente, che uno sconto del genere è insostenibile per un imprenditore che per Statuto ha deciso di non delocalizzare e non competitivo, sul mercato del lavoro italiano, considerando il peso del costo del lavoro.

Esiste una Legge la 2012 art. 24 bis, che regolamenta la delocalizzazione selvaggia e che oggi, è completamente disattesa. I Committenti. che offrono un servizio di assistenza clienti, non l’hanno recepita e il Governo, ad oggi, non applica le sanzioni amministrative previste contro chi disattente tale Legge. Nello specifico l’art. 24 bis, prevede che il cittadino non solo deve essere preliminarmente avvisato se la chiamata verrà gestita da un operatore telefonico straniero (ciò che effettivamente accade, per i grandi Committenti), ma deve essere messo di fronte all’opzione di poter scegliere da chi farsi assistere, se da un operatore telefonico collocato sul territorio nazionale o straniero.

Quale cittadino italiano, per tutelare la sua privacy e per spirito patriottico, non sceglierebbe un operatore collocato in Italia? E’ questo il nodo cruciale contro cui le lobbies combattono.
Come Ugl Telecomunicazioni, insieme al segretario generale Fabrizio Tosini, abbiamo dato vita ad una petizione on line, perché non vogliamo farci scippare il nostro lavoro. Per un mercato del lavoro libero, ma nel rispetto delle regole.

Per un mercato del lavoro libero, ma nel rispetto del nostro Diritto al lavoro.

petizione simone bartolini

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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