La mancanza di un casinò, non scoraggia i giocatori laziali

Era stata avanzata nel lontano 2008, dall’ex sindaco del centrodestra Gianni Alemanno, un casinò nella città eterna

La proposta di costruire un casinò nella città capitolina con l’idea di integrare il turismo culturale con quello dello svago e della movida nella città eterna. La proposta in questione faceva riferimento a quella di Federalberghi avanzata nella lontana campagna elettorale di marzo 2008.

Il casinò sarebbe stato realizzato tra i territori comunali di Roma e Anzio, e a chi aveva avanzato un pericolo di controllo da parte della criminalità organizzata, Alemanno aveva risposto dicendo che sarebbe stato gestito interamente dallo Stato, denunciando le critiche dei suoi antagonisti politici come falsi moralismi. Ai tempi la giustizia non sapeva ancora nulla del sistema su cui ruotava ‘Mafia Capitale’.

Rutelli, in primis, tra i più accesi oppositori, il quale aveva dichiarato che Roma non ha bisogno di Casinò e che l’idea era totalmente sbagliata, sostenuto dall’allora sua candidata al Campidoglio, Lucetta Scaraffia, secondo la quale  l’idea era da considerarsi  assolutamente agghiacciante perché avrebbe  snaturato l’identità di Roma quale città ricca di valore religioso e culturale, che non necessita di attirare turisti e attenzione attraverso stratagemmi in stile Las Vegas o Macao.

L’unico ad appoggiarlo era stato l’ex ministro ai tempi del governo Berlusconi, Ignazio la Russa, il quale propugnava l’idea di nuovi casinò opportunamente regolamentati, con limitazioni per i residenti, e porte completamente aperte per i turisti che affollano la bella capitale. La Russa aveva inoltre lanciato la proposta di far costruire un casinò per ogni regione della penisola, come mezzo per rilanciare i flussi turistici nel Bel Paese e creare indotti anche a livello occupazionale.

Tanto rumore per nulla, comunque, poiché da allora nulla è stato fatto né sono state avanzate  nuove proposte. Tra polemiche e progetti irrisolti, la mancanza di un casinò, non rappresenta un problema per i cittadini laziali, appassionati giocatori e scommettitori, che non si lasciano certo scoraggiare e continuano a dedicarsi all’attività attraverso il web.

Mentre i quattro casinò terrestri presenti nella nostra penisola, Campione, Venezia, San Remo e Saint Vincent, vanno perdendo quote di mercato, quelli online e le diverse opportunità che offrono in rete, si vanno facendo strada nel settore dei giochi, crescendo a dismisura e surclassando in termini statistici le entrate dei casinò terrestri. Basta pensare a uno dei più noti sulla rete: il casinò online di 32Red, attivo nel settore del gambling italiano da qualche anno, ha registrato ricavi record con crescite del 34% di anno in anno. Il mercato dell’online nel 2014 ha assicurato una spesa effettiva (le giocate al netto delle vincite) di 726 milioni di euro. La fetta più consistente (255 milioni, il 35% di quella complessiva) l’hanno assicurata i casinò games, prodotto che oltretutto ha messo a segno una crescita del 7% sull’anno precedente. Secondo un recente report stilato da Agipronews, il gioco d’azzardo in tutte le sue varianti, e in particolare quello dei casinò online, raggiungerà nel nostro paese la consistente cifra di 32 miliardi di euro.

La nostra regione è attualmente quarta in Italia, per quanto riguarda le spese relative al gioco d’azzardo online, preceduta da Campania, Sicilia e Lombardia. Il giocatore medio laziale, è maschio, (circa il 78%), e ha meno di 45 anni. La tipologia di gioco che predilige dei casinò online, sono roulette e slot, preferiti a blackjack e video poker. Le slot sono quelle che attirano il maggior numero di giocatori, quella dove scommettono di più e che permette di vincere più soldi.

Il dato non sorprende, considerando che tutta la popolazione italiana ama le slot, come risulta ogni qualvolta vengono  effettuati studi o stilate classifiche sul gioco d’azzardo.

SenzaBarcode Redazione

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