Tumore della vescica, nuova procedura chirurgica robotica

L’Urologia del Regina Elena e della University of Southern California insieme per mettere a punto una nuova procedura chirurgica robotica per il tumore della vescica

Riceviamo e pubblichiamo

Addio al “sacchetto esterno”: rimozione della vescica e derivazione intracorporea eseguiti solo con robot. Procedura chirurgica introdotta per la prima volta in Italia

Nelle sale operatorie dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” gli urologi del Regina Elena e della University of Southern California eseguiranno 10 interventi di cistectomia radicale robotica con derivazione cutanea continente totalmente intracorporea. Niente incisioni e niente sacchetti extra-corporei per la raccolta delle urine! Da un piccolo catetere si potrà svuotare la “pouch”, la tasca  intracorporea, situata all’altezza dell’ombelico. A Roma dal 18 al 20 giugno p.v. per realizzare per la prima volta in Italia questa tecnica chirurgica con l’ausilio del Robot Da Vinci.

Il Prof. Michele Gallucci da anni ha avviato una proficua collaborazione con i colleghi della University of Southern California finalizzata alla standardizzazione di innovative procedure chirurgiche robotiche e all’introduzione delle stesse nella pratica clinica.

“Da alcuni anni – illustra il Prof. Michele Gallucci, direttore dell’Urologia dell’IRE – abbiamo avviato una fantastica collaborazione Italia-Usa che ci consente di mettere a punto e standardizzare nel mondo innovative tecniche chirurgiche robotiche. Siamo partiti dalla chirurgia conservativa e mini invasiva del rene, abbiamo poi messo a punto la rimozione della vescica (Cistectomia) con la ricostruzione robotica completamente intracorporea utilizzando un’ansa intestinale. Ora facciamo un’ulteriore esperienza, nei casi dove non è possibile ricostruire la vescica creiamo un sacchetto intracorporeo che sostituisca a tutti gli effetti il sacchetto esterno, preservando l’immagine corporea del paziente”.

“Ogni anno in Italia si registrano 27 mila casi – prosegue Gallucci – di tumore alla vescica. Nell’80% dei casi la patologia si cura localmente, mentre nel 20% bisogna rimuovere la vescica e ricostruirla. Nei pazienti che non possono avere accesso all’intervento di ricostruzione utilizzando l’intestino, esiste una tecnica chiamata ‘Indiana pouch‘, messa a punto da chirurghi di Indianapolis, che sarà applicata su 10 pazienti la prossima settimana all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, in collaborazione con i colleghi della University of Southern California”

Parteciperanno al corso un gruppo ristretto di urologi italiani che assisterà alla diretta video e si potrà interfacciare con i massimi esperti internazionali, discutendo l’approccio chirurgico passo dopo passo ottimizzando così la comprensione dell’intervento.

La chirurgia urologica dell’Istituto Regina Elena, diretta da Michele Gallucci, ricordiamo in breve, è uno dei centri con il maggior volume di attività in Europa e Inderbir Gill è riconosciuto come leader mondiale in urologia mininvasiva.

Si ringrazia la AB medica che metterà a disposizione un ulteriore robot Da Vinci e il materiale necessario per la realizzazione degli interventi.

SenzaBarcode Redazione

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