Berlusconi fuori dalla politica? Bugia o martirio

Silvio Berlusconi prova a lanciare la bomba: sono fuori dalla politica! In realtà sa benissimo che non può mollare un centimetro anche volendo fuggire, sa che lo farebbero a pezzi. Non gli resta che il Partito Repubblicano.

Poca democrazia. Questo Paese non ha gli anticorpi democratici che hanno le altre nazioni di antica o recente tradizione liberale, e Berlusconi questo lo sa bene. Lancia la provocazione raccontando amare verità:“nel nostro Paese la democrazia è sospesa”, e tra magistrati ed ex rampolli già pronti a martirizzare il padre, uscire dalla politica potrebbe trasformare l’onda da ingestibile ad incontenibile: non ci sarebbe scampo anche volendo uscire dai confini nazionali mollando tutto. Il Partito Repubblicano non va solo evocato, va costruito, e dovrebbe essere quel grande Partito Liberale di massa che Berlusconi non volle costruire quando era al massimo del proprio appeal politico.

Ora il terreno è cambiato. Stretto tra Alfano, Fitto e Salvini non è più possibile giocare con gli impresentabili. Le battutine fittian-capezzoniane sull’esistenza del cerchio che non è magico visti i risultati, ancora sono frutto di quarantenni che vogliono imitare Renzi, che dalla sua ha un consenso elettorale diffuso oltre il bacino pugliese. Ma il vento gira e gli italici poteri sentono quando gira il vento delle opportunità, e come avvoltoi sentono l’odore della sconfitta: anzi, l’anticipano! Una remissività che Berlusconi non può permettersi, soprattutto non può consentire che il centro destra si unisca sotto un leader unico, fosse anche solo un coordinatore delle varie anime, senza aver creato prima le premesse per un Partito Repubblicano con un programma chiaro, definitivo, senza tentennamenti. Se Berlusconi prova a bluffare questa volta sarebbe fuori da tutto, un suicidio politico e imprenditoriale per sé ed i suoi.

Un bacino elettorale enorme che aspetta la creazione dell’alternativa a Renzi, insofferente alle vecchie pagliacciate ha bisogno di nuovi volti, di nuove risorse e di un nuovo grande progetto che non sia bandiera al vento ostaggio dei servitori sciocchi o furbi, perché i furbi di ieri si vogliono trasformare in statisti. Questo Berlusconi lo sa, ma forse gli manca la consapevolezza che il tempo dei giochi e delle rincorse è finito: o è la sveglia o sarà il de profundis.

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