Preferenziale Rosa, una petizione per il registro degli stupratori

Donne che rischiano ogni giorno mentre svolgono il loro lavoro. Preferenziale Rosa è un gruppo di tassiste milanesi che ha lanciato una petizione “Un registro con nomi, foto e dati degli stupratori”.

La petizione è online da poche ore ed ha già superato le 3000 firme “abbiamo valutato il testo, insieme” mi dicono le donne di Preferenziale Rosa. La loro non vuole essere una becera provocazione, sono spinte dal desiderio di sensibilizzare, istituzioni e cittadini, verso questa piaga. La violenza sulle donne, siano esse tassiste o autiste d’autobus o chiunque rischia di essere “uccisa nell’anima” è un male presente in questa società da molto tempo, per anni abbiamo sopportato squallidi ritornelli che dicevano “ma se l’è andata a cercare”, adesso basta.

Il tema della violenza sessuale è stato trattato più volte da SenzaBarcode, ma non è mai abbastanza. Non si tratta di sentirsi deboli o pretendere chissà ché in quanto “sesso debole”, ma di esigere la sacrosanta libertà di poter guidare un taxi o andare a fare la spesa senza il rischio di essere violentate.

Il gruppo di donne Preferenziale Rosa, che non è una associazione, non è portabandiera di qualche sigla politica o sindacale, nasce a febbraio a seguito di un’aggressione di una loro collega milanese, per mano di un tassista abusivo -anche su questo potremmo parlare per ore, a Roma come e Milano e nel resto d’Italia il fenomeno è dilagante-. E passata meno di una settimana dall’aggressione ad una tassista romana, Simone Borgese faccia da bravo ragazzo e insospettabile, è già stato arrestato, ma per quanto possiamo gioire dell’immediata risoluzione della “caccia all’uomo” non possiamo che pensare alla donna che tanto ha subito  e che porterà per tutta la vita ferite insanabili. Anche a seguito di questo ultimo accadimento, Preferenziale Rosa decide di fare qualcosa e di provare a risollevarsi da tanto dolore, così questa mattina pubblicano sulla piattaforma Change.org la petizione per costituire un registro con nomi, foto e dati degli stupratori.

Raggiungo telefonicamente alcune del gruppo che mi spiegano che cos’è il registro ” in alcuni Paesi come gli Stati Uniti e anche l’India dove gli stupri sono in continuo aumento, è già una realtà.  I dati penali, in realtà, sono già pubblici a meno che l’inchiesta non sia in atto. Si tratta quindi di raccoglierli e renderli di più facile accesso al pubblico, con delle modalità che tutelino comunque l’esercizio del potere giudiziario in capo alla Procura”. Il registro potrebbe quindi essere inserito direttamente nel sito della Procura o, ancora più agevolmente, in un’APP creata appositamente, magari raccogliendo anche i dati di chi lo consulta. Se a qualcuno può sembrare una violazione della privacy le donne di Preferenziale Rosa, fanno una domanda molto semplice “è più importante proteggere una donna e prevenire uno stupro o la proteggere la privacy di uno stupratore?”

Lanciando questa petizione, non hanno pretesa di “dettare una legge” e, ci tengono a sottolinearlo, non vogliono diventare materia di campagna elettorale per nessuno schieramento politico. Vogliono quello che si aspettano tutte le persone di buon senso, tutela e rispetto. Visto che non è possibile, ahimè, eliminare la fame dal mondo, le guerre e tutti gli stupratori, che almeno si possano prevenire quante più violenze possibili.

“Noi siamo soltanto un gruppo di donne” dicono da Preferenziale Rosa “non siamo un’associazione e non aspiriamo ad esserlo, in mezzo a noi ci sono donne con esperienze, opinioni e anime diverse, ma unite da quest’idea e determinate a portarla avanti”.

Ancora una volta è dal basso che partono le mobilitazioni, per me da Roma è stato inevitabile pensare al gruppo nato spontaneo Maestre ed Educatrici in movimento che hanno dato vita ad un sit-in sabato scorso contro “la delibera bavaglio” ed hanno vinto. Ora saremo al fianco anche di Preferenziale Rosa, cercheremo di sostenerle e invitiamo tutti i nostri lettori a condividere e firmare la petizione.

Preferenziale Rosa
Clicca su questa immagine per andare direttamente alla petizione

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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