La distruzione del sistema Biblioteche di Roma

Nel maxi emendamento presenti anche le voci riguardanti il sistema Biblioteche di Roma. Ecco la previsione 2015/2017 di Ignazio Marino

Tante volte abbiamo parlato del sistema Biblioteche di Roma e del grave rischio di “chiudere i battenti” di diverse sedi qualora fossero arrivati meno soldi -ancora meno- di quelli fino ad ora a disposizione. Nel maxi emendamento di Giunta approvato con 29 voti favorevoli e 9 contrari, ritroviamo le Biblioteche di roma al punto 3.1 Minori spese, che recita

“a) Rientrano attualmente nella fattispecie dell’anticipazione di cassa, ex art. 195 del TUEL, il Fondo di Riserva per l’annualità 2015 si riduce per un importo pari ad € 3.070.445,75 collocandosi al minimo stabilito dalla legge nella misura dello 0,45% delle spese correnti. Per le annualità 2016/2017, il Fondo di Riserva si riduce per un importo pari e rispettivamente ad €39.294.849,19 e ad € 34.540.30794.

b) Dalla ricognizione della spesa, emergono riduzioni di spesa alla disponibilità di bilancio per un importo pari ad € 43.358.818,54 per l’annualità 2015 e ad € 14.000.000,00 per l’annualità 2016 e ad € 20.318.390,62 per l’annualità 2017.

Dal complesso delle variazioni previste al punto a) e b) derivano minori spese per un importo pari ad € 46.429.264,29 per l’anno 2015, ad € 53.694.849,19 per l’anno 2016 e ad € 54.858.698,56 per l’anno 2017″.

Potremmo parlare di ogni singolo punto di queste tabella e saremmo impegnati per diverse ore, focalizzando l’attenzione adesso su Biblioteche di Roma, notiamo che l’istituto “perde” €2.000.000,00 ogni anno e per tre anni.

Riusciamo a d avere anche la progressione all’incontrario del finanziamento, che rappresenta circa il 97%-98% di tutte le entrate:

2012 : 21.000.000 (consuntivo)
2013 : 20.976.410 (consuntivo)
2014 : 19.890.000 (consuntivo)
2015 : 16.745.688 (preventivo)
2016 : 14.745.688 (preventivo)
2017 : 12.745.688 (preventivo)

Le conseguenze quali sono e in che condizioni arriviamo al 2017?

Ne parliamo con Giorgio Salerno il bibliotecario RSU USI che già illustrò tempo fa i rischi che incombevano sull’istituto Biblioteche di Roma.

Si tratta di “un bilancio che prevede tagli pesanti, che sarebbero necessari per risanare una situazione debitoria pesante, dovuta ad anni di malagestione – e il termine “mala” si può ben intendere anche nel suo significato criminale, come l’inchiesta Mafia Capitale ha già ampiamente dimostrato – e che però colpiscono l’insieme dei servizi pubblici locali, di cui usufruiscono (dovrebbero usufruire) le/i cittadine/i di Roma. Come nella crisi economica-finanziaria mondiale scoppiata nel 2007-08, pochi “in alto” fanno guai e disastri, moltissimi “in basso” devono pagare i danni pur non essendone responsabili”

Continua Salerno “Per quanto riguarda le Biblioteche di Roma – Istituzione dal 1996, con autonomia gestionale, una Direzione e un CdA di cinque persone qualificate (non retribuite), tra cui la Presidente, nominate dal Sindaco – il finanziamento di Roma Capitale per far funzionare le 39 biblioteche diffuse sull’intero territorio comunale più gli uffici centrali, per pagare i circa 280 dipendenti pubblici e i circa 90 dipendenti Zètema, per manutenzione, utenze, pulizie, manutenzione e ristrutturazioni, ecc., è stato tagliato di oltre 2 mln di euro, scendendo da 18.790 nel 2014 a 16.745 nel 2015; e con la previsione di ulteriori tagli di 2 mln l’anno, riducendolo a 14.745 nel 2016 e 12.745 nel 2017. E teniamo conto che tagli già ci sono stati negli anni precedenti, perché l’Istituzione Biblioteche di Roma riceveva un finanziamento di quasi 22 mln.

Nero su bianco, è stata così annunciata la distruzione del servizio bibliotecario comunale, proclamato fino a ieri “fiore all’occhiello” e “servizio di eccellenza” da tutte le Amministrazioni, di centrosinistra o centrodestra, che può vantare un costante e vastissimo consenso e approvazione da parte della cittadinanza (basti citare il numero di presenze complessive nelle biblioteche nel 2014: 2.450.000).

Giorgio di chi sono le responsabilità della scelta che determina questa distruzione?

Si tratta di una decisione scellerata, di cui portano una grave e specifica responsabilità le Assessore Silvia Scozzese (Bilancio) e Giovanna Marinelli (Cultura), oltre naturalmente il Sindaco Ignazio Marino. Credo che sia un termine adeguato per definirla. Una decisione anche stupida, perché colpisce a morte un organismo pubblico che ha ben funzionato, con efficienza e trasparenza economica”.

Con amarezza Salerno conclude “ora saremo costretti a chiudere un gran numero di biblioteche, a ridurre gli orari di apertura al pubblico, a cancellare gli acquisti di libri, dvd, cd, giornali e periodici, a ristrutturare e aprire nuove sedi… Se c’è ancora una sola possibilità di evitare questo disastro, dovremo tutte/i – lavoratrici/ori, sindacati, cittadine/i – fare il possibile e anche l’impossibile, nelle prossime settimane, per indurre l’Amministrazione di Roma Capitale a ripristinare almeno il finanziamento 2014.

Non vogliamo arrenderci. Aiutateci, perché le Biblioteche di Roma appartengono a tutta la città.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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