Il Trasporto Pubblico Romano fa appello alla legalità

SenzaBarcode torna a parlare di Trasporto Pubblico Romano, sciopero TPL

Ne abbiamo parlato tanto, il trasporto pubblico romano è sempre stato un tema di riguardo per il nostro sito, particolare attenzione per i lavoratori -personale viaggiante e non- della TPL e consorziate. Martedì 17 marzo si è tenuto uno sciopero dai colori USB lavoro privato, al sostegno della legalità con numeri da record in fatto di adesione, oltre il 95% per il turno notturno e 90% per il diurno.

Il volantino, purtroppo, recita gli stessi punti da mesi, regolarità nello stipendio, controllo sul contratto di solidarietà -già depositata denuncia al TAR- , rispetto del CCNL in fatto di orario e turnazione, pagamento della quota di 306 euro pattuita con accordo regionale non erogata dal 2009, rispetto del versamento dei fondi integrativi alla pensione e altro. Nell’immagine sotto un estratto del volantino.

estratto punti

Michele e Alessio sono dipendenti ATAC in rappresentanza e sostegno dei loro colleghi di TPL, che ricordiamo, si occupano quasi del 30% del trasporto pubblico romano oltre che delle linee N, ossia notturne. Michele ci aiuta a fare un breve sunto delle motivazioni che li hanno portati nuovamente in piazza “purtroppo le problematiche ataviche della Roma TPL non si riescono a risolvere in tempi brevi” dice Michele Frullo “oggi siamo qui in piazza Campidoglio, proprio perché, viste le varie illegalità che sono state commesse da queste aziende consorziate e dall’azienda madre, noi come USB abbiamo fatto una denuncia alla Procura della Repubblica per denunciare che all’interno di queste aziende il contratti di solidarietà non aveva bisogno di esistere”.

Ho seguito personalmente la vicenda del contratto di solidarietà imposto, quasi a ricatto, ai dipendenti di TPL e sin dalle prime ore scrivemmo che USB si rifiutò di firmare l’accordo, sottoscritto da tutte le altre sigle presenti al tavolo con la Regione Lazio -qui l’articolo del 4 agosto 2014 appena siglato e altri articoli sempre sul contratto imposto a TPL– Cioè che va sottolineato è che in tutto questo sfascio del sistema del trasporto pubblico romano, i mezzi si presentano in uno stato di salute generale oltremodo pessimo, no c’è bisogno di ricorrere a particolari indagini per scoprire che qualcosa non funziona. Sono decine ogni giorno i mezzi che troviamo fermi per strada con il triangolo, furgoni di pronto soccorso fermi non solo in periferia ma anche a Piazza Venezia dove le pozze di olio nelle corsie degli autobus fanno ogni giorno perfetta cornice di un pessimo funzionamento.

Ci sono autisti costretti a dormire in auto, al capolinea, perché non hanno i soldi per mettere benzina alla loro auto, tornare a casa e poi rientrare per un turno magari spezzato, ho fatto viaggi su mezzi dove l’autista doveva legare con lo spago la porta della sua cabina o del suo sedile per poter guidare alla “meno peggio”. Ho assistito a scene “folli” di cittadini che, saliti su un mezzo arrivato con 15 minuti di ritardo, aggredivano verbalmente l’autista, non sanno che il bus in questione sta viaggiando solo grazie alla privata e nobile iniziativa dell’autista che, visti i trattamenti che riceve, potrebbe benissimo rifiutarsi di viaggiare.

E poi ci scandalizziamo se un’autista perde il controllo, se a metà strada si pianta in mezzo alla carreggiata e urla “adesso basta, il prossimo che si lamenta va a piedi” oppure se uno di loro chiede l’intervento di un vigile per far calmare le persone.

Alessio tocca anche un altro punto che riguarda le linee notturne “nei confronti dei lavoratori delle notturne si sta creando un problema molto grosso, sono 140/160 persone, che verranno licenziate perché ci sarà un internalizzazione da parte di ATAC delle notturne. Noi quello che chiediamo è che, oltre a internalizzare il lavoro, internalizzino anche le persone”. Esiste il rischio che questi vengano licenziati ed è oltremodo assurdo dato che nel trasporto pubblico romano come continua Alessio “c’è bisogno di autisti perché stiamo lavorando in una situazione al limite” quindi è auspicabile il rientro -perché il servizio a suo tempo uscì da ATAC per entrare in TPL- del servizio e dei lavoratori.

La dignità del lavoro e del lavoratore, ancora una volta è questo a colpirmi, un autista che conosco qualche mese  fa, a ridosso del Natale, mi straziò il cuore. Mentre stavo per scendere gli faccio gli auguri, lo guardo e ha gli occhi pieni di lacrime, gli chiedo se sta bene e mi dice “mio figlio di 13 anni oggi voleva darmi i soldi delle paghette che si è messo da parte per comprarsi il telefono, mi ha detto ‘papà, tienili tu che ne hai più bisogno, fai un regalo alla mamma’. Ma posso io a cinquant’anni, dopo una vita a lavorare su questi autobus, essere in queste condizioni”?. Non lo dimenticherò mai.

Il Faldone con tutte le denunce e il materiale inerente il contratto di solidarietà e le altre illegalità è stato consegnato alla segreteria di Alfonso Sabella, assessore alla legalità del Comune di Roma. Io non posso far altro che pensare all’otto dicembre 2015 quando comincerà il Giubileo della Misericordia. Non voglio ora soffermarmi al numero di turisti che tra nove mesi e per un intero anno, affolleranno Roma ed utilizzeranno il Trasporto Pubblico Romano, penso più al significato della parola Misericordia.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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