Intervista ai Siren

Intervista ai Siren per SenzaBarcode.

I Siren, band nata nel 2013, ha debuttato con il loro primo album The Row. SenzaBorcode li ha intervistati per voi.

Chi sono i Siren? Quando avete iniziato a suonare insieme? E come mai avete scelto questo nome per la band?
I Siren sono: Samuel Frondero (voce, chitarra), Jack Nardini (chitarra, cori), Marcus Kawaka (basso, seconde voci), Mark “Spud” Mckenzie (batteria).
Il progetto “Siren” inizia nel gennaio 2013 da un’idea di Jack con cui in occasioni e tempi diversi, avevamo già collaborato a vari progetti musicali.
Dopo un paio di prove avevamo già le idee ben chiare: i primi brani ideati ci suonavano bene; amore a prima vista…Il nome della band è stato scelto dopo diverso tempo. Agli inizi era “The Row”, che ha, in seguito, dato il nome all’album e al cantante. Samuel era infatti solito dire: “I’m Samuel from the Row” che è poi diventato Frondero. Per sostituire “The Row”, che, appunto, non ci convinceva come nome per la band, abbiamo impiegato circa un anno. Un giorno ci accorgemmo di una statua, la statua di una sirena all’interno del ristorante del padre di Mark, luogo dove avvenivano le prove, che di fatto era sempre stata sotto i nostri occhi; essendo nuda, quasi ogni giorno le toccavamo le tette come una sorta di rito scaramantico. Siren ci è sembrato subito adeguato, non solo per il suono e la semplicità ma anche per il doppio significato che gli si può attribuire: da un lato le sirene che, nell’Odissea, con il loro canto ammaliavano i marinai; dall’altro la rumorosa sirena di un’auto della polizia. Noi crediamo di essere un po’ tutt’e due le cose.
Quali sono state le tappe più importanti del vostro percorso musicale?
Sicuramente, l’uscita del nostro primo album “The Row”; la firma del contratto discografico con la Red Cat Records; l’uscita lo scorso gennaio del video del singolo “Dr. Saint”, che ha riscosso un grande successo su YouTube con oltre 400.000 visualizzazioni nei primi due mesi dalla sua pubblicazione, e la firma del contratto con Blob Agency. Ovviamente, come per ogni band, la parte più divertente e formativa sono i live, e tra i migliori svolti finora ci sono: “Le Scimmie” di Milano, locale storico dei Navigli dove hanno suonato molte band agli albori tra cui “Negramaro” e “Vibrazioni”; la data alla “Stazione Gauss” di Pesaro, dove abbiamo proposto uno nuovo spettacolo con una grande risposta da parte del pubblico; il “Jump Out Festival”, impianto straordinario e una delle nostre prime esibizioni come Siren; il “Vidia Club” di Cesena, dove abbiamo vinto la prima serata dell’Emergenza Festival (concorso ancora in atto); “El Barrio” di Torino e il “Legend Club” di Milano, nei quali abbiamo suonato come ospiti (sempre per Emergenza Festival), pubblico straordinario.

The Row è il vostro primo album. Quale brano vi rappresenta di più e perché?
Non c’è un brano univoco, ognuno di noi ha il suo preferito e per nessuno è lo stesso; ciò la dice lunga su quanto siamo sempre poco d’accordo, su praticamente qualunque cosa, anche sui brani, che vengono sì composti “democraticamente”, ma anche con una numerosa serie di litigate, a volte piuttosto violente. In fondo, però, ci vogliamo bene. Tornando ai brani: Samuel adora “Wave”, uno dei più introspettivi, con un testo ricco di sentimenti contrastanti che rappresentano a pieno un momento difficile della sua vita; il preferito di Jack è “Carpet”, poichè sfacciata e provocante sia nel sound che nel testo; a Marcus piace molto “Dr.Saint”, ama particolarmente suonarla e apprezza le contraddizioni che la caratterizzano, come il fatto che descriva in modo quasi scherzoso i gravi problemi che affliggono la società; per Mark infine è “Love Is Gone”, dal momento che la parte strumentale rappresenta al meglio il suo modo di essere e di suonare.

Quali sono le vostre maggiori influenze musicali?
Siamo quattro artisti differenti che arrivano da quattro diverse correnti del rock. Adoriamo e ascoltiamo musica di qualunque genere, ecco forse spiegato il motivo per cui è difficile, almeno secondo la critica, classificarci. Comunque ci sentiamo di citare gruppi come: Queens of the Stone Age, Rammstein, Foo Fighters, Muse, Nirvana e System of a Down.

Dove vi vedete tra cinque anni?
Bene, tra cinque anni sicuramente saremo ancora impegnati nel progetto “Siren” con la stessa passione e determinazione e molto probabilmente in una spiaggia delle Hawaii brindando ai 10 dischi di platino (o giù di li) ricevuti per il nostro terzo o quarto album.

Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: