Le irresponsabilità di Comando su Roma Capitale

Se invece dei già annunciati e prevedibilissimi fatti di Capodanno ci fosse stata una vera emergenza per il Comando di Roma Capitale?

Ci avete per un attimo pensato? Se a Roma invece dei già annunciati e prevedibilissimi fatti di Capodanno ci fosse stata una emergenza vera, non un anno di “sordità contrattuale” del Campidoglio, di fango gettato dai giornali contro tutti i dipendenti ad ogni annuncio di incontro contrattuale -ci sarebbe da fare un trattato di comunicazione e sociologia-, dalla già prevista assenza dagli straordinari a dicembre degli agenti locali, al buco di oltre 4000 agenti mandati in ferie su 6000, al divieto di assemblea nella notte tra il 31 e l’1: una guerra che si combatte a suon di numeri veri, presunti o falsi ormai da tempo immemore. Ebbene, se a Roma fossimo stati in tempo di pace nei rapporti tra dipendenti ed amministrazione e non ci fosse l’ormai irrecuperabile disastro a cui stiamo assistendo, in caso di emergenza vera cosa sarebbe successo?

L’allarme terrorismo non è scattato solo dopo i fatti parigini, in realtà l’allerta ed il rischio attentati è in vigore da quel famoso 11 settembre newyorchese che fa da spartiacque tra il periodo breve dopo essere stati liberati dagli incubi della guerra fredda, all’incubo terrorismo da cui nessun Paese può dirsi immune. E se ci fosse stato un attentato a Roma? Beh, a causa dei ben noti ma non chiariti fatti del Capodanno romano una cosa, invece, è chiara a tutti: non c’è da stare allegri! Riprendendo le notizie dagli organi si stampa locale e nazionale scopriamo che un hacker adolescente russo ha mandato qualche mese fa in tilt i pc del Comando della Polizia Locale, a causa di questo virus già noto allo stesso Comando da tempo, i file contenenti i nominativi delle c.d. squadre di reperibilità in caso di emergenza sono stati fallati. Questa falla nel sistema porta all’imprevedibile che doveva essere previsto: sono chiamati alle armi pensionati, trasferiti in altro comune, dipendenti in ferie in altra località, malati a lunga degenza, sospesi e, si vocifera, anche deceduti. Ma chi doveva accertarsi che nessun file così importante fosse stato danneggiato?

Altra anomalia nella catena di comando. La reperibilità viene allertata a Capodanno con messaggi su cellulare, sms, in un giorno ad alta densità di traffico in rete, ovvero nessuna certezza che il messaggio sia o meno arrivato a destinazione o che il destinatario ne fosse venuto a conoscenza. Ma se invece di un fatto straprevedibile come un Capodanno, fosse stato inviato in situazione di emergenza? La rete sarebbe stata molto probabilmente sovraffollata da un traffico di dati analogo o superiore nella zona di Roma, e non tutti sarebbero stati raggiunti dall’allerta, perché magari impegnati in altro che a guardare le notizie sui TG speciali o su web. In un evento improvviso l’allerta si gioca sul filo dei minuti.

Tanto per far comprendere l’importanza della velocità e certezza della comunicazione in caso di evento imprevedibile. Sul luogo dell’evento, se molto popolato, nel giro di pochissimi minuti si concentra un numero frenetico di persone e mezzi in uscita ed in entrata di proporzioni straordinarie, ogni situazione di intralcio nelle strade limitrofe rischia di diventare decisivo per la tempestività dei soccorsi. Altra domanda sorge spontanea, quante altre falle nel sistema non sono state corrette? A Roma questa amministrazione ha modificato radicalmente la viabilità soprattutto nelle zone centrali, quelle più sensibili: sono stati rivisti, supponendo ci siano, i piani di intervento urgente delle pattuglie su strada? La domanda non è oziosa.

SenzaBarcode Redazione

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