Exodus – Dei e re: la recensione del film

La nuova fatica di Ridley Scott non tradisce le attese: Exodus – Dei e re è un kolossal americano a tutti gli effetti, con un super cast a supporto.

I kolossal americani si vendono oramai al supermercato come se fossero acqua fresca. Sono infatti sempre di più le produzioni dal grande budget atte a mostrare i propri muscoli più attraverso gli effetti speciali che nell’interpretazione degli attori: nonostante ciò le gesta di Mosè rivivono in maniera convincente attraverso Exodus – Dei e re e lo fanno anche grazie alla performance di un cast di prim’ordine, che non delude le attese tra protagonisti e comparse di lusso.

Basta leggere i nomi degli attori presenti in questo film per capire che non si è certo badati a spese: Christian Bale nel ruolo di Mosè, John Turturro in quello del faraone Seti, l’accoppiata Ben Kingsley-Sigourney Weaver ad interpretare rispettivamente Nun e la regina egizia Tuya, per non parlare di Aaron Paul (il Jesse Pinkman di Breaking Bad) nel ruolo di Giosuè. Un cast ricco di stelle, per introdurre al pubblico l’ennesima rivisitazione del mito della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egizia. Exodus – Dei e re è oltretutto diretto da una vera e propria leggenda del mondo in celluloide: Ridley Scott rappresenta una garanzia, ed un cast così nutrito ed illustre non può che offrire un prodotto di qualità. Ma sarà davvero così?

Sotto il profilo della spettacolarità ci troviamo di fronte ad un film davvero impressionante: abbiamo già anticipato che il budget risultava, in tal caso, l’ultima delle preoccupazioni dei produttori, e i risultati sono ben evidenti, visti gli spettacolari effetti speciali a cui lo spettatore assisterà, anche grazie alle suggestive ambientazioni offerte “gentilmente” dalla città di Almería, che in tal frangente sono servite ad hoc per imitare le sterminate praterie e le sfarzose città in cui è ambientata la storia. Parlando invece della recitazione, non abbiamo nulla da dire: il rischio di relegare un cast simile a semplice contorno della computer grafica abusata per gli effetti speciali era forte, ma fortunatamente Christian Bale riesce comunque, seppur alla distanza, a dare spessore al personaggio di Mosè; stesso discorso vale per Joel Edgerton, nei panni del faraone Ramses. Solo ruoli da comparse eccellenti, invece, per Kingsley, la Weaver e Paul, con quest’ultimo che forse meritava maggior attenzione, vista l’importanza storica del personaggio da lui interpretato.

La classica storia raccontata nell’Antico Testamento è stata qui rimodellata in certi aspetti, dando al complesso un’aura maggiormente laica: ciò ha attribuito delle parvenze più scientifiche e realistiche alla trama, facendo infervorare qualcuno; basti considerare che in Egitto e in Marocco il film non è stato distribuito. Una scelta che s’è rivelata quindi piuttosto azzardata, ma forse maggiormente adatta ai tempi che corrono.

Tirando le somme, Exodus – Dei e re non è certamente un film che rimarrà impresso nell’immaginario collettivo, ma si lascia guardare con piacere, sia in 2D che in 3D.

Foto: gamesurf.tiscali.it

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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