Meditral, revoca del servizio. La parola agli utenti disabili

Trasporto disabili, la delibera Cutini revoca il servizio a Meditral, cosa ne pensano gli utenti? Ne parliamo con Giulio Simeone

Abbiamo già visto la situazione Meditral dal punto di vista dei dipendenti, autisti ed addetti al call center, che con la mozione Cutini rischiano di perdere il posto di lavoro, adesso diamo la parola agli utenti, ai disabili che usufruiscono del servizio e comincio da Giulio Simeone, un brillante quarantenne che ama scrivere è redattore per www.sociale.it  la sua penna è pungente e puntuale e mi avvalgo di alcuni suoi articoli.

Lunedì scorso si è tenuto lo sciopero con manifestazione dei dipendenti Meditral dove era presente anche il consigliere Tredicine che ha concluso una nota così: “In sintesi, queste due delibere non tutelano né i disabili né i lavoratori ( circa 90) e la manifestazione di protesta congiunta di questa mattina ne è la prova”. Da qui più nulla, non sono riuscita ad avere aggiornamenti diretti. Facciamo un piccolo passo indietro fino alla mia intervista ad un gruppo di dipendenti che, da pochi giorni, avevano appreso che una delibera – DGCDelib. N 304 del 10.10.2014 – dal 22 novembre 2014 revoca il servizio Meditral. Sospiro di sollievo per gli utenti che da tempo lamentavano un disservizio e delle problematiche serie date dagli orari, dai mezzi inadatti e anche dai costi della Meditral, e dall’altra parte invece tegola sulla testa del personale, autisti e addetti al call center. C’è anche la delibera precedente la 303 – DGCDelib. N 303 del 10.10.2014 – che delibera: “di affidare all’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità S.r.l. il servizio avente ad oggetto lo svolgimento delle attività di supporto e assistenza per lo start-up necessario alla predisposizione delle banche dati funzionali al servizio nonché per le attività di programmazione, monitoraggio e verifica dei servizi di trasporto per la mobilità delle persone con disabilità motoria grave o cecità totale e persone ipovedenti, di cui alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 25/2004; il rapporto è disciplinato da un Contratto di Servizio redatto in base allo schema di cui all’Allegato “A” parte integrante della presente deliberazione ed avrà durata fino al 31 dicembre 2015 prevedendo un corrispettivo di Euro 153.549,62 (oltre I.V.A.), come da allegato A1, parte integrante del presente provvedimento.”

Dopo un anno di lamentele da parte dei disabili verso il servizio Meditral è stato costituito un osservatorio per confrontare costi e funzionalità dell’Azienda con l’erogazione precedente – ante delibera 37/13 – le tre Associazioni, Unione Italiana Ciechi, Fish e Fand, hanno successivamente svelato quello che in molti temevano: non solo il servizio era peggiorato ma costava molto di più, da 480 euro pro capite con l’ausilio dei taxi ai 1050 euro chiesti da Meditral, cito una parte dell’articolo di Giulio “più di un quarto degli utenti trasportati dai pulmini ha inoltrato delle proteste, mentre da parte di quelli trasportati in taxi non è mai pervenuta nessuna lamentela.” Questo servizio è stato utilizzato da 450 persone mentre altre 150 hanno ancora a disposizione il servizio taxi, la differenza a spanne è di  2 milioni di Euro.

Da maggio, mese in cui sono stati resi noti questi dati ed inviati allo stesso Campidoglio che ha commissionato l’Osservatorio, arriviamo al 5 settembre, cito ancora l’amico Giulio: ” Questo servizio è totalmente slegato dalle necessità delle persone disabili, che spesso si vedono negare ciò che è essenziale per la loro autonomia, e fornire ciò che è assolutamente superfluo.” Questa sua frase a me ha fatto congelare il sangue. Ma come hanno potuto? Sapevano che il servizio non stava funzionando a dovere, che i disabili, già precari in una società diversamente abile e poco incline all’umanità, stavano male vivendo il grave disagio che peggiorava le loro vite, sapevano tutto, avevano nero su bianco cifre e totali, ma hanno scelto comunque di “scaricare” tutto il peso sulle famiglie! Non sono buche sull’asfalto che si decide di riparare appena si ha un secchio di catrame! Sono persone con diritti e doveri pari a quelli di chiunque altro e se la loro vita e condizione non gli permette di arrivare da qualche parte si interviene diversamente, la montagna va da Maometto e non si discute!

Hanno utilizzato mezzi enormi per il trasporto di un/due persone, mezzi inadeguati e, quel che è peggio, personale non preparato a questo delicato compito. Il Comune che decide di fare a questo punto? Toglie la commessa a Meditral e abbandona i dipendenti! Impensabile decidere semplicemente di aiutare l’Azienda a formare il personale, adeguare i mezzi e rivedere il servizio? Come i disabili non devono essere abbandonati non devono esserlo i lavoratori e neppure l’Azienda Meditral merita d’essere scaricata!

La delibera 304 cita al punto 4. di revocare, con effetto dal 22 novembre 2014, le deliberazioni della Giunta Capitolina n. 37 del 1° febbraio 2013 e n. 14 del 29 gennaio 2014.

Basta, non c’è legge 147 per la tutela dei dipendenti che sarebbero, di diritto, impiegati in altre azienda (e qui bisognerebbe parlarne con i dipendenti Multiservizi!), per loro solo un grazie e addio. I disabili hanno passato un inutile anno di passione e sofferenza a causa di una delibera proposta dall’allora Giunta Alemanno e riconfermata da quella di Ignazio Marino che invece aveva in mano i risultati per decidere di provvedere diversamente.

Non è giusto che i lavoratori Meditral restino senza un lavoro per una scelta scellerata delle amministrazioni, quindi devono essere messi in condizione di lavorare in base anche alle proprie professionalità.  Il 13 ottobre si è espressa pure la consigliera Erica Battaglia, parlando dei dipendenti e delle future gestioni del trasporto disabili “…verificheremo con gli uffici se sia possibile inserire in questa gara una clausola sociale con l’obbligo, a carico dell’impresa aggiudicataria, di assorbire i lavoratori a rischio licenziamento. Le preoccupazioni dei lavoratori sono, alla stregua di quelle dei disabili, finalizzate ad erogare un servizio migliore” questo mi sembra un punto di vista bilanciato e mi auguro che si cominci da qui e non da prese di posizioni infruttuose, senza scordare di preparare il personale e ascoltare le associazioni e gli utenti che devono utilizzare il servizio.

La speranza è che non abbia ragione Tredicine e che invece le delibere 303 e 304 tutelino sia lavoratori Meditral che disabili,altrimenti a cosa servirebbero i 153.549,62 (oltre I.V.A.) messi a disposizione? Parliamo di 600 utenti e l’osservatorio ha già calcolato la spesa pro capite per gli utenti – 150 – che utilizzavano ancora oggi il servizio taxi, quindi quel denaro sarà certamente per migliorare ulteriormente i trasporto disabili e sistemare i lavoratori!

Giulio Simeone, che è stato gentilissimo e molto “istruttivo” anche nel nostro incontro, ha inviato anche alcune note e segnalazioni alla onorevole Ileana Argentin da sempre impegnata nella la difesa dei Diritti delle persone disabili. Anche SenzaBarcode l’ha contattata e gentilmente ha risposto, un primo appuntamento telefonico con la sua assistente è previsto già per lunedì p.v.

Questo perché desideriamo fornire un’informazione completa e assolutamente corretta.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Un giorno ha pensato che SenzaBarcode era il nome giusto per definirsi, poi ha fondato il sito. Qualche tempo dopo voleva una voce, e ha fondato la WebRadio. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

3 pensieri riguardo “Meditral, revoca del servizio. La parola agli utenti disabili

  • 26 Ottobre 2014 in 15:05
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    Dove starebbe la scorretta informazione? Forse non completa! Mi scriva a [email protected] se può colmare e documentare le mostre lacune. Grazie

  • 26 Ottobre 2014 in 14:44
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    Vi devo correggere,siete mal informati, il servizio era prima espletato dalla ditta FALASCHI x conto dell’ATAC. 2 anni fa noi lavoratori Falaschi( a fronte di 3 mensilità non pagate ) interrompemmo il servizio( Atac trasportava + di 1000 disabili) x 3 giorni,l’allora giunta Alemanno,e lo sà bene sia Tredicine che la Belviso, ci prese in giro promettendo mare e monti poi (nel frattempo x 3 mesi il servizio lo facemmo con FRATARCANGELI) Atac disdette il servizio e disoccupazione+manifestazione arrivammo al cambio di giunta l’attuale assessore CUTINI preoccupatissima ci diede tutta la sua solidarietà x poi accoltellarci alla schiena. Diede alla MEDITRAL il servizio con l’intesa di assunzione di tutti noi ex Falaschi/Fratarcangeli ma NON ha mai effettuato un controllo (pur avendo noi in vari incontri evidenziato il fatto) ne fatto rispettare gli accordi. Ora voi chiedete considerazione degli autisti Meditral? riflettete su quello che è successo a noi sindacalizzati rimasti fuori dalle assunzioni Meditral.Tutto quello,e altro,che ho citato è documentato e visibile quando voi volete x una corretta informazione.

  • 25 Ottobre 2014 in 12:40
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    Grazie Sheyla, per aver dato voce alla protesta mia e a quella di tantissimi altri utenti del servizio, persone con disabilità motoria e visiva che a causa delle folli decisioni del Comune di Roma si sono visti togliere la possibilità di essere autonomi negli spostamenti, e di pianificare le loro giornate come qualsiasi altra persona. Voglio spiegare un po’ più in dettaglio perché il servizio Meditral, che da un anno viene scandalosamente imposto dal Comune agli utenti del servizio, è decisamente peggiore rispetto a quello fornito dai taxi. Quello dei taxi, come tutti sanno, è un servizio a chiamata, lo chiami quando vuoi e ovviamente ti porta dove vuoi, non c’è neanche bisogno di spiegare che queste due caratteristiche sono essenziali per l’autonomia di una persona.

    Il servizio Meditral, invece, ha un’organizzazione interna di gran lunga inferiore: gli orari delle corse vanno stabiliti con largo anticipo, non esiste un servizio tale che tu chiami e il veicolo arriva. Anche i percorsi, cosa ancora più grave, sono rigidi: i veicoli della Meditral sono autorizzati a trasportare gli utenti soltanto lungo il percorso casa-ufficio, vale a dire che ogni volta che un disabile prima e dopo il lavoro ha un impegno fuori casa, deve arrangiarsi con mezzi suoi, non può contare in alcun modo sul “servizio” offerto dal Comune? Ma che razza di servizio é un servizio che restringe la vita del disabile al percorso casa-ufficio, neanche fossimo nel Medioevo? Durante una discussione che abbiamo avuto l’altro giorno, un autista della Meditral mi ha detto “Se tutti gli utenti chiedessero di essere trasportati di qua e di là, si creerebbe un caos enorme”. Benissimo, allora, visto che tu non sei in grado di “trasportare gli utenti di qua e di là”, mi sembra giusto che tu lasci il servizio a chi è in grado di farlo.

    Io comprendo la preoccupazione degli autisti Meditral, molti dei quali hanno famiglia e figli piccoli; però penso anche che nella società di oggi, nella quale le risorse cominciano a scarseggiare, occorra avere ben presente la distinzione tra “lavoro utile” e “lavoro inutile”. Questo principio lo ricordo in quasi tutti i miei articoli, ad una persona non può essere assegnato un lavoro con il solo scopo di fargli sbarcare il lunario, occorre anche che tale lavoro sia utile alla società. Nessuna società privata ti paga per svolgere un lavoro inutile (a volte ti paga per fare danni, ma adesso non voglio uscire fuori dal seminato), questo principio deve valere a maggior ragione per l’amministrazione pubblica, che viene finanziata con i soldi delle nostre tasse. I soldi che il Comune spende per favorire l’autonomia delle persone disabili, devono prima di tutto centrare quest’obiettivo, e poi auspicabilmente devono ottenere anche l’effetto secondario di creare nuovi posti di lavoro.

    Osservato che anche i tassisti “tengono famiglia” e traggono sicuramente giovamento dal trasporto delle persone disabili, a me sembra un po’ difficile che adesso la Meditral possa in tempi rapidi riorganizzarsi allo scopo di fornire un servizio finalmente efficiente agli utenti. Hanno avuto più di un anno di tempo per farlo, avranno sicuramente fatto qualche tentativo per farlo, non ci sono riusciti. A me sembra molto più logico che il Comune offra delle opportunità a questi lavoratori in altri settori, come quello della manutenzione urbana, che nella nostra città è estremamente carente. Nella società di oggi, non sempre una professione, un’opera che viene richiesta oggi, verrà richiesta anche domani, e allora occorre attrezzarsi, riqualificarsi, cercare nuove strade … io stesso ho studiato tanto per fare l’informatico e ho ricoperto questa professione per diversi anni, poi, quando la necessità di informatici da parte della mia società è diminuita, mi sono reinventato come redattore web, che peraltro è un mestiere che mi dà molte più soddisfazioni, a breve farò richiesta per la tessera di giornalista pubblicista. Se ce l’ho fatta io, che a causa delle mie limitazioni fisiche posso scegliere in un ventaglio di professioni più ristretto, ce la può fare anche una persona normodotata. I miei migliori auguri agli autisti della Meditral.

    Grazie Sheyla.

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