Policlinico Tor Vergata, la verità e gli interessi a spese dei malati

Sanità e Lazio, binomio difficile da anni. Policlinico Tor Vergata, l’emblema della verità celata dagli interessi.

Metti un giorno qualunque per il più banale degli incidenti ti trovi costretto ad usufruire del pronto soccorso, del Policlinico Tor Vergata. Trovi infermieri e medici competenti, trovi gli OSS – operatori socio sanitari – pronti a soccorrerti, altri impegnati a spostare barelle. Poi scopri la verità e vorresti urlare il tuo disprezzo, ma non puoi fare nulla, solo cercare di capire quanto poco interessa la tua pelle a confronto di qualche banconota. Questo è quello che ho provato io ascoltando Barbara parlare durante un’assemblea del USB – Unione Sindacale di Base – quando raccontava del presidio che da settimane, lei e suoi colleghi, stanno tenendo davanti al policlinico Tor Vergata.

Sono Operatori Sanitari e Ausiliari e protestano contro gli annunciati tagli dichiarati dalla Direzione Generale del policlinico Tor Vergata come da linee guida della spending review. In una nota del 29 settembre USB dichiarava “Per l’Unione Sindacale di Base, federazione di Roma, a causa delle precaria situazione delle strutture ospedaliere della regione Lazio, mancanza di posti letto, file interminabili ai pronto soccorso, lunghe attese per prenotare una visita, richiesta continua di straordinari, carichi di lavoro insostenibili, assistenza sanitaria sempre in emergenza, con una pesante ricaduta oltre che sui lavoratori della sanità, anche sull’utenza, non solo non c’è motivo di tagliare personale, ma anzi una proposta di legge per permettere la internalizzazione di questi lavoratori procurerebbe un notevole risparmio economico per le casse del dissestato ministero della salute e quindi per l’intero Servizio Sanitario Nazionale Pubblico.” Quindi? Questi tagli? A che fine? Quale giovamento? A chi?

Per Barbara e i suoi colleghi tutto comincia il 7 settembre quando scopre che dopo un anno, l’Arcobaleno S.R.L. l’azienda per la quale lei lavora, “perde” l’appalto che va a favore di una società formata da tre cooperative. Inoltre viene preventivato un taglio del personale pari al 15% circa 72 persone. Da circa 20 giorni hanno deciso, con il sostegno di altro personale dipendente del policlinico Tor Vergata di protestare contro queste manovre che di fatto portano disservizio ai pazienti e cittadini che si rivolgono alla struttura.

Dice Barbara “Noi siamo coloro che danno da mangiare, assistiamo i pazienti, li portiamo a far gli esami” oltre a molti altri compiti che spettano a questo personale, togliere 70 persone significa in pratica abbandonare a loro stessi i pazienti. La manifestazione di protesta è un sit in stabile con tanto di accampamento e tende e nessuno ha intenzione di abbandonarlo “prima di tutto per i 70 licenziamenti perché questo impedirà l’assistenza base” spiega Barbara nel suo intervento ” signori, stanno facendo questa cosa per provare la precarietà. Voi tra poco dovrete pagare per avere , andrete tutti in sanità privata e dovrete pagare anche solo per avere l’assistente vicino. La sanità della Regione Lazio è disastrosa ma toccare i servizi essenziali, le pulizie anche è troppo; la nuova direttrice ha tolto le pulizie la notte al pronto soccorso“. Il 1 ottobre è iniziato il nuovo servizio al policlinico Tor Vergata, 70 persone sono state obbligate ad andare in ferie o usare i permessi e in quel giorno Barbara si è trovata a coprire 4 servizi nel reparto dialisi/nefrologia – acuti, cronici, day hospital e peritoneali – “una persona per 4 servizi è impossibile” continua Barbara con un sorriso amaro sul viso” ci sono 80 infermieri in maternità che non sono stati sostituiti, 80 infermieri vanno a coprire 10 reparti, abbiamo 120 infermieri a contratto determinato che a dicembre saranno mandati via.”

Barbara racconta di come un suo collega sia costretto a mettere in pericolo i malati “prima va a prendere i pazienti nel reparto infettivi, li porta giù a fare la TAC, li riporta in camera e poi entra nel reparti dei trapiantati… e poi ancora infettivi…”

Questa è la situazione al policlinico Tor Vergata è c’è ancora molto da dire, SenzaBarcode farà in modo di dirlo e di raccontare la situazione dal “vivo” delle tende.

Foto www.decoderonline.it

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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