Milan-Juventus 0-1: l’Apache Tevez fa volare ancora la Juve

Dopo lo scetticismo iniziale, i bianconeri non si fermano più: Milan-Juventus 0-1 è stata decisa ancora da Carlitos Tevez. Rossoneri ridimensionati?

Siamo sicuri che in pochi ricorderanno le contestazioni dei tifosi bianconeri al momento dell’ingaggio di Massimiliano Allegri. L’addio di Conte ha rappresentato uno shock per tutto l’ambiente, ma nonostante lo scetticismo iniziale le cose non sembrano cambiate, anzi. La Juventus in quattro gare ufficiali ha siglato ben 6 reti, senza neanche subirne una, e il mattatore di questo super inizio è stato sempre lui, Carlitos Tevez, agguerrito più che mai dopo la mancata convocazione ai mondiali brasiliani. Neanche il volenteroso Milan di Inzaghi è riuscito a frenare l’inarrestabile corsa dei bianconeri, uscendo ridimensionato dal confronto con i bianconeri.

Il primo tempo è risultato comunque abbastanza equilibrato; nella ripresa è però venuta fuori la vera Juventus, mentre i rossoneri hanno peccato in personalità e audacia, facendosi schiacciare dagli avversari. Ancora decisivo Tevez, ancora decisivo Pogba, autore dell’illuminante assist per “l’Apache”, il quale ha dedicato la sua marcatura al figlio, munendosi di ciucciotto. L’incrocio di storie in Milan-Juventus 0-1 ha visto anche la rivincita di Max Allegri, fischiatissimo dal suo ex pubblico ma capace di prendere un gruppo già collaudato e renderlo ancora più convincente, lavoro spesso sottovalutato. Quante volte abbiamo visto allenatori subentranti fare disastri e prendere decisioni azzardate? Allegri, dopo il precampionato, ha capito che questa squadra deve giocare in una certa maniera, da qui la scelta di rimanere alterata la filosofia di gioco vista negli scorsi anni: pressing, gioco sulle fasce e il solito (e solido) 3-5-2.

E il Milan? Dopo gli sfracelli delle prime giornate con 7 gol in 2 partite, la squadra di Pippo Inzaghi (ex anche lui, per non farci mancare nulla) ha pensato bene di chiudersi, visti anche i numerosi gol subiti da qui al precampionato. Ma si sa, la miglior difesa è l’attacco e chiudersi ad oltranza difficilmente porta a risultati utili: la compagine rossonera ha inoltre evidenziato una preoccupante mancanza di personalità, soprattutto a centrocampo. Menez è il solito: dribbling, magie, ma tanto egoismo, mentre la difesa, almeno stavolta, non ha combinato disastri. L’avversario era nettamente superiore, ma Inzaghi ha una base solida su cui lavorare, in attesa del ritorno di Montolivo e del recupero totale di Torres.

Foto: calcioworld.it

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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