Genoa-Napoli 1-2: gli azzurri vincono ma non convincono

SenzaBarcode racconterà in questa stagione di Serie A alcune delle partite più intense delle rispettive giornate. Iniziamo la rubrica con Genoa-Napoli 1-2.

Dopo il disastro di Bilbao sembrava prevedibile il fatto che il Napoli avrebbe offerto solo una delle seguenti tipologie di prestazioni: una partita rabbiosa, nervosa, all’attacco, per riscattare l’eliminazione dalla Champions, o un atteggiamento impaurito, depresso, demoralizzato, in balia degli avversari. Il Genoa, d’altro canto, è una squadra comunque collaudata, nonostante i nuovi acquisti: il credo di Gasperini è stato ben incamerato dai veterani della squadra grifone, come Kucka, Antonelli e Marchese, mentre qualcuno ipotizzava che i nuovi arrivati, Rincon, Pinilla e Perotti in primis, avessero sofferto l’approccio iniziale con gli schemi del tecnico genoano.

Analisi del tutto smentite: Genoa-Napoli 1-2 ha mostrato il peggio (tanto) e il meglio (pochissimo) che la squadra di Benitez ha offerto sia lo scorso anno, sia in quest’inizio di stagione, mentre il grifone ha giocato una partita intensa, di qualità e quantità, con i nuovi arrivati che si sono subito ambientati alla perfezione nella nuova realtà. Dopo il gol all’avvio di Callejon ci si aspettava una partita in discesa per gli azzurri: peccato che la banda Benitez sa essere “masochista” al punto giusto, soffrendo la veemenza del grifone in maniera ingiustificatamente passiva. I protagonisti sono leggermente cambiati, ma il copione è lo stesso: Callejon inizia il campionato così come l’aveva finito, segnando, mentre la difesa rimane nello stato in cui è rimasta a Bilbao, dormiente. Prendere in Serie A un gol su un cross dalla trequarti è davvero imperdonabile: Pinilla, dopo un’estate vissuta con l’immagine negli occhi (e sulla pelle, vedasi tatuaggio) di quella traversa al 120′ contro il Brasile, trova invece il pronto riscatto e sigla la sua prima rete con la maglia del Genoa.

La partita va avanti per 70 minuti con il Genoa che lotta su tutti i palloni e il Napoli che soffre per poi ripartire, andando spesso in confusione. Il morale degli azzurri è visibilmente a pezzi, mentre i padroni di casa continuano a giocare al 120%: Sturaro riesce da solo a gestire il centrocampo, sia in difesa che in attacco, mostrando di essere uno tra i giovani più forti che il nostro calcio possa offrire in questo momento, visti i suoi 21 anni; anche Rincon, classe ’88, mostra le unghie e gli artigli, seminando il panico anche in attacco. Il Napoli, asfissiato dal pressing avversario, pasticcia a centrocampo, ma ogni tanto si affaccia dalle parti di Perin: dopo 80 minuti di gioco, arriva la svolta del match. Il Genoa non ce la fa più: nell’ultimo scorcio di partita rimasto gli azzurri se ne rendono conto, tirando fuori l’orgoglio e accumulando occasioni su occasioni, ma la sfortuna sembra accanirsi ancora una volta sulla banda “paperinese” partenopea. Insigne sbaglia a tu per tu con la porta, Higuain fa passare la palla su tutta la riga di porta e manca pochissimo alla fine del match: dopo una partita sofferta giocata sottotono pareggiare in seguito a tante occasioni fallite avrebbe potuto rappresentare un’ulteriore mazzata psicologica.

L’operato in sede di mercato da parte della società azzurra non è stato particolarmente apprezzato, sia dai tifosi che dagli addetti ai lavori: ci si aspettavano rinforzi di qualità per rattoppare gli ultimi buchi, mentre alla fine sono arrivati Koulibaly (ottima prova, da rivedere in certe occasioni), Michu (ancora fuori forma), De Guzman e David Lopez. I tifosi hanno mugugnato, ma ironia della sorte, sarà proprio uno di loro a decidere il match di Marassi: inserimento dell’ex Swansea, gol al 95′, Genoa-Napoli 1-2. Un risultato da prendere con le molle: il Genoa ha forse pagato la stanchezza per la troppa foga agonistica mostrata in tutti i 90′ minuti, mentre gli azzurri potrebbero aver recuperato almeno il morale, ma una squadra che punta allo scudetto può, deve fare di più. Gli azzurri non sono migliorati e non possono ancora competere per determinati obiettivi, mentre se il Genoa manterrà le promesse mantenute oggi, potrebbe agognare a qualcosa di più che una semplice salvezza.

Foto: sscnapoli.it

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: