Roma TPL e consorziate, sotto scacco di un contratto irregolare

Il contratto di solidarietà siglato tra la regione Lazio e Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa Cisal per Roma TPL e consorziate risulta irregolare. La denuncia di USB.

L’autunno romano sarà molto più caldo di questa estate ormai agli sgoccioli. Del contratto di solidarietà poco solidale toccato in sorte al personale di Roma TPL e consorziate, ne abbiamo parlato il 4 agosto, appena siglato da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa Cisal, con l’esclusione di USB.

La domanda che mi porgevo era: perché USB si rifiuta di sottoscrivere un accordo che almeno in apparenza tutelava i 318 dipendenti? In fondo si chiedeva ai dipendenti di Roma TPL e consorziate, di diminuire l’orario di lavoro salvando i posti dei loro colleghi: vera solidarietà insomma!

Ma qualcuno è andato a cercare l’ago nel pagliaio e con un esposto alla Direzione Territoriale del Lavoro e presto anche alla Procura della Repubblica l’USB ha denunciato le irregolarità del contratto. Ma quali sono? Ecco cosa si legge nel comunicato stampa diramato dall’Unione Sindacale di Base:

“I contratti di solidarietà sono accordi, stipulati tra Regione, aziende e le rappresentanze sindacali, aventi ad oggetto la diminuzione dell’orario di lavoro al fine di mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale e quindi evitare la riduzione del personale. Così recita la legge. Ma nell’accordo con Roma TPL e Consorziate compare una lista di lavoratori assolutamente fuori dalle regole: molti non sono regolamentati dal CCNL degli autoferrotranvieri ma da altre contrattazioni ( noleggio da rimessa, officina, carrozzeria, pulizia dei mezzi). Nella lista figurano addirittura soggetti che rappresentano la proprietà dell’azienda. Questa lista “fantasiosa” è stata fornita dall’azienda con l’avallo complice dei sindacati concertativi per consentire l’applicazione di un Contratto di Solidarietà che non ha ragion d’essere: gli autisti hanno sempre svolto turni che vanno sempre oltre l’orario normale di lavoro (straordinario,doppi e tripli turni).”

La domanda adesso è: come mai Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa Cisal hanno siglato quel contratto? Non avevano “sentore” che qualcosa non era corretto? E adesso che USB ha dimostrato le irregolarità a danno dei dipendenti di Roma TPL e consorziate, che faranno? USB continua la sua battaglia nonostante l’esclusione nelle convocazioni che ha subito più volte.

Io non posso credere che realmente si stai giocando con la vita delle persone. In questo momento provo a mettermi nei panni del personale che è insultato dai ritardi nei pagamenti, sbeffeggiato da nomine e mega stipendi, preso a calci da questi “magheggi” e mi chiedono come fanno ancora a svolgere il loro turno e portare a destinazione i loro passeggeri o occuparsi di tutte le mansioni spettanti al personale non viaggiante!

E come ciliegina su questa maleodorante torta ci sono i molti giorni di ferie spettanti a diversi dipendenti che dovrebbero godere prima dell’applicazione del contratto di solidarietà ma, a quanto pare andranno persi perché l’azienda si rifiuta di autorizzare.

I romani tra pochi giorni saranno tornati tutti ai loro impieghi, pagheranno di più i parcheggi e si troveranno senza abbonamento giornaliero e mensile per la sosta, di rimando ci sarà una condizione di agitazione e disservizio per quanto riguarda i trasporti, Roma TPL e consorziate.

Cosa altro serve per innescare a miccia? Direi nulla, prepariamoci al peggio. SenzaBarcode seguirà da vicino gli sviluppi tenendovi costantemente aggiornati.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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