Panebianco e la copertura ideologica all’ Isis

L’editoriale del politologo Panebianco sulla “copertura ideologica” che avrebbero i fondamentalisti islamici dell’Isis

da parte di una non ben quantificata quota di giustificazionisti occidentali mossi da spirito di odio e distruzione verso i principi che animano le democrazie occidentali non rendere giustizia alle posizioni altrui, sostanzialmente quella di un parlamentare del Movimento 5 Stelle, Di Battista, che assai più semplicemente pone una riflessione, che potrebbe essere scontata, ma non lo è: “solo la nonviolenza ci salverà” e lo stesso Pannella, campione delle battaglie amerikane, quelle con la K, israeliano, in quanto unica democrazia in quelle zone, ma soprattutto nonviolento ribadisce: “ha delle buone ragioni, sappiate leggerle”.

Si vuole ridurre la nonviolenza a contrapposizione occidentali – antioccidentali? Sarebbe la cosa peggiore appiattire tutte le posizioni su una contrapposizione pro e contro, la fondamentalizzazione di un dibattito che in realtà non è mai nato sulla stampa e le TV “ufficiali”. Ma andrei oltre e chiederei: a cosa serve quel tipo di editoriale? Perché, se si appiattisce il dibattito in questi termini non si tiene conto della realtà, si vuole mettere dei taglia gole in confronto con le democrazie occidentali, ma queste hanno avversari ben più temibili che dei criminali sotto bandiera islamica, e quindi la facile contrapposizione diventa debole e forviante. Si vuole chiedere l’intervento armato per sbarazzarsi dei taglia gole? Ma Obama è stato fin troppo chiaro: niente intervento armato come fu in Iraq o in Afganistan, basta giovani americani ammazzati, almeno fino a quando il problema non diventerà ulteriore, ed in fondo per le potenze occidentali più teste si mozzano e più le popolazioni autoctone saranno pronte a difendersi ed il giustificazionismo ingiustificabile.

E’ da tener conto che in Iraq esiste un Governo legittimo e riconosciuto a livello internazionale che attualmente sta facendo ampi sforzi di inclusione per quelle minoranze che fino a poco tempo fa erano emarginate, e prima ancora massacrate. Come abbiamo detto Obama non ha nessuna intenzione di farsi promotore di una coalizione armata stile Iraq di Saddam e la massima espressione della nostra diplomazia è se mandare o meno ai curdi vecchi AK 47 preda bellica dei Balcani piuttosto che stravecchi MG utilizzati quando si faceva la leva obbligatoria; vecchi residuati anche pericolosi per chi li dovrebbe utilizzare per difendersi, è possibile immaginare la cura di quelle armi dopo anni di inutilizzo.

In alternativa mettere in campo subito accordi e relazioni che non siano solo economici con quella parte del mondo che è “democraticamente ragionevole” potrebbe essere la carta europea vincente e duratura, perché certo senza copertura americana da quelle parti a guerreggiare da sola l’Europa non ci va; e la guerra non è mai una soluzione, semmai una pezza messa col sangue.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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