Intervista a Andrea Dulbecco al TrentinoInJazz 2014

Intervista a Andrea Dulbecco al  TrentinoInJazz 2014

Redazione – Andrea anche quest’anno non hai voluto mancare l’appuntamento con il TrentinoInJazz che atmosfera hai trovato Venerdì sera in piazza?

Andrea Dulbecco – C’era una bellissima atmosfera grazie all’attenzione del pubblico e ad una buona fonica. Purtroppo il palco era aperto dal lato della strada, dove c’era il tipico passeggio delle serate estive; questo poteva creare qualche problema di concentrazione sia a noi che al pubblico che ci stava ascoltando, fortunatamente però è andato tutto per il meglio.

Redazione – Andrea so che hai già avuto modo di raccontarlo, ma per i più giovani che si stanno avvicinando ora al jazz, ci vorresti raccontare un po’ la scelta di passare dalla batteria, tuo primo strumento, al vibrafono?

Andrea Dulbecco – Diciamo che è stato un evento abbastanza fortuito. Io volevo suonare sia il vibrafono che la batteria ma, appena diplomato al conservatorio, ad un corso di perfezionamento ho conosciuto David Friedman, grande vibrafonista americano che da molti anni vive a Berlino. David per me è stata una vera folgorazione. Tornato dal corso avevo già deciso che il vibrafono sarebbe stato il mio strumento principale. Sono felice però di aver fatto un apprendistato jazzistico sulla batteria. E’ uno strumento meraviglioso ed estremamente utile per lo studio delle forme e degli idiomi jazzistici. Consiglio a tutti gli strumentisti di imparare a suonare un po’ la batteria.

Redazione – Andrea dal tuo punto di vista di insegnante cosa si aspettano i ragazzi dal jazz, e dalla musica in generale, nelle masterclass o nelle aule di conservatorio?

Andrea Dulbecco –  non è una domanda a cui è facile rispondere perché penso che il rapporto con il jazz o con la musica che uno ama sia un fatto molto personale. Sia da studente che ancora oggi, ho sempre sperato di essere degno di far parte del mondo del jazz. Un mondo fatto di figure musicalmente mitiche e di cui ho una grandissima ammirazione. Sento una grande responsabilità nel dire di appartenere a questa famiglia. Per quanto riguarda le scuole o le masterclass, la cosa che auguro di più ai giovani è di trovare dei bravi insegnanti. Il bravo insegnante, secondo me, è colui che quanto prima ti insegna ad essere un buon maestro di te stesso. Queste cose, ed alcune altre, vedo nei giovani musicisti che frequento.

Redazione – Andrea secondo te cosa esprime la dimensione dell’improvvisazione nel jazz?

Andrea Dulbecco – La parola che forse per me esprime meglio il concetto di improvvisazione ( a dire il vero anche quello di interpretazione o di creazione in genere) è “libertà”. I grandi musicisti del passato come Parker, Coltrane, Bill Evans o Cannonball Adderley, insieme a molti altri, ci insegnano che loro sono sempre altrove. Noi spesso cerchiamo di rinchiuderli in uno stile o in una corrente ma loro ci sfuggono e ci spiazzano costantemente, spesso contraddicendo con la loro musica gli stilemi del genere in cui vogliamo rinchiuderli. Inoltre trovo che l’improvvisazione per me sia uno dei momenti più intimi della creazione: uno specchiarsi in se stesso, nelle proprie aspirazioni e nei propri limiti oltre che un salto nel vuoto inebriante, difficile da spiegare a parole.

Redazione – I progetti futuri?

Andrea Dulbecco – Ho appena finito di scrivere un brano per un organico molto ampio in cui suonerò come solista insieme a Fabrizio Meloni (primo clarinetto della Scala) il 12 Settembre per il Festival Mito a Milano. Questa Estate suonerò, come al solito, in vari festival e rassegne. C’è un altro progetto che mi incuriosisce molto: il prossimo Marzo suonerò, insieme al mio gruppo di musica contemporanea “Sentieri Selvaggi”, con il grande saxofonista americano Tim Berne al teatro Manzoni di Milano per gli “Aperitivi in Concerto”

Redazione – Allora in bocca al lupo per tutti i prossimi appuntamenti

Ciao

Erica Simone

Sono un Hospitality Manager e Ufficio Stampa, ho lavorato per boutique Hotels, ristoranti e strutture recettive. Quale responsabile della comunicazione mi sono occupata di eventi musicali e culturali. Sono proprietaria di un B&B al centro di Roma. Le mie passioni sono l'ospitalità, la comunicazione e la politica.

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