TrentinoInjazz: Intervista a Chiara Biondani

Intervista a Chiara Biondani presidente del TrentinoInJazz 2014, una rassegna che ha federato ben 4 festival: Sonata Islands, NonSole Jazz, Valsugana Jazz Tour e Lagarina Jazz

Presidente Chiara Biondani innanzitutto complimenti! Venerdì 11 luglio ha avuto inizio la seconda edizione del TrentinoInJazz Valli del Noce. Cosa si porta dietro questa seconda edizione dalla prima e in cosa si rinnova?

Dalla precedente edizione si mantiene la finalità di sviluppare sul territorio provinciale una maggior condivisione del progetto Jazz non solo tra i soci fondatori di TrentinoInJazz che sono Aps Fare Jazz (Valsugana), Soc. Coop. Servizi Culturali Val di Non e di Sole (Valli del Noce), Scuola Musicale Jan Novak Vallagarina, Ass. Culturale La Grenz (Val di Fassa), Sonata Islands Trento, ma anche Dolomiti Sky Jazz, Itinerari Jazz, a cura del Centro culturale Santa Chiara di Trento, Comune di Rovereto e Garda Jazz Festival. Stiamo lavorando principalmente all’interno dell’associazione sempre e con la volontà di non intaccare l’autonomia nelle scelte artistiche. Vogliamo offrire un servizio di supporto organizzativo per ottimizzare le risorse non solo economiche ma anche umane. Non è da dimenticare che i soci operano all’interno dell’associazione a titolo gratuito.
A differenza degli scorsi anni i vari festival dovevano stare attenti a non accavallare le date dei propri cartelloni. Mentre quest’anno il cartello di TrentinoInJazz provinciale ha delle date esplosive. Quando ognuno era per sé ci si irritava un po’ tutti, invece adesso che siamo un unico festival abbiamo un valore aggiunto. TrentinoInJazz a partire dal 11 luglio è presente in diversi luoghi della provincia di Trento con un unico marchio che ci caratterizza. Vedo questa unione come un modello, un esempio da seguire.

Presidente Chiara Biondani  in un cartellone così ampio che si snoda su 5 mesi si alterneranno artisti affermati e performer non professionisti. Quale pensa possa essere il valore aggiunto di quest’alternanza?

Con ben 53 concerti a partire dall’ 11 luglio fino al 6 dicembre 2014 direi che l’alternanza di performer professionisti e non è una componente indispensabile. Soprattutto nel Jazz che si caratterizza come musica creativa, aperta e propositiva. Questo è il contesto più idoneo per poter offrire un progetto di ampie vedute.
Anche al TrentinoInJazz si è scelto di non far pagare nessun biglietto per i concerti. Pensa che questo sia l’unico modo per far sopravvivere kermesse come questa? Quanto potrebbero sopravvivere i vari festival Jazz in Italia senza finanziamento pubblico?
Questo è un argomento molto complesso. Più volte si è discusso di questo nell’Associazione Trentinojazz. Penso che i tempi non sono ancora maturi soprattutto in alcuni luoghi dove non è presente un ente come il Centro culturale Santa Chiara. È anche vero che il pubblico dà per scontato che per andare a teatro, anche amatoriale, è previsto l’ingresso a pagamento, invece con la musica in generale si storce il naso se c’è da pagare un biglietto. È ovviamente una questione culturale, vero è che se mai si inizia…

Presidente Chiara Biondani a suo avviso cosa ha spinto diverse realtà, anche consolidate come il Valsugana Jazz Tour alla 12° edizione, a federarsi in una dimensione come quella del TrentinoInJazz?

Quasi  tutte le realtà che si sono associate al Trentino Jazz sono presenti sul territorio provinciale da oltre 10 anni. Le motivazioni sono: avere una maggior visibilità sul territorio, essere rappresentati reciprocamente dai rispettivi festival, abbattere quel sottile sentimento di rivalità e sviluppare un forte senso di collaborazione nel rispetto delle proprie specificità. L’aspirazione è diventare un TrentinoinJazz  importante e riconosciuto a livello nazionale.

Cosa si aspetta da questa seconda edizione del TIJ? Cosa chiederebbe al legislatore sia locale che nazionale? E cosa può fare il mondo del jazz per suo conto?

Mi aspetto che la seconda edizione di TrentinoinJazz  riesca ad appassionare il nostro fedele pubblico e incuriosisca sempre più chi ci conosce ora. Mentre ai politici di livello nazionale chiederei di avere maggior riguardo nei confronti dell’arte e di contattare, prima di prendere decisioni riguardanti la cultura, chi è competente in materia. Invece ai nostri politici locali chiedo di affidarsi maggiormente ai professionisti della cultura e di non cadere nelle trappole di pseudo-artisti che sanno ammagliare i volenterosi amministratori. Inoltre chiedo di non temere di chiedere consigli agli addetti ai lavori, veri e seri professionisti, pronti a dare la propria opinione al di sopra di ogni sospetto.
Buon estate con TrentinoInJazz!

Grazie a Chiara Biondani e buon lavoro per questa e le prossime edizioni.

Erica Simone

Sono un Hospitality Manager e Ufficio Stampa, ho lavorato per boutique Hotels, ristoranti e strutture recettive. Quale responsabile della comunicazione mi sono occupata di eventi musicali e culturali. Sono proprietaria di un B&B al centro di Roma. Le mie passioni sono l'ospitalità, la comunicazione e la politica.

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