Riforma del divorzio, gli emendamenti entro il 31 luglio

Durante la consueta trasmissione del martedì in diretta su Radio Radicale, dalle ore 22, condotta da Diego Sabatinelli ed Alessandro Gerardi per la Lega Italiana per il Divorzio Breve

sono stati ospiti in collegamento telefonico i senatori Ciro Falanga e Monica Cirinnà entrambi membri della commissione giustizia nella quale si sta lavorando in queste settimane alla riforma del divorzio. I senatori interpellati confermano che sul testo approvato dalla Camera i membri della commissione hanno tempo fino al 31 luglio per depositare emendamenti, dopo inizierà in Senato il vero confronto sul divorzio.

Il senatore Falanga, componente del gruppo Forza Italia, ribadisce la volontà di approvare un testo di riforma del divorzio e la tenuta dell’accordo con il PD sulle riforme comuni da portare avanti durante questa legislatura. Seppure le soluzioni in parte differiscono rispetto all’attuale maggioranza, il PD si deve ritenere più che soddisfatto del senso di responsabilità dell’opposizione -dichiara Falanga– la quale non ha messo in campo la stessa strategia ostruzionistica che dovette subire il PDL nella passata legislatura. Un’opposizione responsabile chiamata ad agevolare e non ostacolare il processo di riforme in corso nel nostro Paese, ma, anzi, fattivamente impegnata a raggiungere l’obiettivo comune.

La sentarice Cirinnà del gruppo PD conferma la buona volontà della maggioranza in Senato a raggiungere presto un accordo migliorativo del testo approvato in Senato, la stessa proporrà che si possa evitare il passaggio della separazione obbligatoria nei casi in cui ci sia accordo tra le parti. Evidentemente il rischio ostruzionistico viene, ed è stato già annunciato, da quella parte dell’opposizione più conservatrice che potrebbe dare battaglia proprio in commissione. I regolamenti consentono di lasciare ampio spazio alla illustrazione degli emedamenti presentati dai membri della commissione, e questo potrebbe favorire questo atteggiamento. Il percorso è ancora irto di ostacoli dovuti ad una piccola minoranza combattiva. La Cirinnà è relatrice della riforma che introdurrebbe in Italia il riconoscimento delle coppie di fatto, e come la riforma del divorzio l’argomento è stato affrontato in più legislature trovando sempre forti resistenze che ne hanno interrotto il cammino. In entrambi i casi il rischio ostruzionismo è dietro l’angolo e potrebbe ostacolare il dibattito in commissione ed in Aula.

E’ da ricordare che nel caso il testo approvato alla Camera dovesse essere modificato a Palazzo Madama dovrebbe comunque tornare a Montecitorio per un terzo passaggio di conferma della volontà dei deputati sul testo così modificato. Gli ascoltatori di Radio Radicale hanno avuto la possibilità di porre direttamente domande in filo diretto ai senatori, possibilità che speriamo si possa garantire anche la prossima puntata chiamando il numero fisso 06.48.80.541

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

3 pensieri riguardo “Riforma del divorzio, gli emendamenti entro il 31 luglio

  • 14 Agosto 2014 in 16:14
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    Bisogna davvero mettere fine alle lungaggini. Divorzio breve e il piu’ presto possibile, ci sono persone che sono rovinate dal percorso da fare per “riuscire” a divorziare, diventano vittime sacrificali di chi, spesso le donne, non vogliono arrivare a questo. Mariti ridotti in miseria, spesso, che “devono mantenere e rendere conto ai capricci ed alle frustrazioni di “UNA EX”. Prepotenze legalizzate. Quando tra due persone finisce ognuno deve andare per la sua strada e rendersi autonomo. Che differenza c’è tra una ex moglie che deve essere mantenuta, ed una vera moglie o compagna che deve lavorare, magari, per mandare avnati la famiglia? IPOCRISIA

  • 12 Agosto 2014 in 13:24
    Permalink

    Ma questi continuano a giocare sulla pelle degli Italiani?

    E’ palese che il senato e i senatori sono una zavorra per il paese.

    Vogliono SOLO preservare il loro posto di NON LAVORO.

    Che vadano a casa tutti!

    Ma conoscono i problemi di migliaia di ITALIANI che si sono imbattuti, loro malgrado,
    in un percorso di separazione????

    Credo che siano solo degli ipocriti.

    Si nascondono dietro alla chiesa o altro, delle persone non hanno alcun rispetto!

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