Valle d’Aosta: Sedute del Consiglio regionale 16/17 luglio

Valle d’Aosta: Approvati i programmi per crescita e occupazione 2014/2020 cofinanziati da FESR e FSE

Nella seduta del 17 luglio 2014, il Consiglio regionale ha approvato le proposte di programma di investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/2020: la prima, cofinanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), è stata approvata con 18 voti a favore (UV e SA) e 16 astensioni (UVP, Alpe, PD-SVdA, M5S), la seconda, cofinanziata dal Fondo sociale europeo (FSE), ha ottenuto 17 voti a favore e 16 astensioni.

Nel corso della discussione sono stati approvati all’unanimità due ordini del giorno, a firma di tutti i gruppi consiliari, a seguito di una convergenza che ha portato ad alcune modifiche ai testi inizialmente depositati dai gruppi di opposizione. Le iniziative impegnano la Giunta regionale a presentare, entro quattro mesi dalla definitiva approvazione dei programmi FESR e FSE, alla Commissione consiliare competente le azioni specifiche, concrete e declinate in attività pratiche e la relativa ripartizione finanziaria che si intende svolgere sul territorio e in particolare che rispondano agli obiettivi indicati.

Le proposte di Programma saranno ora trasmesse ai servizi della Commissione europea e dello Stato con cui la Regione condurrà il necessario negoziato. Sui provvedimenti si è sviluppato un approfondito dibattito.

Il Vicepresidente Andrea Rosset (UVP) ha denunciato «l’intenzione della maggioranza di non condividere alcuna scelta, limitandosi a trasmettere la documentazione alle Commissioni. Ancora una volta, è stata disattesa la volontà di quest’Aula, che con l’approvazione di una mozione aveva stabilito che il Consiglio fosse coinvolto nell’elaborazione della programmazione 2014-2020. Entrando nel merito dei documenti in discussione, sul programma per l’occupazione, mi chiedo se vi sia l’intenzione di incentivare l’assunzione di giovani con titoli di studio spendibili, anche valutando l’opportunità di destinare risorse a borse di studio per gli studenti universitari. Sul programma competitività, rilevo come si sia puntato su una tecnologia ormai superata, quella della banda e della fibra, da evoluzioni tecnologiche ben più interessanti. Inoltre, nessun accenno è stato fatto alle miniere di Cogne. Non dovevano essere un progetto cantierabile nella programmazione 2014-2020?»

La Consigliera del PD-SVdA Carmela Fontana ha sottolineato: «E’ necessario mettere al centro le persone per ridare la speranza e intraprendere il cammino della ripresa. In un quadro critico come l’attuale devono essere inseriti la difesa dei soggetti più fragili, le pari opportunità, la lotta alla violenza di genere. Importanza deve essere attribuita a favorire l’accesso al mercato del lavoro alle donne. Non solo, non sono ipotizzabili programmi che non prevedano adeguati investimenti nell’istruzione: un sistema scolastico inefficiente allontana le riprese occupazionali. In generale, il miglioramento degli standard dei servizi offerti dalla pubblica Amministrazione costituisce un ambito di intervento fondamentale. L’industria non va abbandonata, ci deve essere una presenza equilibrata di tutti i settori economici. La nostra preoccupazione è che questi programmi si riducano all’ottenere risorse senza voler realmente costruire un rilancio della regione. Il raggiungimento degli obiettivi a lungo termine corrisponde ad una volontà politica di investire ulteriori risorse rispetto a quelle stanziate per un programma che incida concretamente sull’occupazione, e quindi sull’economia, già nell’anno in corso. E’ così che si elabora un programma efficace e non un libro dei sogni.»

La Consigliera di Alpe Chantal Certan ha rilevato: «Abbiamo cercato di analizzare i documenti FSE e FESR in modo approfondito e evinto che questa programmazione manca di un’anima e di uno stile: ci sembra infatti priva di una visione generale, di scelte politiche ben delineate e coerenti con il programma di Legislatura. Non riusciamo a trovare le ricadute dirette che questi obiettivi avranno sulla comunità, non rileviamo i confronti tra i costi e i benefici, né le azioni concrete che ne scaturiranno. Ci pare, ad esempio, che molti progetti e corsi vengano svolti ma non siano poi coordinati e non producano alcun beneficio tra i giovani e i cittadini, stando ai dati dell’abbandono scolastico e della disoccupazione. Dal Governo regionale ci aspettavamo un intervento ben più politico. Non c’è sinergia tra quanto annunciato e l’entità di risorse poi realmente allocate. La parte politica avrebbe dovuto negoziare maggiormente con lo Stato e l’Unione europea le percentuali e le risorse per la nostra Regione. Condividiamo quindi alcuni obiettivi di partenza, ma lamentiamo mancanze in fase di concretizzazione degli stessi attraverso azioni concrete e, soprattutto, risorse adeguate.»

Il Consigliere Nello Fabbri (UVP) ha auspicato «che le risorse destinate all’occupazione non siano indirizzate ad interventi tampone, mentre per quanto attiene la competitività non siano finanziate costose iniziative che rimpinguino azioni la cui utilità è piuttosto dubbia. La posta in gioco è altissima, tutti concordiamo che questi fondi sono fondamentali per il futuro. Noi ci batteremo perché l’attuazione di questa nuova programmazione, che purtroppo dobbiamo approvare a scatola chiusa, generi progetti davvero utili e non si traduca nella solita distribuzione di fondi che non producono nulla di efficace per l’occupazione e il benessere. E’ solo attraverso il potenziamento di una formazione altamente qualificante che si possono aggredire le criticità. E’ puntando sul capitale umano che riusciremo a far uscire la Valle d’Aosta dallo stallo.»

Il Capogruppo di Stella alpina, Stefano Borrello, ricordati gli obiettivi principali che la programmazione 2014/2020 intende perseguire, ha ribadito l’auspicio per cui «i programmi di sviluppo possano avere ricadute positive nel tessuto economico valdostano.»

Per il Consigliere Roberto Cognetta (M5S), «molti dati ci indicano che tra il 2012 e il 2013 c’è stato un peggioramento dell’economia valdostana. Con la nuova programmazione, a titolo esemplificativo, spenderemo il 75 per cento del Fondo europeo di sviluppo regionale per migliorare l’assetto burocratico dell’Amministrazione pubblica: sorge il dubbio che non siano queste le azioni prioritarie da mettere in campo a favore dei cittadini. La popolazione attiva valdostana ha già partecipato mediamente a due corsi ciascuno: questo non ha sortito occupazione né imprenditoria e mi chiedo quanto sia utile riproporre iniziative simili. Troppi progetti piccoli hanno ingolfato il sistema, non dobbiamo ripetere questi errori. La nostra è una società cresciuta essenzialmente sul pubblico, ma non possiamo continuare in questo modo: i soldi di cui disponiamo devono essere spesi nel migliore dei modi, e per questo chiediamo di poter condividere le scelte.»

Il Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy ha rimarcato: «Il nostro gruppo non è stato messo in condizione di lavorare efficacemente, per rispondere alle esigenze dei cittadini. Su questa programmazione sono stati coinvolti tanti partner, ma non i Consiglieri regionali. A nostro avviso si sarebbe potuto lavorare meglio per mitigare la crisi. L’Europa intende ridurre l’inquinamento, valorizzare le energie alternative e creare benessere cercando di evitare la concentrazione di grandi numeri di cittadini in poche località, puntando sul ripopolamento del territorio. In quest’ottica, avremmo dovuto concentrarci sui problemi di accessibilità della nostra regione, riflettendo sul sistema di trasporto pubblico locale. Rilevo poi che l’allocazione di risorse regionali per la concretizzazione di progetti per il prossimo triennio non è sufficiente. Fondamentale è che questi fondi raggiungano l’obiettivo di dare delle risposte alla disoccupazione che vivono i nostri giovani, in particolare quelli che studiano con sacrificio personale e della propria famiglia.»

Il Capogruppo dell’Union Valdôtaine, Joël Farcoz, si è soffermato su «tre settori che riteniamo strategici per il futuro della Valle d’Aosta: l’innovazione e la ricerca, che consentirà ai giovani la possibilità di creare start-up nel campo delle tecnologie dove ci sono grandi opportunità con bassi investimenti; la green economy, sulla quale si concentreranno le occasioni di sviluppo per i prossimi anni; la scuola, per la quale sono state approvate delle linee-guida non per puntare il dito contro il sistema scolastico ma semplicemente per valorizzare il comparto e per avanzare una serie di proposte che sono state poi recepite nel FESR. Vi sono delle criticità che non possiamo nascondere, ma la volontà è quella di risolverle, rafforzando le eccellenze e creando le condizioni per favorire una nuova imprenditorialità a fronte di minori risorse regionali.»

Il Capogruppo del PD-SVdA, Raimondo Donzel, ha affermato che «nel 2007, molte delle criticità che oggi viviamo in modo drammatico erano già state evidenziate: lo sviluppo, la scuola, il settore industriale, l’agricoltura. Oggi, le risorse europee non sono più aggiuntive come allora a un consistente bilancio regionale, ma sono esclusive e con un bilancio regionale ridimensionato. Al di là dei bei documenti di analisi di contesto non vediamo delle intuizioni e delle strategie economiche che possano risolvere i problemi. Penso, in particolare, al settore industriale, dove c’è stata la maggior sofferenza in termini occupazionali e di tenuta delle imprese, alla formazione professionale, che dovrebbe essere integrata con il mercato del lavoro, alla disoccupazione, osservando che in Valle abbiamo il peggior trend di disoccupazione, in particolare giovanile, registrato in Italia. Il sistema va corretto in maniera significativa: noi vorremmo contribuire ad elaborare le azioni e le attività che discenderanno da questi programmi, perché la partita vera si gioca nella loro applicazione pratica. Soprattutto occorre sburocratizzare molte procedure regionali e formare il personale regionale per affrontare la gestione dei bandi europei anche da parte degli enti locali.»

Il Consigliere Albert Chatrian (Alpe) ha dichiarato di essere «rimasto impressionato dalla mole di risorse della passata programmazione che è stata assorbita dalle Società partecipate e dalle Fondazioni, senza sapere se i progetti approvati con i fondi strutturali apportino benefici alla collettività o a pochi ‘fortunati’; stiamo parlando di decine di milioni di euro. I dati sull’inclusione sociale dovrebbero fare riflettere. Tanti sono i partecipanti ai corsi, ma poi pochissimi gli occupati. La sfida ora, soprattutto per quanto attiene l’occupazione, è nel non spendere denaro in progetti inutili o che vanno a ‘ingrassare’ solo poche persone. Dobbiamo assolutamente invertire la rotta.»

Consultabile  sito del Consiglio regionale la rassegna completa dei comunicati stampa relativi all’adunanza del 16 e 17 luglio 2014.

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