Divorzio breve, in Senato l’approccio è radicale

Durante il consueto appuntamento radiofonico in diretta su Radio Radicale di martedì 24 giugno gli esponenti della Lega Italiana per il Divorzio Breve, Diego Sabatinelli ed Alessandro Gerardi

hanno ospitato telefonicamente i senatori Alberti Casellati, Falanga e Filippin per fare insieme il punto della situazione ad un mese circa dall’approvazione del testo di riforma del divorzio alla Camera.

Unanime è la convinzione dei senatori membri della commissione giustizia di Palazzo Madama che questa volta non ci saranno troppi ostacoli ad approvare una nuova legge sul divorzio più simile alle altre legislazioni europee. Il problema che si sta ponendo la commissione è più sulle migliorie da apportare al testo approvato dai deputati, miglioramenti sia in senso tecnico che politico.

Ed è il secondo obbiettivo che dovrebbe far riflettere ancora una volta sulla lungimiranza della proposta portata avanti dai radicali, ed in modo particolare dalla Lega Italiana per il divorzio breve  da almeno dieci anni per cui vi è la necessità di superare l’obbligo della separazione legale come già avvenuto in quasi tutti i paesi europei per consentire al cittadino di poter fare domanda diretta per lo scioglimento del matrimonio. Si tratta di evitare un doppio passaggio legale assolutamente ingiustificato, separazione e divorzio, che comporta per le tasche dei cittadini e della giustizia un costo di tempo e denaro ormai non più tollerabile. Finalmente questo superamento della obbligatorietà della separazione legale sembra entrare prepotentemente nel “lessico politico” dei maggiori gruppi presenti in Parlamento: in questo caso PD e Forza Italia, ma anche il Movimento 5 Stelle potrebbe essere d’accordo su una soluzione di questo tipo.

La proposta che sembra emergere da entrambi gli schieramenti individua quanto meno nell’assenza di figli minori e nell’accordo tra le parti la possibilità di superare la fase della separazione legale obbligatoria. Rispetto alla marcia a tappe forzate che ha portato ad approvare alla Camera con larga maggioranza un testo che effettivamente lascia dei dubbi sia dal punto di vista tecnico, il momento da cui decorre il tempo obbligatorio per fare domanda di divorzio, sia dal punto di vista politico, mantenere in piedi il vecchio sistema del 1970 col doppio passaggio davanti al giudice, al Senato si predilige una fase più riflessiva da parte della commissione.

Tutti gli ospiti sono d’accordo che è meglio riflettere qualche settimana o mese in più, ma avere una buona legge, piuttosto che fare solo un corsa al risultato, qualsiasi esso sia. Si può dire tranquillamente che quanto seminato in questi anni dalla L.I.D. sta ottenendo i suoi frutti

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SenzaBarcode Redazione

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