Maria e il drago. Spettacolo teatrale per bambini, ragazzi e adulti, di Aldo Giovannetti. Compagnia I filoframmatici di Trastevere. Domenica 22 giugno 2014, ore 17

L‘Associazione Culturale Spaziottagoni ospita domenica 22 giugno alle ore 17, uno spettacolo per ragazzi, nato molti anni or sono, nello storico Teatro Didattico Il Torchio, creato da Aldo Giovannetti, che s’impose all’attenzione degli insegnanti, degli psicologi e del mondo culturale per la capacità di coinvolgere attivamente il pubblico nell’azione drammatica. Gli spettacoli ideati da Aldo Giovannetti, infatti, hanno bisogno della collaborazione dei giovanissimi spettatori per risolvere i vari problemi che via via emergono nel corso della commedia.

Maria e il drago è il titolo dello spettacolo che sarà rappresentato sabato 21 giugno, alle ore 17, dalla Compagnia “I filodrammatici di Trastevere”, un gruppo di recente costituzione che ha già messo in scena spettacoli per adulti.
Francesca Morelli sarà Maria; Monica Mazzei: Maria Nicola; Mara Abruzzese: Rossana; Loredana Germani: la Segretaria; Marco Lucidi: Guardia Giuseppe e Patrizio Pasquinelli: il Drago.

La storia è semplice come una favola: in un paese come qualunque paese reale vive un Drago che non è un Drago, ma un despotico capo che vuole sposare Rossana, una ragazza che non lo ama. Maria, che arriva dal paese dell’antifavola, interviene per dare man forte a Rossana, però, da sola, non potrebbe riuscire nell’impresa, perciò chiede ed ottiene l’aiuto dei sudditi del Drago (cioè gli spettatori) i quali si uniscono a lei per trovare, di volta in volta, le soluzioni. Alla fine il Drago viene smascherato e condannato a riabilitarsi attraverso lo studio e il lavoro. Rossana è quindi libera di operare le sue scelte, come tutti i cittadini non più costretti a sottostare alla volontà di un despota.

Da una recensione di Leonardo Sole su La Nuova Sardegna del 9/11/1978
Gli spettacoli del Torchio si fanno apprezzare per un’assoluta novità di linguaggio e per un serio impegno politico che, una volta tanto, non si rifugia nella demagogia dello slogan, ma passa attraverso una lucida operazione culturale. Aldo Giovannetti è un uomo straordinario che in tempi difficili per la scuola e la cultura ha trovato una strada tutta sua, in presa diretta coi bambini ed i ragazzi ai quali si rivolge, per fare e far fare cultura. Giovannetti apre il suo discorso in termini di antifavola, propone una verifica e negazione della favola a favore di uno schema razionale di ricerca e subito dopo si ritira, non appena i ragazzi hanno maturato una chiara definizione del problema e possono gestirlo in proprio.
La conclusione dell’azione teatrale è sempre dei ragazzi che giungono alla conquista del “palcoscenico della razionalità”, come si è tentati di definirlo, attraverso un preciso itinerario conoscitivo.
Diventare da spettatori attori significa dunque liberarsi dal pregiudizio e dall’errore (assimilato da Giovannetti all’oppressione) per raggiungere una porzione di verità. I bambini diventano attori e uomini, per ritornare al ruolo di bambini arricchiti di nuove verità.
È una dimensione didattica e terapeutica insieme.

Spazi ottagoni Via Goffredo Mameli, 7 00153 Roma (Trastevere)

By SenzaBarcode Redazione

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