Italia-Inghilterra 2-1: gli azzurri soffrono, ma iniziano alla grande

Un match giocato in sofferenza, ma chiuso alla grande: Italia-Inghilterra 2-1 ha messo in evidenza Darmian e Candreva, ma la difesa è da registrare.

Quando si parla di Italia-Inghilterra appare d’obbligo, per ogni cinefilo che si rispetti, ricordare con citazioni varie il racconto “alternativo” della leggendaria partita di Wembley proposto nel secondo film della storica saga di Fantozzi. Le schienate del portiere inglese, la nuca di McGilley, una partenza sprint degli azzurri che non si vedeva da 170 anni, il “palo”. Probabilmente non sarebbe realistico paragonare un racconto “fantasioso” di una partita realmente giocata ad Italia-Inghilterra 2-1, ma il paragone non appare così azzardato, vista l’epicità del match disputato dalle due squadre.

Il match inaugurale del Mondiale degli azzurri ha vissuto momenti di rara intensità, alternati da altri forse meno emozionanti, ma comunque giustificabili visto il gran caldo e l’elevata umidità, problematiche di clima che hanno fatto infervorare, e non poco, Cesare Prandelli, indignato dal mancato utilizzo del tanto agognato Time Out. Italia-Inghilterra 2-1 s’è giocata a brevi tratti, intensissimi: i britannici ci hanno fatto soffrire con la velocità dei propri trequartisti, da Wellbeck allo scatenato Sterling, ma gli azzurri hanno avuto la meglio grazie al solito, proverbiale, cinismo sottoporta.

Il gol di Marchisio è un esempio di astuzia, preparazione tattica da fermo e precisione; la rete degli inglesi, invece, ha messo in evidenza una fragilità difensiva da parte dell’Italia decisamente preoccupante, fragilità che vede come capro espiatorio Gabriel Paletta, oriundo mai realmente voluto dai tifosi, ed anche per questo, fortemente criticato dopo una partita in sofferenza, ma comunque giocata a buoni livelli durante la ripresa. Anche Giorgio Chiellini se l’è vista brutta nel ruolo di terzino, ruolo che non ricopre con regolarità da quasi 4 anni.

La partita s’è giocata principalmente sulle rispettive fasce: entrambe forti sul fronte destro d’attacco, entrambe fragili su quello sinistro di difesa. L’asse Darmian-Candreva è risultato devastante in più occasioni, decisivo in occasione della rete della vittoria di Mario Balotelli; chiunque passava dalle parti di Chiellini e Paletta si trovava invece di fronte a vere e proprie autostrade, sintomo di un assetto tattico assolutamente da correggere. Le occasioni da rete si sono bene o male equivalse, anche se l’Italia è risultata maggiormente sfortunata sul fronte precisione, visto che ha centrato ben due legni; sul versante inglese, invece, si è peccato di scarsa precisione, anche grazie ad un Sirigu in grande spolvero, degno erede e sostituto del nostro “Gigi nazionale”.

Ultimo appunto su Balotelli: come suo solito Savoir-faire, ha riservato alla regia brasiliana e alle telecamere l’immancabile gesto polemico, probabilmente riservato a tutti i “maligni”, i critici e gli inglesi stessi, spesso non proprio teneri con “Super Mario” ai tempi della sua militanza al City. Il primo passo è stato fatto, seppur con grande sofferenza: adesso c’è da affrontare la “Cenerentola” del gruppo, che s’è pappata il ben più quotato Uruguay in un sol boccone. Si spera che per il Costa Rica scada presto la mezzanotte e che non ritrovi la scarpetta.

Foto: calcioblog.it

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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