Gli Orsoni e il partito delle verginelle

Nella vicenda Sindaco Orsoni, Mose e finanziamento occulto si trova un concentrato delle maggiori ipocrisie della politica nazionale.

 

I sindaci che devono essere “estranei” alla politica altrimenti sono indigesti all’elettore, i grandi imprenditori che continuano nell’ombra a coltivare affari con la politica nazionale e locale, la grande bufala del finanziamento ai partiti.

Andiamo per ordine. E’ da qualche decennio che per le elezioni amministrative vanno di moda candidati sindaci o presidenti “estranei” alla politica con le loro liste civiche sempre più gettonate, ma non senza appoggio dei grandi partiti nazionali che lanciano in modo spesso improvvido questi candidati. L’imput iniziale è sempre lo stesso: l’elettore medio perbene, che è obbligato dalla sua ipocrisia a dissociarsi dal candidato politico, deve trovare sulla propria scheda l’estraneo ai partiti per sentirsi in pace con la coscienza e dare il voto … sempre agli stessi partiti. Questo elettore cominciamo a chiamarlo con il suo nome: mediocre!

Incapace di far valere le proprie ragioni ed il proprio disappunto nei confronti dei partiti tradizionali, spera nell’insperabile: che quegli stessi partiti gli risolvano il problema calando dall’alto il candidato vergine. Il salvatore, colui che non è impicciato nelle logiche di partito, ma sul quale non ci si pone la domanda chiave: come ci è arrivato a fare il candidato di partito? E così escono fuori, ognuno con le proprie peculiarità, i vari Marrazzo, Marino, Orsoni ecc., e chi per un motivo, chi per altro dimostrano sempre di più l’inadeguatezza ad un ruolo che non può essere ibrido. Ispirato e orchestrato dalla politica ma estraneo ad essa (ricorderete il famoso slogan di Ignazio Marino “non è politica è Roma”).

Con il candidato estraneo si è risolto per un bel po’ il problema del disgusto che la partitocrazia aveva ingenerato nella domanda di candidati, e ora l’offerta segue come un abito la moda della “società civile”, quella cosa strana che ancora non si è capito bene cosa sia: c’è una società incivile? Sì, sicuramente, ma una bella fetta di questa si trova anche in quella, nelle associazioni finanziate dai partiti, nei giornalisti raccomandati dai partiti, negli imprenditori vicini ai partiti, nei professori sponsorizzati dai partiti e così a seguire. Queste verginelle della politica, ma catapultati dalla politica nella politica, non essendo professionisti ma cooptati, non sono riusciti a “ripulire” città e regioni dall’influenza massiccia e fuori controllo dei partiti. In compenso non sanno minimamente risolvere i problemi che un politico saprebbe affrontare in scioltezza dopo anni di esperienza. Il risultato di questa finzione sono bocciature eclatanti e fuga prossima dell’elettore mediocre dal candidato della società civile. Attendiamo per loro il candidato marziano o robot.

Di grandi imprenditori che viaggiano nei loro affari sotto braccio della politica ne sono piene le pagine di cronaca. Per rimanere in tema romano il famosissimo Re della Monnezza Manlio Cerroni, di cui tutti sapevano ma pochi parlavano, o lo stesso Mazzacurati, ma l’elenco è troppo lungo per un articolo solo. Miliardi di euro che girano esattamente come giravano prima di tangentopoli, anzi, nella Prima Repubblica il sistema era più onesto e morale: quanto meno la pappatoia era più aperta e più democratica. Evidentemente il binomio impresa e politica è strettamente correlato alla madre di tutte le corruttele: il finanziamento della politica e delle campagne elettorali. Negli U.S.A. si fa prima e meglio, il candidato prende soldi dai privati, comitati di quartiere o lobby, e una volta eletto si comporterà di conseguenza. Con la nostra ipocrita moralità noi italiani abbiamo congeniato un sistema binario quasi unico nel mondo: un abnorme finanziamento pubblico ai partiti e un finanziamento occulto per mantenere l’apparato mostruoso creato dal primo.

Una sorta di circolo vizioso che ci costa miliardi di euro in soldi pubblici, mazzette e mancanza di competitività, oltre allo sperpero per una mole infinita di opere e progetti interrotti, o mai realizzati, ma già finanziati soprattutto dagli enti locali. Nessuno è estraneo al sistema, o può far finta di non conoscerlo, il sistema crea e distrugge tutte le figure che si frappongono, o ne crea a sua immagine e somiglianza per sopravvivere. Il nostro Presidente del Consiglio è un baldo giovanotto che ha fatto carriera nel Partito, è stato giovanissimo Presidente della Provincia di Firenze e poi ne è diventato Sindaco: finalmente il vecchio avanza di nuovo.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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