In India per stupro in Corea per un crollo. A morte

India: tre condannati all’impiccagione per stupro. Corea del nord: alti funzionari e ingegneri giustiziati per il crollo di un edificio. La condanna a morte.

Il 30 maggio 2014: un tribunale indiano ha condannato a morte tre uomini per aver violentato una fotoreporter all’interno di una filanda abbandonata, l’anno scorso a Mumbai.

Un quarto imputato è stato condannato al carcere a vita, ha detto il procuratore Ujjwal Nikam. Nikam ha chiesto le condanne a morte ai sensi di una severa legge anti-stupro introdotta sull’onda dell’indignazione pubblica provocata da uno stupro di gruppo fatale avvenuto a Nuova Delhi nel 2012. “Questo è il primo caso in India in cui la pena di morte è stata comminata pur essendo la vittima viva”, ha precisato Nikam.

I tre uomini sono stati giudicati colpevoli lo scorso mese di aver violentato anche un’operatrice di call-center, nello stesso stabilimento abbandonato, nel luglio 2013, un mese prima dell’aggressione alla fotoreporter. Nikam ha descritto i tre come delinquenti abituali. Per il giudice Shalini Phansalkar-Joshi il reato è stato di natura diabolica e la punizione serve a mandare un messaggio forte alla società indiana. Approfondimenti 

Il 25 maggio 2014: il quotidiano giapponese Tokyo Shimbun ha riportato che la Corea del Nord aveva deportato o giustiziato numerosi funzionari e ingegneri per il crollo fatale di un nuovo grattacielo avvenuto a Pyongyang il 13 maggio. Citando una fonte nordcoreana, il quotidiano ha detto che quattro ingegneri di progettazione e costruzione sono stati fucilati, mentre un funzionario militare incaricato del progetto è stato inviato in un campo di prigionia.
Il giornale ha anche riferito che il bilancio delle vittime del crollo potrebbe aggirarsi sulle 500 persone.

Un altro giornale giapponese, lo Yomiuri Shimbun, ha riferito che l’edificio di 23 piani era abitato da alti funzionari dei servizi di intelligence e di polizia. Approfondimenti

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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