Fasano Jazz Festival: Intervista ad Alex Carpani

L’Alex Carpani&Band, uno dei gruppi maggiormente rappresentativi del Rock Progessivo italiano, si esibirà al Fasano jazz Festival. SenzaBarcode vi propone l’intervista al suo leader, Alex Carpani.

Il Fasano Jazz Festival è alle porte. Dal 30 Maggio il Comune pugliese ospiterà alcuni tra i maggiori esponenti del Jazz italiano e artisti di levatura internazionale. Tuttavia gli ideatori del Festival hanno progettato un avvenimento che sia emblema della rinascita di diversi stili musicali. Jazz e Rock progressivo si incontrano a Fasano per perseguire uno scopo comune, arrivare al cuore del grande pubblico. L’11 Giugno Alex Carpani&Band, uno dei complessi che meglio rappresenta il rock progressivo italiano sulla scena internazionale,  presenterà il suo Vox in Progress. SenzaBarcode, in qualità di  Mediapartners ufficiale del Fasano Jazz Festival, ha intervistato il leader del gruppo, Alex Carpani.

Come Nasce la band?

Nasce nell’autunno del 2006 con l’intento di trovare dei musicisti per suonare dal vivo il mio primo album Waterline. Da allora sono seguiti altri due album e quasi 100 concerti in 20 Paesi del mondo, in tre continenti.

Come è nata la passione per la musica?

La passione per la musica nasce con te, almeno credo. Tu nasci con questa inclinazione nel tuo DNA che, col tempo, diventa passione e in alcuni casi anche professione. E’ parte integrante della mia vita e della mia persona/personalità. Non saprei immaginare la mia vita senza.

La tua formazione è sicuramente articolata e complessa. Hai una Laurea al DAMS all’università di Bologna, una specializzazione C.E.T. e molto altro ancora. Questa alta specializzazione come ha influito sulla tua carriera? O meglio l’alta specializzazione teorica che peso ha rispetto alle sue innumerevoli esperienze di vita?

Lo studio, la formazione e la specializzazione disegnano il contorno artistico e culturale all’interno del quale ti muovi. Ti permettono di acquisire gli strumenti per esprimerti, dandoti dei punti di riferimento molto importanti. Il resto lo fanno tutto la pratica e l’esperienza.
Nessuno ti può insegnare a suonare bella musica.

Qual è il futuro del rock progressivo in Italia?

Se non ci sarà presto un cambio di pelle, con l’ingresso di nuove forze e nuovi appassionati, soprattutto tra il pubblico, non vedo un futuro molto roseo. Il pubblico sta invecchiando, gli interpreti anche e la ‘nuova scuola’ fa fatica a trovare spazi e opportunità. Ci sono quasi più gruppi che suonano prog che pubblico prog.

Per quanto riguarda invece la sua esperienza con l’electro-jazz. Come ti sei avvicinato a questo genere?

E’ stata una parentesi, un momento di sperimentazione espressiva in cui mi interessava il connubio tra la musica elettronica e la musica jazz. Si è esaurita presto, però, perché mi sono accorto che una volta esplorato quello che c’era da esplorare, non c’era più niente da esplorare.

Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

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