Spring Awakening: intervista a Flavio Gismondi

Abbiamo intervistato Flavio Giulio Andrea Gismondi, uno tra gli attori protagonisti del musical Spring Awakening, che calcherà i teatri di tutta Italia in uno show unico ed irripetibile.

Da Romeo a Giulietta a Un Posto al Sole, fino a Spring Awakening: un percorso straordinario e trionfale per Flavio Gismondi, protagonista a teatro con uno spettacolo destinato a rompere gli schemi tradizionali.  La biografia di Flavio Gismondi parla chiaro: le sue esperienze hanno spaziato dal teatro alla TV, ma il personaggio che interpreterà in Spring Awakening non sarà come tutti gli altri. Noi di SenzaBarcode l’abbiamo intervistato, parlando del suo attuale alter-ego teatrale, Moritz, e dei suoi progetti futuri.

Qui la presentazione ufficiale di Spring Awakening.

1. Innanzitutto parliamo del personaggio che interpreterai, Moritz Stiefel. Emotivo, insicuro, tormentato: problematiche che affliggono migliaia di ragazzi della recente generazione. Quanto ti senti vicino “Flavio” a Moritz sotto il profilo emotivo? Insomma, quanto senti “tuo” questo personaggio?

Moritz rappresenta una parte di me, una piccola parte del mio passato. Anche io ero sopra le righe, sempre curioso di capire, di conoscere, di sviscerare le cose per poi aver paura di quella risposta. L’unica cosa che ovviamente non trovo in comune è la famiglia. Ho avuto e ho tuttora una famiglia splendida, che mi ascolta sempre e che mi sprona a far del mio meglio sia come artista sia come persona. Moritz è particolarmente sensibile al silenzio che lo circonda, vorrebbe sbloccarsi, riuscire a vivere tutto con molta più tranquillità ma il corso degli eventi lo porta ad avere paura, troppa paura. Dico di sentire mio questo personaggio quando raduno tutte le mie insicurezze e le faccio vibrare con le sue parole. In fondo, tante volte avrei voluto dire o fare tante cose. Lui per certi versi dice e fa cose che ho potuto solo immaginare, ma che magari ho pensato, e dentro di me vissuto.

2. Quali consigli ti sentiresti di dare ai ragazzi che vivono una situazione simile a quella vissuta da Moritz?

Diciamo che non auguro le condizioni di Moritz a nessuno. E’ una personalità molto irrisolta. Il consiglio che posso dare è di non aver paura e di lasciarsi andare, di aprirsi al mondo e alle persone che ci sono accanto. Dare non è sbagliato, perché non si perde mai. Se hai dato e non hai avuto, non importa, non hai rimpianti, se hai preteso e non hai dato allora forse dovrai chiedere scusa e ricominciare ma sai che c’è sempre una seconda possibilità.

3. Parliamo ancora del tuo personaggio. Le sue turbe, così come quelle di tutti i personaggi di Spring Awakening, fanno da specchio ad una società sempre più attanagliata dalle consuetudini, dai Mass Media, da convenzioni sociali che ci vengono imposte in maniera quasi programmatica. In tal caso, l’arte diviene anche denuncia: quali possono essere, secondo te, le altre grandi “armi” a disposizione di Spring Awakening?

Spring è uno spettacolo anticonvenzionale, non ti regala soltanto un punto di vista, ma una vera e propria porzione di realtà. La forza sta nella praticità del testo. I temi trattati vengono fuori senza essere menzionati o citati, sono insiti nei personaggi e non sono didascalici. L’arma è la realtà. Quella realtà che disarma il mondo, la realtà di un mondo giovane che ha tanto da dire e da insegnare. Una mia collega, più grande di me, una volta mi disse: “Lo chiedo a te perché sono convinta che tante risposte stiano solo in voi giovani, e noi non potremo mai capire”. E’ vero, noi abbiamo molte più risposte di quelle che la gente possa pensare e Spring non le sottovaluta, ma le rivendica. E’ una lezione fatta di tanti piccoli gioielli, le nostre vite.

4. Spring Awakening rappresenta la tua ennesima esperienza teatrale: cosa ti ha trasmesso sotto il profilo umano, oltre che professionale?

Amo il testo, amo il cast, amo tutto lo staff e quella stanca ma pungente soddisfazione che si prova una volta chiuso il sipario. Penso di poter affermare con assoluta certezza che se sono artisticamente una persona migliore è anche merito di questo spettacolo e che se sono diventato un “Flavio” migliore, è merito soprattutto delle persone che ne fanno parte.

5. Da “Moritz” passiamo alla sua controparte reale. Viste le tue esperienze musicali, dal violino al pianoforte, e in visione del fatto che Spring Awakening potrà contare su un complesso che eseguirà completamente dal vivo le musiche dell’opera, le tue conoscenze in merito si rapporteranno in qualche modo all’esecuzione dei brani?

E’ la prima volta che faccio uno spettacolo con musica dal vivo. E che musica. Un rock che talvolta ti spettina la psiche. Non ho mai cantato rock, ho una formazione prettamente classica e molto cantautoriale. Devo dire che mi ha arricchito, mi ha affascinato, mi ha dato uno stimolo in più. Mi ha aiutato tantissimo Stefano Brondi (Direttore Musicale), a trovare una mia dimensione rock. E devo dire che è stato bravo ad instradarmi. Le mie conoscenze, come dire, hanno vacillato un po’, ma poi hanno accolto ben volentieri questa massiccia scarica di adrenalina.

6. Parlando un po’ del tuo passato, parliamo anche del futuro: da Romeo e Giulietta fino alla TV, con Un Posto al Sole. Dove hai intenzione di arrivare? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Voglio continuare a fare tutto quello che mi mette in condizione di migliorare. Io non ho mai posto limiti alla provvidenza. Nessuna esperienza limita l’altra, è giusto fare quello che si può fare per poter crescere. Sono molto “free” da questo punto di vista, non mi faccio molte domande, cerco direttamente le risposte.

7. Domandina personale: è ben nota la tua passione per il canto, e in generale, per la musica italiana. Ci sono degli artisti e/o gruppi che ti hanno particolarmente influenzato durante il tuo percorso formativo?

Si ce ne sono diversi di artisti. Sono cresciuto con la musica di Renato Zero e Massimo Ranieri. Ma se devo essere sincero, sono cresciuto un po’ con tutta la musica italiana da Antonacci a Zarrillo passando per tantissimi altri cantati sconosciuti scoperti dal teatro Ariston di Sanremo nei vari anni. Solo recentemente mi sono concentrato sulla musica straniera.

8. Ultima domanda: come sponsorizzeresti Spring Awakening ad un pubblico totalmente ignaro degli argomenti trattati dal musical?

Invece di vedere la solita fiction italiana, vieni a Teatro e lasciati emozionare dalla verità. Perché il mondo è fatto di fisicità, di sesso, di empatia, e non di pixel. O almeno, non solo.

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: