Marco Pannella in sciopero della fame e della sete oltre mille con lui

Marco PannellaVolevo scrivere di Marco Pannella, del suo “altro” sciopero della sete.

Parlare di Marco Pannella è sempre difficile per me,  cerco sempre di essere “esterna” di raccontare i fatti, così fanno i bravi giornalisti, riportano informazione. Non mi riesce mai, non solo perché non sono una giornalista -ma questo poco ci azzecca- ma perché Marco Pannella è passione e come si fa a “incastrare” la passione in qualche riga? Potrei mai mettere Marco Pannella in un rigido pezzo in giustificato con qualche link o grassetto? No.

Ieri sera, martedì 23 luglio, Marco Pannella era a Radio Radicale per Radio Carcere, con lui Rita Bernardini (e chi altri?) l’ho visto ed ho pensato “non mollerà mai, un monumento che cammina e che fa storia, ha cambiato la storia e continua a farlo!” ma la mia “scuola” la si conosce e non potrei pensare diversamente!

Stamattina ho mandato una mail a Alessandra Terragni, militante genovese e iscritta dell’Associazione Radicale Per la Grande Napoli, che si occupa di raccogliere le adesioni di chi partecipa allo sciopero della fame di Marco Pannella. I familiari dei detenuti, i radicali, gli amici e insomma i “pannelliani” che lo seguiranno sono già oltre 1300 e ad Alessandra, alla mail  alessandraterragni@aol.it ho indicato anche la mia partecipazione per 24 ore a partire dalla mezzanotte di sabato: posso privarmi del cibo, ma dell’acqua non riesco … e come faccia lui proprio non lo so!

Per aggiornarmi faccio sempre due cose: apro il sito di Notizie Radicali e contemporaneamente leggo lo stato Facebook di Rita Bernardini che 16 ore fa, nei pressi di Roma scriveva:

A Regina Coeli con Marco Pannella e Roberto Giachetti. Abbiamo visitato la IV sezione, tutta in sciopero della fame per sostenere gli obiettivi della lotta di Marco. Ai “grazie Marco!”, Pannella rispondeva “noi siamo venuti qui a ringraziarvi!”. Ce la faremo? “Ce la stiamo facendo perché voi mi date, ci date e vi date forza!”. Non abbiamo fatto in tempo a visitare la terza sezione: anche lì tutti i detenuti sono in sciopero della fame. Lo faremo presto, appena troveremo un altro parlamentare che ci accompagnerà. Marco, provato (checché ne di dica lui) dallo sciopero della sete, ancora una volta non si è risparmiato di fronte all’ingiustizia di un carcere fuori da ogni legalità. A stasera, alle ore 21, su radio carcere con Riccardo Arena e Marcone.

Poi trovo un link ad un video “I 6 referendum sulla giustizia: Marco Pannella ospite di Uno Mattina” ed ho pensato che stesse per nevicare confetti rosa! Marco Pannella che ha spazio per parlare, alla RAI, è proprio una notizia!

Come ci si poteva aspettare che Marco si mettesse, magari sottovoce, a spiegare il pacchetto “Giustizia Giusta” a modo loro? Lui ha fatto esattamente come doveva fare: parlare a modo suo!

Non mi sono piaciuti per niente i due conduttori! Duilio Giammaria con i suoi continui “umm… si… emm” che mi pareva uno sfacciato sottofondo antipatico e, a prescindere, provocatore e Benedetta Rinaldi che “porella” cercava di mediare senza neppur capire. Lo si evince chiaramente da questa frase “sta sprecando uno spazio utile per voi” … Come potrebbe Marco Pannella, parlare di giustizia senza ricordare la condizione dei detenuti, senza accalorarsi chiedendo, senza sosta, attenzione ed amnistia? Ma come fa, la RAI, ad avere la “faccia tosta” di dedicare 11 minuti a Marco Pannella e pretendere che commenti 6 quesiti sulla giustizia restando seduto, tranquillo, agli ordini? Ma siamo seri!

Sugli ultimi minuti di trasmissione, sulla “domanda” di Giammaria “Vogliamo parlare dell’abolizione dell’ergastolo”, Marco Pannella risponde così:

Io non voglio che adesso voi usiate la scusa per qualche minuto dei referendum per continuare contro la legge ad impedire di informarvi sul problema massimo, il vostro Stato come i vostri nonni, oggi è in una situazione di flagranza di reato ed è condannato  già da trent’anni.

Giammaria risponde che “il tema del sovraffollamento delle carceri è noto” … e dunque io noto che anche lui non ha compreso.

Sabato 27, da mezzanotte, sino alla stessa ora di domenica anche Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi, nostri amici della LID, saranno in sciopero della fame

 

Sheyla Bobba

Sheyla Bobba, classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. Nello stesso anno, la collana editoriale SenzaBarcode prende una forma concreta, alla fine dell'anno successivo ha in catalogo 14 titoli, la collaborazione con CTL Editore diventa più solida e performante. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. Le presentazioni dei libri aumentano a dismisura: online e offline, interviste per la WebRadio, articoli, vere e proprie conferenze, convegni e dibattiti. Gli autori emergenti hanno ormai un ruolo di primissimo piano nelle mie attività. Nel 2022 chiudiamo l'Associazione culturale SenzaBarcode e SBS Comunicazione è diventato ormai una realtà affermata, riferimento di Autori emergenti. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.sbscomunicazione.it - www.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it - www.libri.senzabarcode.it

4 pensieri riguardo “Marco Pannella in sciopero della fame e della sete oltre mille con lui

  • 16 Settembre 2013 in 3:58
    Permalink

    Ho avuto a che fare con gli appena rilasciati dal carcere, fin dalla grande amnistia del 1970. C’era chi andava frequente a fare una donazione di sangue per 3000 lire. Da quel che ho visto, prima di tutto bisogna eliminare la AUTOMATICITÀ dei giudici.(togliere quel pelo sullo stomaco che hanno)LA PUNIZIONE É SORELLA DEL CRIMINE La punizione in tanti millenni non ha mai corretto nessuno. Perció, bisogna togliere dal posto quei giudici, avvezzi nel distruggere la vita altrui, perché non hanno ancora visto questo. Ad una persona che ha sbagliato, si deve dare la possibilitá di rifarsi la propria dignitá ed onore, chiedendo di riparare il danno commesso presentando un progetto di ammenda. Il perdono, non fa che commiserare, e sminuire ancora di piú la persona. Gli inchioda addosso, il cappotto di criminale che si é indossato. Ci sono giudici in America che come sentenza danno da fare un programma che da come risultato una recidivitá pressoché zero. Sarebbe migliore dell’indulto penso, come soluzione per svuotare un po’ le carceri, anziché costruirne di nuove.

  • 16 Settembre 2013 in 3:58
    Permalink

    Ho avuto a che fare con gli appena rilasciati dal carcere, fin dalla grande amnistia del 1970. C’era chi andava frequente a fare una donazione di sangue per 3000 lire. Da quel che ho visto, prima di tutto bisogna eliminare la AUTOMATICITÀ dei giudici.(togliere quel pelo sullo stomaco che hanno)LA PUNIZIONE É SORELLA DEL CRIMINE La punizione in tanti millenni non ha mai corretto nessuno. Perció, bisogna togliere dal posto quei giudici, avvezzi nel distruggere la vita altrui, perché non hanno ancora visto questo. Ad una persona che ha sbagliato, si deve dare la possibilitá di rifarsi la propria dignitá ed onore, chiedendo di riparare il danno commesso presentando un progetto di ammenda. Il perdono, non fa che commiserare, e sminuire ancora di piú la persona. Gli inchioda addosso, il cappotto di criminale che si é indossato. Ci sono giudici in America che come sentenza danno da fare un programma che da come risultato una recidivitá pressoché zero. Sarebbe migliore dell’indulto penso, come soluzione per svuotare un po’ le carceri, anziché costruirne di nuove.

  • 24 Luglio 2013 in 15:38
    Permalink

    Ciao, ieri a radio radicale anche Pannella ha sconsigliato lo sciopero della sete senza un’adeguata assistenza medica. Aderiamo solo allo sciopero della fame…

  • 24 Luglio 2013 in 15:38
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    Ciao, ieri a radio radicale anche Pannella ha sconsigliato lo sciopero della sete senza un’adeguata assistenza medica. Aderiamo solo allo sciopero della fame…

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